Quadro normativo sulla verifica dell’assolvimento del dovere di istruzione

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Questo concetto viene anche, e meglio, definito “tutela del diritto all’istruzione” (Nota MIUR 19837 del 6 luglio 2018).
Il termine “obbligo scolastico” rivela invece una certa miopia.

Il mancato assolvimento del dovere di istruzione è anche chiamato “evasione scolastica” o “dispersione scolastica”.

Sommario

    Autorità competenti in materia di verifica del dovere di istruzione

    Decreto Ministeriale 13 dicembre 2001, n.489:

    Articolo 2:
    1. Alla vigilanza sull’adempimento dell’obbligo di istruzione provvedono secondo quanto previsto dal presente regolamento:
      a) il sindaco, o un suo delegato, del comune ove hanno la residenza i giovani che, in virtù delle disposizioni vigenti, sono soggetti al predetto obbligo di istruzione;
      b) i dirigenti scolastici delle scuole di ogni ordine e grado statali, paritarie e, fino a quando non sara’ realizzato, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 marzo 2000, n. 62, il definitivo superamento delle disposizioni di cui alla parte II, titolo VIII del testo unico approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, parificate, pareggiate o legalmente riconosciute, presso le quali sono iscritti, ovvero hanno fatto richiesta di iscrizione, gli studenti cui e’ rivolto l’obbligo di istruzione.
    2. Entro il mese di dicembre che precede l’inizio di ogni anno scolastico, il comune di residenza predispone l’elenco dei minori soggetti all’obbligo di istruzione e provvede a darne notizia mediante diretta comunicazione agli interessati, ovvero mediante affissione all’albo pretorio di apposito avviso, nel quale siano indicate le modalita’ di visione dell’elenco da parte degli aventi diritto, assicurando nel contempo la riservatezza dei dati personali. I genitori degli iscritti nell’elenco, o chiunque a qualsiasi titolo ne faccia le veci, sono tenuti, nei modi e nei termini di cui alle annuali disposizioni, a iscrivere gli stessi presso una scuola dell’obbligo statale, o paritaria o fino a quando non sara’ realizzato, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 marzo 2000, n. 62, il definitivo superamento delle disposizioni di cui alla parte seconda, titolo VIII del testo unico approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, parificata, pareggiata o legalmente riconosciuta, ovvero a provvedere direttamente all’istruzione obbligatoria, a norma dell’articolo 111, comma 2, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, rendendo, annualmente, apposita dichiarazione al dirigente dell’istituzione scolastica interessata.
    3. I responsabili delle istituzioni scolastiche che ricevono le iscrizioni al primo anno dell’istruzione obbligatoria, entro il ventesimo giorno dall’inizio dell’anno scolastico provvedono a darne comunicazione ai comuni di residenza degli obbligati per i necessari riscontri. Per gli anni successivi, tale comunicazione non e’ dovuta se non nell’ipotesi che gli obbligati abbandonino il corso di studi intrapreso, ovvero abbiano assolto all’obbligo di istruzione. I dirigenti scolastici sono tenuti, in caso di trasferimento dell’obbligato ad altra scuola dello stesso ordine e grado ovvero di passaggio ad altra scuola di ordine e grado diverso, a trasmettere d’ufficio, insieme alla documentazione di rito, il “foglio notizie”, gia’ utilizzato dalle scuole, completo dei dati di tutto l’iter scolastico che consente una organica raccolta di notizie sui dati anagrafici, sulle scuole frequentate e sui trasferimenti, nonche’ il controllo incrociato tra scuola di provenienza e scuola di destinazione. Copia del “foglio notizie”, puntualmente aggiornato dagli istituti scolastici di cui al comma 2, viene conservato dalla scuola con l’indicazione della scuola di destinazione.
    4. Le autorita’ comunali, deputate alla vigilanza, in caso di riscontrate inadempienze, provvedono con tempestivita’ ad ammonire i responsabili dell’adempimento, invitandoli ad ottemperare alla legge. Dell’atto di ammonizione puo’ essere data contestuale notizia ai centri di assistenza sociale, presenti sul territorio, per individuare le eventuali attivita’ o iniziative che dovessero risultare piu’ opportune per agevolare o realizzare le condizioni favorevoli per la frequenza della scuola dell’obbligo.
    5. (omissis)
    6. (omissis)
    7. Gli allievi, soggetti all’obbligo d’istruzione, che si avvalgono delle disposizioni di cui all’articolo 111, comma 2, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono tenuti a sostenere i prescritti esami di idoneita’ ovvero di licenza media, presso uno degli istituti di cui al comma 2, secondo quanto disposto dalla vigente normativa, ai fini del rientro nell’istituzione scolastica o al termine dell’obbligo di istruzione. A conclusione del periodo di istruzione obbligatoria, in caso di mancata prosecuzione del percorso scolastico, viene rilasciata all’allievo, dalla stessa istituzione scolastica ove ha sostenuto l’esame di idoneita’, l’apposita certificazione, prevista dall’articolo 1, comma 4, della legge del 20 gennaio 1999, n. 9, e dall’articolo 9 del regolamento del 9 agosto 1999, n. 323, attestante il proscioglimento ovvero l’adempimento dell’obbligo d’istruzione nonche’ le competenze acquisite che costituiscono credito formativo ai fini del conseguimento della qualifica professionale.

