FAQ sull’istruzione famigliare

1)  Cosa è l’istruzione famigliare?

L’istruzione famigliare (homeschooling) è la scelta genitoriale di assolvere e organizzare in ambito famigliare il diritto-dovere di istruire la prole, in attuazione dell’Articolo 30 della Costituzione italiana, dell’art. 26 della Carta dei diritti dell’Uomo e del principio settimo della Dichiarazione dei diritti del fanciullo.

A tal fine, dando corso all’Articolo 33 della Costituzione, in ambito famigliare si attiva un sistema di azioni educative e di istruzione che vengono poste in essere a partire dalla persona che apprende, con l’originalità del suo percorso individuale attivo e aperto, inserito nella rete di relazioni che i vari ambiti sociali offrono.

L’istruzione famigliare implica la piena e diretta assunzione di responsabilità dei papà e delle mamme nell’esercizio di una genitorialità consapevole, socialmente ricca, nel perseguimento dell’art. 2 della Costituzione italiana, nel rispetto dell’ambiente esterno generale.

 

2) Perché l’istruzione famigliare?

Perché una famiglia sceglie di ottemperare direttamente all’obbligo naturale e normativo di istruire la prole tramite l’homeschooling?

Ogni famiglia ha peculiarità che la caratterizzano, di conseguenza le motivazioni socio-psico-pedagogiche sono di volta in volta diverse. Senza pretesa di esaustività, se ne indicano di seguito le più ricorrenti:

  • questo approccio consente di creare le condizioni affinché i figli possano, attraverso variegate esperienze individuali e sociali, senza barriere spazio-temporali o di età, porre in essere le proprie creative potenzialità ed aspirazioni, coltivare interessi e passioni, valorizzare inclinazioni e talenti; tutte motivazioni che spingono genitori e figli ad agire per soddisfare il naturale bisogno di conoscenza e ricerca di orizzonti di senso e significato, il quale caratterizza ogni essere umano, indipendentemente dall’età.
  • si tratta di un rinnovato approccio educativo, aderente al nuovo scenario storico-culturale e antropologico, che ha radici lontane, ultima tappa del filo rosso che attraversa la storia, da Socrate, Platone, Montaigne, Rousseau, Illic a tanti altri.
  • Inoltre tale approccio si pone in linea, dal punto di vista cognitivo, affettivo e relazionale, con le recenti scoperte delle neuroscienze, con le innumerevoli opportunità, anche di spostamento, che i nuovi mezzi e le nuove tecnologie offrono per accedere alle fonti della conoscenza tipiche del mondo contemporaneo. Possiamo vederlo come un tassello all’interno di un grande mosaico che oggigiorno ha come sfondo un importante e necessario, quindi doveroso, intento: la piena realizzazione degli esseri umani appartenenti ad un’autentica comunità per riequilibrare la presenza umana nel sistema naturale.
  • attraverso questa esperienza, le relazioni famigliari e sociali hanno modo di svilupparsi ed arricchirsi in misura e qualità ottimali per vivere il presente ed orientare il futuro con concreto e fiducioso sguardo verso una umanità realizzata e quindi “…per un nuovo umanesimo…” come riportano le Indicazioni nazionali del 2012.
  • la validità di tale approccio è dimostrata da diversi studi ed osservatori internazionali sugli esiti, sia a livello professionale, sia a livello accademico e non, degli homeschooler; in particolare, tali studi evidenziano uno sviluppo equilibrato della persona nella sua globalità e un elevato “… indice di soddisfazione nella vita … ”.

 

3)  Come si attua l’istruzione famigliare?

Ogni famiglia individua modalità e procedure conformi alle caratteristiche, all’originalità ed alla articolata identità della prole, in sintonia con quelle genitoriali, nel rispetto dei principi della Dichiarazione dei diritti del fanciullo.

La particolarità che ne emerge è la dinamicità nella ricerca ed individuazione di approcci di istruzione-apprendimento, nonché la flessibilità nell’adattamento ad personam.

