FAQ sull’istruzione famigliare

1)  Cosa è l’istruzione famigliare?

L’istruzione famigliare è la scelta di occuparsi in prima persona, in famiglia, dell’istruzione e dell’educazione dei propri figli, non avvalendosi dell’istituzione scolastica.
Fare istruzione famigliare significa che, invece di mandare i propri figli a scuola, si vive l’apprendimento insieme a loro, prendendosi la responsabilità della loro educazione ed istruzione.
L’istruzione famigliare viene chiamata dalle persone in diversi modi, ad esempio homeschooling, apprendimento naturale, educazione parentale, unschooling, ecc.

2)  Come funziona l’istruzione famigliare?

L’istruzione famigliare è per definizione un modello personalizzabile di apprendimento.
A livello famigliare si decide la direzione da seguire, per stabilire i contenuti e le modalità dell’insegnamento, gli argomenti da affrontare, l’approccio pedagogico e gli strumenti da utilizzare, a seconda dei propri ritmi, bisogni e interessi.
A livello burocratico occorre entrare in rapporto con le istituzioni, per ufficializzare il proprio status e garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione.

3)  Perché una associazione?

L’associazione LAIF nasce da un bisogno sentito collettivamente da molti in Italia, per colmare la distanza tra le famiglie e le istituzioni, nell’ambito dell’istruzione famigliare.  Si propone quindi come soggetto che si apre al dialogo costruttivo con le istituzioni che ai vari livelli intervengono sui temi dell’istruzione e della famiglia.
Con una associazione le famiglie hanno anche modo di mettersi in contatto e condividere le loro esperienze, creando una rete solidale e culturale.  LAIF si pone dunque come catalizzatore delle varie esperienze che si attuano nella pratica dell’istruzione familiare ed agisce per una loro virtuosa contaminazione.
Un ulteriore obiettivo di LAIF è quello di fertilizzare la cultura dell’apprendimento in famiglia. I fondatori di LAIF propongono quindi di favorire un lavoro di informazione e di studio su queste tematiche.

 

FAQ sulla dichiarazione annuale

1)  Che cos’è la dichiarazione annuale?

La comunicazione annuale, ovvero la dichiarazione d’intenti, è uno dei doveri basilari per chi sceglie la scuola familiare. È una comunicazione in carta semplice nella quale si esplicita la decisione dei genitori (o di chi esercita la patria potestà) di provvedere all’istruzione dei figli autonomamente, avvalendosi dell’Istituto dell’istruzione familiare. Va consegnato a mano; oppure tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno; oppure via PEC, Posta Elettronica Certificata (si veda punto 6 per approfondimenti).

Qui trovate un facsimile Dichiarazione Istruzione Famigliare.

2)  È considerata una comunicazione o una domanda? È vero che bisogna avere l’autorizzazione dal Dirigente Scolastico per poter istruire i propri figli a casa?

La Dichiarazione d’intenti NON è una domanda. È una COMUNICAZIONE dell’intenzione di scegliere l’istruzione parentale. È molto importante che tutti sappiano che la scelta di adempiere l’obbligo di istruzione dei propri figli tramite l’istruzione familiare è un diritto che deriva direttamente dalla previsione costituzionale dell’art. 30 e dalle norme che tutelano l’istruzione parentale, d.lgs 76/2005, art.1 comma 4, e dal TU art. 111 comma 2.
I genitori che esercitano tale diritto sono tenuti a darne comunicazione all’autorità competente, non a richiederne il permesso, per cui al Dirigente Scolastico non è dato accettare o rifiutare tale comunicazione. Ultimamente sono in tanti i dirigenti scolastici che pensano che possono accettare o respingere la comunicazione di scelta. D’altra parte, molte famiglie pensano che la comunicazione d’intenti sia una richiesta di permesso.
Il diritto di istruire i propri figli è garantito dalla Costituzione Italiana quindi una circolare ministeriale NON può cambiare questo fatto utilizzando la parola “autorizza” in maniera inopportuna. (leggete il Quinto Livello della Gerarchia delle norme). Non esistono normative che danno competenza né al Dirigente Scolastico né al Sindaco di autorizzare i genitori ad istruire personalmente i propri figli. Nella CM n. 96/2012 sull’obbligo scolastico si legge che “il dirigente dell’istituzione scolastica autorizza l’assolvimento dell’obbligo di istruzione nella modalità dell’istruzione parentale.”
Il termine “autorizza” è stato usato in maniera impropria e lo stesso MIUR lo conferma con la Nota n. 253/2013 precisando che “la scuola non esercita un potere di autorizzazione in senso stretto, ma un semplice accertamento della sussistenza dei requisiti tecnici ed economici.”

3)  A chi deve essere indirizzata? È da comunicare al Sindaco, al Dirigente Scolastico o ad entrambi?

Questa è una domanda semplice senza risposta precisa.
Secondo il D. Lgs. 297/1994, Art. 114, commi 1 e 2 e il D. Lgs. 76/2005, Art.5, commi 1 e 2 la comunicazione va indirizzata al Sindaco (che è il primo responsabile della vigilanza sull’adempimento dell’obbligo d’istruzione) del Comune in cui risiede il minore.  Secondo il recente D. Lgs. n.62, art. 23 del 13 Aprile 2017 la “comunicazione preventiva” va presentata annualmente “al dirigente scolastico del territorio di residenza”.
Noi riteniamo sia da inviare ad entrambi.