    Decreto legislativo 15.04.2005, n. 76:

    Articolo 5 – Vigilanza sull’assolvimento del diritto-dovere e sanzioni:
    1. Responsabili dell’adempimento del dovere di istruzione e formazione sono i genitori dei minori o coloro che a qualsiasi titolo ne facciano le veci, che sono tenuti ad iscriverli alle istituzioni scolastiche o formative.
    2. Alla vigilanza sull’adempimento del dovere di istruzione e formazione, anche sulla base dei dati forniti dalle anagrafi degli studenti di cui all’articolo 3, così come previsto dal presente decreto, provvedono:
      a) il comune, ove hanno la residenza i giovani che sono soggetti al predetto dovere;
      b) il dirigente dell’istituzione scolastica o il responsabile dell’istituzione formativa presso la quale sono iscritti ovvero abbiano fatto richiesta di iscrizione gli studenti tenuti ad assolvere al predetto dovere;
      c) la provincia, attraverso i servizi per l’impiego in relazione alle funzioni di loro competenza a livello territoriale;
      d) i soggetti che assumono, con il contratto di apprendistato di cui all’articolo 48 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, i giovani tenuti all’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione, nonche’ il tutore aziendale di cui al comma 4, lettera f), del predetto articolo, e i soggetti competenti allo svolgimento delle funzioni ispettive in materia di previdenza sociale e di lavoro, di cui al decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124.
    3. In caso di mancato adempimento del dovere di istruzione e formazione si applicano a carico dei responsabili le sanzioni relative al mancato assolvimento dell’obbligo scolastico previsto dalle norme previgenti.

    Giurisprudenza

    La Nota MIUR 19837 del 6 luglio 2018 (“Vigilanza adempimento obbligo scolastico”) parla di tutela del diritto all’istruzione e ricorda altresì che:

    l’art. 731 del Codice penale punisce l’inosservanza dell’obbligo, limitatamente all’istruzione primaria, con ammenda fino a 30 €.


    Infatti, la sentenza N° 4520 del 31 gennaio 2017 della Suprema Corte di Cassazione Sezione III Penale evidenzia il mancato adeguamento sanzionatorio che avrebbe dovuto accompagnare l’estensione dell’obbligo di istruzione dopo la scuola primaria:

    Nessuna norma penale punisce l’inosservanza dell’obbligo scolastico della scuola media anche inferiore (così (Sez. 7, ord. n. 29439 del 22/11/2015, P.G. Potenza in proc. Sabatino, non massimata), sicché l’eventuale estensione dell’art. 731 cod. pen. a detta ipotesi si risolverebbe in un’inammissibile interpretazione analogica in malam pattern.