Homeschooling alle superiori: breve introduzione

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Foto di patrick gantz da Pixabay

Le scuole superiori sono una realtà molto articolata. Per questo cerchiamo di fornire una breve panoramica introduttiva, senza pretesa di esaustività. ad uso delle famiglie homeschooler che si affacciano a questo percorso.

All’interno del mondo delle “superiori” si distinguono diversi aspetti.

Sommario

    Diversi percorsi di studio

    • vari tipi di liceo (classico, scientifico, artistico, musicale, scienze umane, sportivo),
    • istituti tecnici con vari indirizzi (turismo, amministrazione/finanza/marketing, informatico, geometri, ecc.),
    • istituti professionali (alberghiero, agricoltura, industria e artigianato, commercio, ecc.)
    • scuole professionali/regionali

    Diverse situazioni amministrative

    Il primo biennio

    La prima e la seconda classe delle superiori rientrano nell’obbligo di istruzione, almeno fino al compimento del sedicesimo anno di età e alla conclusione del decimo anno di istruzione. In tutta Italia tranne in provincia di Trento è prevista una forma di verifica del dovere genitoriale di istruzione: l’art. 23 del D.Lgs. 62/2017 infatti precisa:

    Tali alunni o studenti sostengono annualmente l’esame di idoneita’ per il passaggio alla classe successiva in qualita’ di candidati esterni presso una scuola statale o paritaria, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.

    Il fatto che il primo biennio rientri nell’obbligo di istruzione, fa sì che l’atteggiamento, gli obiettivi ed i princìpi di fondo siano necessariamente gli stessi che nel primo ciclo di istruzione: deve essere garantita l’istruzione a tutti i giovani e questo deve avvenire nel rispetto delle linee generali dettate dalla Repubblica (art. 33 della Costituzione), che sono espresse nelle Indicazioni nazionali, e nell’ottica di garantire il pieno sviluppo della persona umana (art. 3 della Costituzione).
    Anche gli aspetti amministrativi sono gli stessi che valgono per il primo ciclo di istruzione.

    Il secondo biennio

    La terza e la quarta classe delle superiori non fanno più parte dell’obbligo di istruzione. Esse fanno invece parte dei percorsi possibili per assolvere all’obbligo di formazione (oltre all’apprendistato, alla frequenza di una scuola statale/paritaria o regionale/provinciale e ai corsi provinciali per adulti).
    Ai sensi del sopraccitato art. 23 del
    D. Lgs. 62/2017, gli “esami di idoneità per il passaggio alla classe successiva” non sono più previsti.
    In compenso, è previsto che gli studenti svolgano un certo numero di ore di “alternanza scuola-lavoro”, che oggi si chiama
    PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento).
    Le valutazioni (le medie matematiche dei voti delle pagelle) eventualmente ottenute in ciascuno di questi tre anni costituiscono la base per l’attribuzione del credito, necessario per l’accesso alla maturità.

    La quinta classe della scuola superiore di secondo grado

    L’ultimo anno delle superiori non rientra in alcun obbligo. I ragazzi in questa fascia di età sono a tutti gli effetti dei privatisti.

    Può essere di interesse anche il video Homeschooling alle superiori.

    Incombenze amministrative

    Sul piano amministrativo, tutti i genitori di ragazzini minorenni sono tenuti a:

    • dare comunicazione annuale della scelta di istruzione parentale (Il modulo si può scaricare qui) al “Dirigente del territorio di residenza” (cioè al Dirigente dell’Istituto comprensivo del territorio di residenza), ai sensi dell’art. 23 del D. Lgs. 62/2017; quest’ultimo aggiorna l’Anagrafe Nazionale degli Studenti con l’indicazione “in istruzione parentale” ed effettua le opportune verifiche previste per legge, in collaborazione con il sindaco del comune di residenza;
    • disiscrivere il proprio figlio dalla scuola, se quest’ultimo era iscritto ad una scuola superiore (Il modulo si può scaricare qui);
    • solo durante il primo biennio (perché dopo i 16 anni diventa facoltativo): prendere accordi con la scuola prescelta per la verifica del dovere di istruzione (Il modulo si può scaricare qui); tale scuola può anche non coincidere con la scuola in cui il ragazzino è stato iscritto, può trovarsi in una regione diversa, ma dovrà essere statale o paritaria.