**Il consiglio è quello di provare sempre a instaurare un rapporto di persona con il Dirigente Scolastico così da condividere le aspettative della scelta e instaurare un dialogo su diritti e doveri delle due parti.

4)  Entro quale data va effettuata? È una data che cambia di anno in anno? È possibile iniziare l’istruzione parentale a metà anno scolastico? Come bisogna procedere se lo studente è già iscritto in una scuola pubblica (o parificata)?

Come ribadito sopra, la comunicazione va effettuata annualmente, ma le norme non prevedono alcun termine entro il quale presentarla.
Nonostante questo, negli ultimi anni molti dirigenti richiedono che la dichiarazione venga inviata prima della data ultima di scadenza di iscrizione a scuola.
Secondo la nostra interpretazione ciò deriva dal fatto che anche i bambini istruiti a casa devono essere inseriti nell’anagrafe studentesca. I dirigenti scolastici tendono, di conseguenza, a voler concludere tutte le pratiche entro la data ultima di iscrizione a scuola.
Qui il nostro approfondimento sull’Anagrafe Scolastica Studentesca.
Per quel che riguarda il caso di genitori che scelgano l’istruzione familiare per i propri figli, interrompendo la frequenza presso una scuola statale o paritaria, la CM 35/2010 riporta che
“coloro che si ritirano prima del 15 marzo, a seguito di comunicazione formale che la scuola frequentata acquisisce al proprio protocollo, hanno l’obbligo di completare la formazione con istruzione familiare. In caso di ritiro, i genitori, o coloro che ne fanno le veci, devono dimostrare, alla scuola statale frequentata, di avere capacità tecnica od economica per l’istruzione parentale; se quella frequentata è una scuola paritaria, la comunicazione del ritiro, integrata dalla detta dimostrazione, deve essere inviata anche al dirigente scolastico di una delle scuole statali del territorio di residenza che provvede agli opportuni controlli (art. 111 D.L.vo n. 297/1994; art. 1, comma 4, D.L.vo 15 aprile 2005, n. 76)”.
Qui il nostro approfondimento sulla Validità dell’Anno Scolastico per chi si ritira dalla scuola.
In questo caso (ritiro con comunicazione di istruzione parentale ad anno inoltrato) è obbligatorio comunicare nuovamente la decisione di proseguire con l’istruzione familiare entro settembre per l’anno scolastico successivo.

Per riassumere: i bambini che non sono mai stati iscritti in una scuola pubblica presentano e rinnovano la dichiarazione di istruzione familiare anno per anno, mentre i bambini già iscritti vengono ritirati dalla frequenza scolastica congiuntamente alla dichiarazione di istruzione parentale, per poi rinnovare solamente la comunicazione di anno in anno.

5)  Di chi è la responsabilità di richiedere e inviare le notifiche?

La responsabilità dell’adempimento dell’obbligo scolastico è dei genitori dei minori (o di chi ne fa le veci) quindi sta a loro la responsabilità di richiedere e inviare la comunicazione. La scelta della istruzione familiare è da dichiarare e comunicare annualmente all’autorità competente da parte di entrambi i genitori dei minori. Questo significa che, anche se la scuola non vi contatta per ricordarvelo, è sempre di vostra responsabilità comunicare anno per anno il vostro intento di continuare con l’istruzione familiare, come previsto dalle norme sopracitate.

6)  Si può mandare un email alla scuola per comunicare la scelta di praticare l’istruzione famigliare?

No. Essendo un documento di tenore legale, è molto importante che questa dichiarazione venga fatta con la dovuta lettera di comunicazione d’intenti, scritta su carta semplice e consegnata a mano (trattenendo una copia con indicato numero di protocollo), attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite Posta Elettronica Certificata (PEC).
Sicuramente NON è da fare tramite email che non sia PEC, o tramite accordi verbali tra la famiglia e il Dirigente Scolastico o la Segreteria della scuola. Senza questa comunicazione scritta, l’assolvimento dell’obbligo d’istruzione non è legalmente assolto tramite l’istruzione parentale.

7)  Cosa succede se non ricevo nessuna comunicazione da parte del Dirigente Scolastico o del Sindaco?

È essenziale che i genitori ottengano la copia protocollata della dichiarazione d’intenti ovvero il numero di protocollo della comunicazione consegnata.  La ricevuta di ritorno del documento inviata per raccomandata attesta comunque che è stata ricevuta ma, per maggior sicurezza, è opportuno che i genitori richiedano i dati relativi al protocollo, che può essere inviato dalle segreterie addette o tramite Posta Elettronica Certificata o via posta raccomandata.  Inoltre il Dirigente Scolastico è tenuto, secondo la Circolare Ministeriale n.10 del 15/11/2016, a fare memoria della normativa e dei diritti/doveri dei genitori che scelgono l’istruzione famigliare.  In ogni caso, se non ci fossero contatti di alcun tipo, i genitori non sono tenuti ad altri passaggi burocratici, se non in vista dello svolgimento dell’esame annuale.