Il termine di istruzione in famiglia (dove le componenti spazio/tempo e le modalità incidono in maniera determinante sui fondamenti dell’apprendimento), inteso come formazione  nell’ambito famigliare, al di fuori della scuola, risulta essere il macro-concetto che ne racchiude altri, che, per necessità di analisi, si è ritenuto di raggruppare nelle seguenti tipologie:

  • Scuola a casa, con curriculum standard: studio curricolare canonico, prevalentemente di tipo scolastico, svolto in famiglia, ad esempio, con tutor, con insegnante o con iscrizione a scuole o corsi online. Tutte quelle situazioni in cui il bambino segue un percorso prestabilito con la guida di uno o più adulti, i quali si ispirano a vari principi pedagogici.
  • Apprendimento naturale, detto anche spontaneo, o autoguidato (aspetto che caratterizza l’homeschooling), cioè senza un curriculum standard. Apprendimento come scoperta, senza insegnamenti ex cathedra, una formazione che segue le leggi biologiche dell’apprendimento, così come sono riconosciute dalla letteratura scientifica. Questa tipologia di istruzione famigliare riconosce tra i suoi principali teorici John Holt, Sandra Dodd, John Taylor Gatto; essa si ispira inoltre a diverse pedagogie più o meno recenti, tra cui vale la pena di citare Maria Montessori, Rudolph Steiner, o Waldorf, la outdoor education, la slow education, il open-ended learning, il learner-centered learning.
  • Istruzione con curriculum personale: apprendimento che parte dalle esperienze e dalle motivazioni della prole, guidata alla rielaborazione e realizzazione di un percorso/curricolo personale. Le pedagogie di riferimento possono essere le più diverse.

Si fa presente come tale rappresentazione non vada letta come rigida separazione tra le varie tipologie, infatti le testimonianze e le esperienze raccolte dimostrano interessanti forme di combinazione, nonché occasioni di cooperazione tra famiglie che praticano istruzione famigliare e non, fino ad arrivare a momenti di incontro e scambio all’interno degli istituti scolastici.

 

4) Com’è regolata l’istruzione famigliare?

L’istruzione parentale è regolata mediante la legislazione vigente che conferma i fondamenti dell’istruzione famigliare in Italia, come esposti nella concatenazione di norme.

E’ rimasto in uno stato di indeterminatezza, sostanziale e formale, l’aspetto legato all’accertamento dell’ottemperanza da parte delle famiglie che non intendono inserire i propri figli in un percorso scolastico. Ne è la riprova il fatto che anche nell’anno scolastico 2017-18 la vigilanza da parte dei Dirigenti scolastici, è avvenuta con modalità estremamente diverse su tutto il territorio nazionale, anche tra realtà geograficamente vicine.

 

5) Come può essere verificata l’istruzione famigliare?

Per la salvaguardia dei diritti del fanciullo, lo Stato svolge il compito di vegliare a che il bambino che non frequenta la scuola non sia in realtà oggetto di abusi o sfruttamenti rispetto ai quali l’istruzione famigliare potrebbe far da paravento. Tale vigilanza è auspicabile che avvenga nel rispetto dei diritti-doveri di tutti coloro che partecipano, a vari titoli, al percorso di istruzione.

Inoltre, considerando che l’istruzione in famiglia ha come peculiarità la personalizzazione delle modalità di apprendimento delle quali sono responsabili i genitori e che l’esame di Stato è quello conclusivo del primo ciclo di studi della durata di otto anni (esame di terza media), si ritiene necessario evidenziare che l’accertamento da parte dell’istituzione scolastica, nel corso degli otto anni, dovrebbe essere rivolto ai genitori, come da dettato legislativo, mentre la verifica e la valutazione delle conoscenze e competenze acquisite dalla prole dovrebbe avvenire con l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo. Questo per evitare un trattamento discriminatorio rispetto ai coetanei.

Per dar voce alle testimonianze raccolte, si reputa importante fare i seguenti approfondimenti sulle modalità di accertamento, distinguendo quella sui genitori e quella sulla prole, con una breve premessa: le esperienze positive hanno un denominatore comune e cioè l’accordo tra Dirigente scolastico e genitori nello scegliere la procedura rispondente al progetto famigliare di istruzione/apprendimento, attuando concretamente le Indicazioni nazionali del 2012 “…la scuola perseguirà l’obiettivo di costruire un’alleanza educativa con i genitori.”

Ed è ciò che vivamente auspichiamo.

L’accertamento sui genitori è teso alla verifica della “capacità tecnica ed economica” di cui all’Art. 111, comma 2, Testo Unico D.L. 297 del 16.04.1994 e può concretizzarsi in una delle seguenti modalità:

  • Il progetto famigliare di istruzione/apprendimento: al momento della comunicazione annuale di istruzione famigliare, la famiglia presenta un progetto preliminare di apprendimento/istruzione per i propri figli, aderente alle peculiarità del nucleo famigliare, prole compresa, come già accade, ad esempio, nella provincia autonoma di Trento.
    Durante l’anno, non necessariamente quello scolastico, in accordo con il Ds, si possono organizzare momenti di incontro durante i quali i genitori potranno confermare le linee progettuali iniziali o segnalarne le eventuali variazioni. In tal modo, l’autorità vigilante potrà accertare che responsabilmente la famiglia sta operando con capacità per l’educazione e l’istruzione della prole, in coerenza con il D.L del ’94 di cui sopra.
    Non sono previsti accertamenti valutativi sui ragazzi, salvo che la famiglia ne faccia esplicita richiesta. Lo stato effettuerà il controllo valutativo in sede di esame conclusivo del primo ciclo (terza media).