    Criticità sul destinatario della dichiarazione/comunicazione di istruzione parentale

    Contrariamente a quanto molti pensano, la legge prevede che il destinatario di questo documento fondamentale sia il Dirigente dell’Istituto comprensivo di residenza, anche per gli studenti delle scuole superiori.

    Purtroppo molti Dirigenti non ne sono consapevoli e creano delle resistenze, mettendo le famiglie in difficoltà.

    I riferimenti normativi sono:

    1. il D. Lgs. 62/2017, all’art. 23
    2. la nota ministeriale sulle iscrizioni (che solitamente esce a fine novembre di ogni anno).

    L’art. 23 del D. Lgs. 62/2017 prescrive di inviare la comunicazione di istruzione parentale (Il modulo si può scaricare qui) al Dirigente della scuola “del territorio di residenza” (cioè del Dirigente dell’Istituto comprensivo del territorio di residenza).

    La nota ministeriale sulle iscrizioni ribadisce da alcuni anni (sia la n. 33071 del 30/11/22, sia la nota N° 0029452 del 30 novembre 2021) il ruolo del Dirigente della scuola media a questo riguardo: 

    I dirigenti scolastici delle scuole primarie e secondarie di primo grado, al termine delle procedure di iscrizione, verificano se tutti gli alunni frequentanti le classi terminali del proprio istituto hanno prodotto domanda di iscrizione al percorso di istruzione successivo. Qualora risultino alunni non iscritti, i dirigenti scolastici sono tenuti a contattare i genitori e gli esercenti la responsabilità genitoriale per verificare se abbiano presentato domanda di iscrizione presso una scuola……ovvero se intendano provvedere all’assolvimento dell’obbligo attraverso l’istruzione parentale. Tali informazioni vanno puntualmente verificate e inserite nell’Anagrafe nazionale degli studenti. Al riguardo, si rammenta ai dirigenti scolastici l’importanza del costante e continuo aggiornamento dell’Anagrafe, per consentire il monitoraggio dei percorsi scolastici degli alunni e dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione.


    Il ruolo del Dirigente che riceve la dichiarazione/comunicazione di istruzione parentale è quello di aggiornare l’Anagrafe Nazionale degli Studenti con l’indicazione “in istruzione parentale”, ai sensi del  
    Decreto Ministeriale 13 dicembre 2001, n.489, art. 2, e del Decreto legislativo 15.04.2005, n. 76, art. 5. Egli non entra nel merito del percorso di studi, delle materie, eccetera, anche perché è previsto che l’esame di idoneità si possa sostenere altrove.

    Per questo motivo non è previsto che sia un dirigente di una scuola superiore.

    Alcuni acronimi utili

    PCTO

    Il PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento, ex Alternanza scuola lavoro, ASL) è un percorso di formazione/lavoro presso un’azienda da effettuarsi negli ultimi anni delle superiori. In generale sono previste meno ore per i licei e poi si sale fino alle scuole professionali che hanno il massimo delle ore.

    Le ore di PCTO (ex alternanza scuola-lavoro) si possono distribuire durante tutto il triennio finale delle superiori, anche se di solito si preferisce farle in terza e in quarta, per lasciar più spazio alla preparazione dell’esame di maturità in quinta.

    A questo scopo si predispone un progetto che vede in campo due figure istituzionali:

    • Il referente scolastico (nel caso dell’istruzione parentale uno dei genitori o un tutor),
    • Il referente aziendale.

    Insieme, costruiranno un progetto per il ragazzo XY, calato nel suo percorso di studi, prevedendo tempi e durata del PCTO, orari di lavoro, mansioni, obiettivi da raggiungere, ecc.

    Alla conclusione, il referente aziendale compila un modulo conclusivo dell’esperienza.

    Qui trovi le Linee guida PCTO con appendice e allegati (compresi i fac simile dei vari documenti previsti: convenzione, patto formativo, scheda di valutazione) ed anche il dossier_PCTO del Ministero.

