Invito ad esprimere la propria disponibilità per il Consiglio Direttivo di LAIF

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Carissimo/a socio/a di LAIF,

in occasione dell’ultimo Consiglio direttivo di LAIF, avvenuto giovedì 24 maggio ad Albino (BG), presso la sede legale della associazione, i membri del Consiglio hanno affrontato le questioni emerse con evidenza nella nostra Assemblea del 6 maggio (di cui è disponile una bozza del verbale nella sezione soci).

Obiettivo della discussione è stato quello di dare una risposta esaustiva e decisiva, attraverso un chiarimento delle tensioni emerse. I contenuti di questa discussione saranno resi noti nel verbale del Consiglio, che troverete fra pochi giorni nell’area soci; intenzione di questa comunicazione invece è quella di puntualizzare le conclusioni raggiunte ed indicarne la strada intrapresa.

Abbiamo preso coscienza che, nonostante gli obiettivi finali siano condivisi, sono emerse con forza già dai primi mesi di lavoro, distanze significative nel funzionamento generale della Associazione e nelle prassi di lavoro. La poca conoscenza reciproca dei singoli membri del Consiglio e l’urgenza di proseguire le attività progettate, nonostante le distanze di visione, hanno reso difficile e faticoso individuare strumenti comuni e condivisi. La percezione di alcuni membri è stata di una mancanza di fiducia reciproca ed una differente visione del funzionamento dei diversi livelli operativi della Associazione. Tale distanza è purtroppo sfociata in quella tensione non “eco sostenibile” manifestata in Assemblea.

Avendo preso coscienza di tali difficoltà e individuando nel cambio della costituzione dell’attuale Consiglio Direttivo l’unica soluzione possibile per dare continuità alle iniziative, Andrea Milesi, Melissa Dietrick ed Alessia Rossetti hanno annunciato la disponibilità ad un passo di lato, mettendo sul tavolo della discussione le proprie dimissioni, che saranno formalizzate nei giorni successivi.

Al fine di facilitare la ricostituzione del Consiglio, non avendo ancora provveduto alla approvazione di un Regolamento per il rinnovo degli Organi Statutari, Andrea Milesi ha dato disponibilità a compiere tutti gli atti necessari per evitarne la decadenza, come previsto dallo Statuto e procedere invece ad una sostituzione immediata dei membri dimissionari e delle relative cariche sociali vacanti (Presidente e Vice presidente). Ha perciò sospeso le proprie dimissioni in attesa della identificazione ed integrazione di nuovi membri.

La presente comunicazione perciò ha l’obiettivo di verificare la disponibilità di almeno 3 soci con interesse ad assumere l’incarico di costituire il nuovo Consiglio Direttivo di LAIF. Lo stesso individuerà, come da Statuto, le proprie nuove cariche sociali.

Invitiamo perciò tutti i soci a comunicare la propria disponibilità alla Segretaria dell’associazione all’indirizzo email info@laifitalia.it entro il 15 giugno 2018; saranno successivamente rese note e nei giorni successivi sarà convocato una riunione del Consiglio, che integrerà i nuovi membri ed eleggerà nella stessa seduta le nuove cariche direttive.

Rimaniamo in attesa di vostri riscontri e disponibilità,

Andrea Milesi

Albino, il 28 maggio 2018

35 commenti su “Invito ad esprimere la propria disponibilità per il Consiglio Direttivo di LAIF”

  1. dopo qualche giorno di shock per la triste notizia, mi sono ripresa e dico questo:
    come è possibile che degli esseri umani di particolare sensibilità, intelligenza, capacità e determinazione, perché, se sono arrivati fino a questo punto di “concretizzazione” di un progetto grandioso come questo sicuramente almeno queste caratteristiche ce le hanno, possano crollare a livello umano così in fretta. Conosco abbastanza bene Andrea per dire che un presidente più presidente di lui non si poteva trovare e mi dispiace infinitamente che si faccia da parte, sono certa che se lo ha fatto è perché non ne poteva più. Allora da socia voglio capire cos’è che ha fatto crollare tutto, le poche cose o tante che hanno reso pesante e impossibile stare insieme, è fondamentale che su questo non si “filosofeggi troppo” non si sia troppo “diplomatici”, ho bisogno di capire quali sono i problemi con poche parole e dirette , io non ho intenzione di candidarmi, ma i soci che ventilano l’idea di farlo hanno il diritto di saperlo.
    Grazie per l’attenzione, scusate la schiettezza ma lo strumento informatico è poco umano e io faccio fatica….