    In tale modo la famiglia è posta alla stessa stregua di una scuola parentale riconosciuta, ai cui frequentanti non è richiesto di sostenere l’esame scolastico annuale.

  • Colloqui informali con il Dirigente o un suo delegato: in un’ottica collaborativa, si programmano con il Ds uno o più colloqui da tenersi nel corso dell’anno. In tali occasioni, a riprova delle azioni in atto, possono essere mostrati i materiali che la famiglia ritiene significativi dell’attività svolta e/o in fieri.

In alternativa, se richiesto dalla famiglia, l’accertamento potrà anche vertere sui bambini/e o ragazzi/e.
In questo caso, se è caratterizzato da un approccio pedagogico che cura la centralità e l’identità della persona nella sua globalità e complessità, senza valutazioni quantitative/qualitative e giudizi di merito, esso ha la preminente “funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo”, dell’evoluzione intellettiva, affettiva e relazionale, a maggior ragione trattandosi, nello specifico, di istruzione in famiglia.

Inoltre si rimarca quanto la dimensione spazio-temporale sia peculiare ed incisiva nell’istruzione famigliare, con ritmi aderenti ai bisogni della comunità-famiglia in relazione con quella sociale e quanto l’esplorazione, la ricerca, la scoperta di nuovi saperi non siano separati e racchiuse in ambiti disciplinari.

Quindi, partendo da tale presupposto, l’accertamento avrà una finalità formativa e sarà teso ad individuare (da parte delle istituzioni) e a manifestare (da parte della famiglia) l’esistenza di un processo di apprendimento in atto. Si tratterà di accertare che si stanno ponendo “le basi del percorso formativo dei bambini e degli adolescenti, sapendo che esso proseguirà in tutte le fasi successive della vita, [… che si stanno fornendo] le chiavi per apprendere ad apprendere, per costruire e per trasformare le mappe dei saperi, rendendole continuamente coerenti con la rapida e spesso imprevedibile evoluzione delle conoscenze e dei loro oggetti, [… che si stanno elaborando] gli strumenti di conoscenza necessari per comprendere i contesti naturali, sociali, culturali, antropologici nei quali gli studenti si troveranno a vivere e a operare”, come raccomandano le “Indicazioni nazionali per il curricolo” del 2012.

L’accertamento sui bambini si potrebbe attuare mediante uno o più colloqui, non soggetti a valutazione, da tenersi nel corso dell’anno (non necessariamente quello scolastico), alla presenza dei genitori e/o di altri collaboratori. In tali occasioni saranno i bambini/e – ragazzi/e a presentare le esperienze fatte e le rielaborazioni, anche attraverso materiali realizzati. Tali colloqui saranno preferibilmente tenuti nell’ambiente domestico dove la famiglia vive.
Se richieste dalla famiglia, possono essere previste anche altre forme di accertamento, come ad esempio:

  • il riconoscimento di attestati rilasciati da scuole online o da enti certificatori nazionali o internazionali (ad esempio per le lingue straniere il First, il Goethe, ecc. Per l’informatica l’ECDL, oppure per altri ambiti i MOOC o altro),
  • la presentazione di macroaree tematiche (linguistica, logico-matematica ed artistica),
  • esame scolastico sulla base di curricolo personale progettato dalla famiglia,
  • esame scolastico sulla base di curricolo mediato tra la famiglia e la scuola,
  • esame scolastico su curricolo scolastico.

 

6)  Perché una associazione?

L’associazione LAIF nasce da un bisogno sentito collettivamente da molti in Italia, per colmare la distanza tra le famiglie e le istituzioni, nell’ambito dell’istruzione famigliare.  Si propone quindi come soggetto che si apre al dialogo costruttivo con le istituzioni che ai vari livelli intervengono sui temi dell’istruzione e della famiglia.
Con una associazione le famiglie hanno anche modo di mettersi in contatto e condividere le loro esperienze, creando una rete solidale e culturale.  LAIF si pone dunque come catalizzatore delle varie esperienze che si attuano nella pratica dell’istruzione familiare ed agisce per una loro virtuosa contaminazione.
Un ulteriore obiettivo di LAIF è quello di fertilizzare la cultura dell’apprendimento in famiglia. I fondatori di LAIF propongono quindi di favorire un lavoro di informazione e di studio su queste tematiche.