    Fino a tutto il 2023, il PCTO non ha rappresentato requisito di ammissione all’esame di maturità.

    CLIL

    CLIL è l’acronimo di Content and Language Integrated Learning ed è stato introdotto dai DPR n. 88 e n. 89, del 15 marzo 2010.

    Si tratta di un progetto trasversale di lingua comunitaria e contenuti disciplinari che consiste nell’apprendimento di una materia in una lingua straniera. Esso può prevedere, ad esempio, lo studio della biologia in inglese o della geografia in francese.

    E’ obbligatorio:

    • al linguistico negli ultimi anni, in due lingue diverse
    • negli altri licei e negli istituti tecnici all’ultimo anno

    E’ facoltativo in tutti gli altri anni e anche nelle classi del primo ciclo di istruzione.

    Vai alla pagina del Ministero.

    Requisiti per la maturità

    In Italia per essere iscritto a sostenere l’esame di maturità è necessario:

    • aver adempiuto all’obbligo di istruzione
    • avere almeno 19 anni o compierli nell’anno solare in cui si svolge l’esame 
    • aver sostenuto l’esame conclusivo del primo ciclo (terza media) da un numero di anni almeno pari a quello del percorso di scuola superiore per cui si intende fare la maturità (almeno da cinque anni per una maturità liceale o tecnica, ad esempio)
    • per chi era iscritto, aver cessato la frequenza entro il 15 marzo dell’anno in cui si chiede la maturità
    • presentare domanda ai Direttori Generali della Regione di residenza entro il 30 novembre.Esistono dei casi in cui le domande possono essere presentate anche in momenti successivi; per questi rimandiamo alla pagina del Ministero.
    • per ulteriori casi particolari e per approfondimenti si veda la pagina del Ministero

    Occorrono inoltre le valutazioni finali in tutte le materie delle classi terza, quarta e quinta.
    Per ottenerle da homeschooler è necessario sostenere i relativi esami in qualità di privatisti/candidati esterni. Interessante è il fatto che questi esami non si devono sostenere necessariamente ad una determinata età, ma possono essere posticipati e persino sostenuti tutti insieme prima della maturità.
    I criteri di ammissione a questi esami, i loro contenuti e la modalità di svolgimento sono descritti nel
    D.M. 5 dell’8 febbraio 2021, agli articoli 5 e 6.
    I voti risultanti vengono “tradotti” in un punteggio (punti di credito) secondo una
    tabella di conversione fornita dal Ministero. Detto punteggio concorre poi alla formazione del voto di maturità.

    L’esame si sostiene nella Regione di residenza. Consigliamo di consultare il sito dell’Ufficio scolastico regionale della propria regione per questi aspetti, oltre che per gli aggiornamenti, le ordinanze sugli esami e per scaricare la modulistica.

    Gli esami di idoneità alle superiori

    Gli esami di idoneità per il passaggio alla classe successiva sono dovuti fino all’assolvimento del dovere di istruzione.

    Sul loro svolgimento, l’ultima norma emanata è il D. M. 5 dell’8 febbraio 2021 che, all’art. 6, prevede:

    1. La commissione, nominata e presieduta dal dirigente scolastico o da un suo delegato, è formata dai docenti della classe cui il candidato aspira, che rappresentano tutte le discipline sulle quali il candidato deve sostenere gli esami, ed è eventualmente integrata da docenti delle discipline insegnate negli anni precedenti.
    2. All’inizio della sessione ciascuna commissione provvede alla disamina delle programmazioni presentate dai candidati; la conformità di tali programmazioni ai curricoli ordinamentali è condizione indispensabile per l’ammissione agli esami.
    3. I candidati sostengono gli esami di idoneità su tutte le discipline previste dal piano di studi dell’anno o degli anni per i quali non siano in possesso della promozione.
    4. I candidati esterni, provvisti di promozione o idoneità a classi di altro corso o indirizzo di studi, sono tenuti a sostenere l’esame d’idoneità su tutte le discipline del piano di studi relativo agli anni per i quali non sono in possesso di promozione o idoneità, nonché sulle discipline o parti di discipline non coincidenti con quelle del corso seguito, con riferimento agli anni già frequentati con esito positivo.
    5. Gli esami sono volti ad accertare, attraverso prove scritte, grafiche, scritto-grafiche, compositivo/esecutive musicali e coreutiche, pratiche e orali, la preparazione dei candidati nelle discipline oggetto di verifica. Il candidato che sostiene esami di idoneità relativi a più anni svolge prove idonee ad accertare la sua preparazione in relazione alla programmazione relativa a ciascun anno di corso; la valutazione delle prove deve essere distinta per ciascun anno.
    6. Per i candidati con DSA certificato, la commissione d’esame, sulla base della certificazione, individua le modalità di svolgimento delle prove d’esame e, ove necessario, gli strumenti compensativi ritenuti funzionali.
    7. Supera gli esami il candidato che consegue un punteggio minimo di sei decimi in ciascuna delle discipline nelle quali sostiene la prova