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    • Ciao Marzia

      Grazie per la tua lettera e per avere la curiosità di capire.

      Credo che una risposta univoca non la riceverai, perché ognuno ha la sua esperienza e il racconto di questo non sempre è comune.

      Comunque per non cadere nella filosofia, come tu suggerisci, ti posso dire che a mio avviso il motivo principale non giace nella mancanza degli ideali che avevano dato avvio a questa esperienza, ma piuttosto nella difficoltà interna di costruzione di consenso nel Consiglio, frutto di una mancanza di vera conoscenza dei membri fra di loro.

      Ha prevalso l’esigenza di realizzare attività, seppur era urgente arrivare ad una condivisione dei significati del nostro agire e di quali messaggi siamo portatori. Erano in campo competenze alte, frutto di anni di esperienza, che non hanno avuto il tempo di amalgamarsi e che hanno finito per confliggere.

      Essere in un consiglio di una associazione di volontariato e rendersi conto che nonostante gli obiettivi comuni, la nostra dialettica non riusciva a raggiungere accordi o sintesi, senza avvitarsi in lunghissime discussioni spesso senza una decisione finale su documenti, incarichi e costruzione di strumenti comuni (come per esempio il sito, Facebook o la piattaforma di Agorà), ci ha posto dinnanzi agli occhi la evidenza che esistevano due modalità di intendere e gestire la associazione.

      La fatica e il moltiplicarsi di rabbia e attacchi verbali anche violenti, stava producendo dei danni profondi nella relazione fra i singoli consiglieri, con un irrigidimento sempre più profondo delle posizioni assunte.

      I tentativi di sintesi messi in campo sono andati persi e l’attenzione si è concentrata sul tentativo di stabilire regole e codici di condotta sempre più complessi…. ormai segno di una fiducia reciproca andata persa e che è culminata nella sfiducia ricevuta in assemblea proprio dai coniugi degli stessi consiglieri.

      Era a mio avviso deleterio non cercare una via di uscita vera che ridasse unità e tranquillità al consiglio. Questo doveva passare attraverso la costruzione di un nuovo Consiglio in cui i membri possano avere un metodo di lavoro comune ed una intesa forte.

      Una volta messo sul tavolo questo, siccome nessuno ha il diritto di obbligare altri a fare una scelta di abbandono, seppure con dolore si è deciso per primi di lasciare il compito a chi rimaneva di provare a ricostruire questo organo. Se avessero scelto di fare un passo di lato, avremmo fatto lo stesso; cioè il tentativo di ricomposizione di un nuovo Consiglio.

      Siamo perciò a questo punto, con la speranza che si possa trovare un nuovo gruppo che non si trovi a fare la stessa fatica. Gli altri, liberamente decideranno di contribuire anche in alto modo, come semplici soci.

      Non so se ho risposto a quanto chiedevi, ma per lo meno ho dato il mio personale punto di vista sui motivi della lettera ricevuta.