    23 commenti su “Homeschooling alle superiori: breve introduzione”

    1. Salve, mi chiamo Roberta, ho una figlia di 17 anni in homeschooling al 4° anno di liceo artistico. Volevo un’informazione che non sono riuscita a trovare tra le numerose e utili notizie che ci sono nel sito.
      Come si possono acquisire crediti scolastici dalla 4 in poi essendo in homeschooling?
      Grazie per una vs. cortese risposta.

      Cordialità

      Rispondi
      • Ciao Roberta,
        I crediti scolastici si acquisiscono solo sulla base della media delle valutazioni alla conclusione di ciascun anno scolastico: consistono nella traduzione della media aritmetica dei voti in pagella in un punteggio.
        Chi fa homeschooling può ottenerli solo sostenendo l’esame di idoneità.
        Un caro saluto.

        Rispondi
    2. PCTO
      Buonasera, mi chiamo Anna, ed ho una figlia in homeschooling al 4° anno liceo LES.
      Abbiamo trovato una scuola privata disponibile ad ospitare mia figlia per una formazione ai fini del PCTO.
      La domanda è: gli allegati, alle linee guida per PCTO, che solitamente vengono compilati e sottoscritti tra la scuola ed il soggetto ospitante vanno compilati sostituendo la scuola con i dati di noi genitori?
      IL DUBBIO: la scuola dove sosterremo sosterremo l’esame di maturità potrebbe non riconoscerci queste ore poichè non facenti parte delle aziende individuate dal DS?
      Leggendo le disposizioni della Legge 30 dicembre 2018, n. 145, “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”
      …”rimangono in vigore la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti e il Registro Nazionale previsti dalla legge 107/2015, compresi i meccanismi di individuazione delle strutture ospitanti da parte dei dirigenti scolastici”…
      mi sono venute delle perplessità.
      Grazie per l’attenzione e la gradita risposta.
      Cordiali saluti
      Anna

      Rispondi
      • Ciao Anna,
        Alla prima domanda risponderei di sì.
        Al tuo dubbio replicherei chiedendo su quali basi didattico-pedagogico-legali una commissione di maturità potrebbe entrare nel merito della individuazione della struttura ospitante. Secondo me, se fate una scelta sostenibile, non ci sono appigli per una contestazione di questo tipo, soprattutto alla luce del principio di libertà di scelta delle famiglie.
        Tra parentesi, non mi è mai venuto all’orecchio che una commissione abbia contestato la scelta dell’azienda per il PCTO.
        Per maggior sicurezza, comunque, potresti chiedere alla scuola che vi fa la formazione; loro certamente hanno un referente per il PCTO (anzi, ne avranno parecchi) e sapranno valutare anche le caratteristiche dell’azienda che avete scelto.
        Se hai ancora dubbi, sono a disposizione.
        Un caro saluto.

        Rispondi
    3. Buonasera
      Mio figlio di 17 anni ha iniziato la quarta liceo scientifico scienze applicate in una scuola parentale con frequenza giornaliera di 4 ore al giorno.
      Percepisce da 3 anni indennità di frequenza x sindrome Asperger.
      L INPS sta facendo storie x la nuova scuola e mi ha fatto richiesta di un certificato redatto da un dirigente scolastico di scuola statale limitrofa che attesti che io genitore sono in grado di provvedere didatticamente ed economicamente all istruzione di mio figlio
      Richiesta assurda xchè non trovo nessuno che mi rilasci qs certificato
      Lo trovo ingiusto visto che lui frequenta tutti i GG con professori qualificati e tra l’ altro ha già compiuto 17 anni e non è più in età d obbligo scolastico
      Ha diritto all indennità?
      Come posso fare?
      Non troverò nessuno che mi faccia un simile certificato
      Grazie

      Rispondi
      • Ciao Nadia,
        In base alla esperienza di alcuni nostri associati, frequentare una scuola parentale non significa per l’inps frequentare una scuola.
        La richiesta di indennità di frequenza dovrebbe essere impostata su un altro piano, a nostro avviso . E cioè che un homescooler è discriminato rispetto a chi va a scuola se non gli viene riconosciuta l’indennità.
        Invece di presentare documenti riguardanti la scuola parentale, potresti presentare (tramite caf) la dichiarazione di istruzione parentale e, a fine anno, l’attestato di superamento esame.
        Poi non è detto che l’inps ti dia ragione (dipende molto da regione a regione, sebbene l’inps sia statale….). Qualora l’inps, dopo che avrai inoltrato dichiarazione di istruzione parentale, opporrà ancora resistenza, dovrai purtroppo rivolgerti ad un legale per far valere le tue ragioni.
        Tienimi aggiornata.
        Grazie.
        Nunzia

        Rispondi
      • Buongiorno Nadia, tuo figlio studia in autonomia o ha un piccolo gruppo classe? Devo iscrivere mio figlio alle superiori ma qui a Brescia non trovo assolutamente nulla..hai qualche dritta da darmi? Grazie
        Alice

        Rispondi
        • Ha un piccolo gruppo classe
          Il prossimo anno però siccome sarà la quinta con maturità lo passerò ad una statale così farà gli esami con i suoi professori

          Rispondi
    4. Ciao, vorrei iniziare a fare homeschooling però non trovo alcun liceo che pratichi ancora questa pratica di istruzione, potrebbe consigliarmi un posto dove chiedere informazioni a riguardo? grazie.

      Rispondi
      • Ciao Dumi,
        L’homeschooling è una modalità di istruzione che si pratica in famiglia. Alcuni talvolta si appoggiano, in tutto o in parte, a scuole o corsi privati, ma non ci sono licei che facciano homeschooling.
        Un caro saluto.

        Rispondi
    5. Buongiorno, voi sapete quali sono le scuole amiche per fare esame idoneità superiore scientifico sportivo? Non so a chi rivolgermi ho chiesto solo a una e mi ha chiesto 700euro.Sono questi i prezzi?? Ma bisogna fare annualmente i se ne possono fare 2 magari l’anno prossimo?e la cifra raddopierebbe o sarebbe sempre 700.Altrimenti mi conviene o mi conviene scuola pubblica.Grazie

      Rispondi
    6. Buon giorno,
      il prossimo anno mio figlio continuerà il suo percorso hs indirizzo linguistico.
      Ho contattato due licei in zona ma essendo che non hanno le lingue che lui vorrebbe continuare a studiare sto cercando, con un pò di difficoltà, di ottenere un colloquio presso un altro liceo dove c’è un indirizzo linguistico corrispondente alle sue necessità.
      Vorrei capire se ai fini dell’esame di idoneità un liceo statale può rifiutarsi di accoglierti ( la dichiarazione momentaneamente posso mandarla al mio liceo di “zona”) non solo nell’ottica dei primi due anni ma anche per mantenere una continuità ai fini dell’esame di matutità.

      Ringrazio in anticipo per il supporto
      Buona giornata
      Paola

      Rispondi
      • Ciao Paola,
        No, le scuole pubbliche non possono rifiutare di accogliere esaminandi. Chiedi per iscritto ed, eventualmente, fatti dare gli estremi delle norme che impediscono a loro di accogliervi.
        In area soci è condivisa un’esperienza in questo senso.
        Resto a disposizione.
        Saluti.

        Rispondi
    7. Buonasera
      Ho inviato la dichiarazione di istruzione parentale per il primo anno di liceo classico, all’istituto del mio territorio, per mia figlia . L’istituto mi ha contattato dicendomi che non possono gestire la mia pratica ed effettuare l’aggiornamento dell’anagrafe nazionale degli studenti come “ istruzione parentale “ se prima non faccio una regolare iscrizione on line alla scuola tramite sito del Miur . Forse sbaglio ma ricordo bastasse la comunicazione e il dirigente è tenuto all’aggiornamento . L’iscrizione è obbligatoria ?
      Grazie per l’attenzione
      Ombretta

      Rispondi
      • Ciao Ombretta,
        La scuola sbaglia a farti questa richiesta.
        Come al solito, puoi chiedere loro quali leggi nazionali impongono tale procedura, inutilmente complicata e contradditoria.
        Puoi anche far loro notare che sul sito del Ministero, alla pagina https://www.istruzione.it/iscrizionionline/come-compilare-e-inoltrare.html, la domanda n. 6 contiene la procedura corretta. Alla domanda “Sono un genitore e voglio provvedere direttamente all’istruzione (istruzione parentale) devo seguire la procedura on line?” la risposta che dà il Ministero è: “No. Per avvalerti dell’istruzione parentale e garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione, devi presentare una specifica dichiarazione alla scuola statale più vicina, dimostrando di possedere le competenze tecniche o i mezzi materiali per poter provvedere all’istruzione del minore in proprio o frequentando una scuola non paritaria.”
        Come sempre, non conta tanto quello che ci chiedono, ma come noi rispondiamo.
        Se i problemi permangono, fatti sentire.
        Un caro saluto.

        Rispondi
            • Buongiorno
              Scrivo per ringraziarti!
              Come suggerito ho risposto all’istituto scolastico chiedendo “quali leggi nazionali impongono tale procedura” e che nel sito del Ministero dell’istruzione viene spiegato che è necessaria la comunicazione e non l’iscrizione on line.
              L’istituto non ha indicato una normativa diversa da quella che conosciamo, ma ha risposto “ Si comunica che l’istituto adempirà secondo la normativa vigente”.
              Grazie per il sostegno!
              Un caro saluto
              Ombretta

    8. Buongiorno ,
      innanzitutto complimenti per il sito davvero molto interessante ed utile.
      Mia figlia è al secondo anno hs di liceo linguistico e come sempre darà l’esame di idoneità a fine anno.
      Volevo capire se è necessario fare la dichiarazione di istruzione parentale alla scuola vigilante anche per i prossimi anni (terza/quarta e quinta) o se, non essendo più in obbligo scolastico, è sufficiente accordarsi e fare domanda per l’esame di idoneità alla classe successiva presso la scuola scelta. Grazie mille in anticipo.

      Rispondi
    9. Buongiorno nuovamente, chiedo scusa, penso di aver trovato tra le vostre FAQ la risposta alla mia precedente domanda:
      “Il secondo biennio non fa più parte dell’obbligo di istruzione; rientra invece nei percorsi possibili per assolvere all’obbligo di formazione (oltre all’apprendistato, alla frequenza di una scuola statale/paritaria o regionale/provinciale e ai corsi provinciali per adulti).
      Esiste l’obbligo quindi di fare la dichiarazione annuale al Dirigente scolastico del territorio di residenza e l’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva è facoltativo.”
      Quindi mi confermate che esiste l’obblio di dichiarazione di istruzione parentale anche per gli ultimi due anni di liceo. Grazie

      Rispondi
      • Ciao Chiara,
        Sì, secondo noi, essendoci l’obbligo di formazione ed essendoci delle figure preposte alla vigilanza sull’assolvimento dello stesso, è necessario inviare dichiarazione di istruzione parentale anche dopo il decimo anno di istruzione.
        Purtroppo non tutte le scuole giungono alla stessa conclusione e questo è spesso motivo di attriti. Vedremo come si regola la tua. Comunque è sempre meglio inviarla per tranquillità.
        Un caro saluto.

        Rispondi

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