      Andrea

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    • Cara Marzia,
      Poche parole e dirette.
      E’ evidente, a questo punto, abbastanza evidente, che il consiglio di LAIF era composto da persone che non la pensavano allo stesso modo, sicuramente sul come lavorare insieme e, io ritengo, anche sul cosa fare.
      Tutto è proceduto in termini costruttivi finché vi è stato un “momento” di mediazione e di raccordo. Quando questo è venuto meno, le diversità non hanno avuto modo di integrarsi. Quando, in luogo di dialoghi nel merito delle questioni, si sono poste delle decisioni (cito) “politiche”, gerarchicamente assunte, il processo costruttivo si è interrotto. Qui sottolineo il termine “politiche” nell’accezione di una partita tra gli schieramenti, chi vince e chi perde, non di opportuna e doverosa opera di connessione tra le parti.
      Il mio tentativo è stato ed è quello di operare ai sensi del nostro statuto, che è la nostra costituzione. E in questa maniera ho soppesato le mie proposte. Ho proposto e abbiamo avviato/realizzato iniziative democratiche e collettive, come ad esempio “esami sì – esami no” o il concorso per il marchio, ma anche spunti di approfondimento e riflessione. Per ora, su questo “cosa fare” posso annotare delle adesioni significative, nessuna esplicita confutazione né richiami e alcuni assordanti silenzi, volendo restare nell’ambito associativo.
      Ti assicuro che questa non è l’unica esperienza di vita associativa e di lavoro di squadra che ho condotto fino ad oggi. Non ho mai avuto problemi, direi, anzi, anche in situazioni ben più complesse. In LAIF ho proceduto nei medesimi modi.
      Evidentemente siamo in una situazione speciale e non so dirti il perché. Infatti, quando ho ricevuto riscontri, questi non esplicavano nel merito nessun perché. Fino ad arrivare, come ho già richiamato prima, al “perché è una scelta politica”.
      Molto succintamente, su queste basi, penso che tre consiglieri abbiano ritenuto di dover affermare che con noi due (Phoebe e me) non intendevano più dialogare. Ma questo è quello che penso io.
      Non so se sono stato sufficientemente esaustivo e di poche parole, però ti invito ad approfondire e a verificare quanto ho esposto a parole con quella che è la realtà dei fatti. Opportunamente i fondatori hanno inserito nello statuto l’art. 12.
      Pertanto, Marzia, ti chiedo di non credere alle mie parole ma di verificarle; richiede un po’ più di sforzo, ma l’idea che ci si fa si avvicina di più alla verità.
      Cordiali saluti.
      Sergio.
      P.S.: Scusa se ti dedico solo ora la necessaria concentrazione, ma le scadenze e le attività di LAIF degli ultimi dieci giorni (concorso e evento a Torino) hanno assorbito tutte le mie energie disponibili.

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  2. Mi sono riproposta di scrivere anch’io le mie considerazioni su questa spiacevole questione. Era mia intenzione farlo, e lo farò, dopo la conclusione del concorso marchio LAIF per il quale faccio da giurata. Voglio però unirmi a Marzia Gatti e chiedere: PERCHE’ ?. Chi li ha sfiduciati ci spieghi il perché! Grazie.
    Utente Anonimizzato

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  3. Ciao a tutti,

    Premesso che anch’io vivo questa situazione come una sconfitta, mi intrometto in questa discussione perché voglio condividere un paio di tasselli che possono, spero, rappresentare un piccolo contributo in questo puzzle.

    Innanzi tutto vorrei rispondere brevemente a Giusy, ricordandole che il consiglio non è stato sfiduciato, bensì ratificato: ha infatti ricevuto dall’Assemblea la fiducia e l’incarico di proseguire nel suo mandato. A maggioranza, è vero, ma comunque la fiducia è stata espressa.
    Io ho votato contro, ovvero mi sono espressa per la formazione di un nuovo consiglio, perché, vivendo gomito a gomito con un consigliere, conoscevo la fatica, la frustrazione e la sofferenza di chi voleva impegnarsi per l’associazione ma continuamente si scontrava con un muro di gomma, fatto di silenzi, ritardi, contraddizioni. Sapevo benissimo che la situazione era già allora insostenibile, che di fatto il consiglio era ridotto alla paralisi. L’idea di altri 3 anni e mezzo così mi pareva folle ed ho fatto la mia scelta. Questo fa parte di qualsiasi processo democratico.
    Chi avesse dei dubbi sul fatto che la crisi era ben anteriore all’assemblea del 6 maggio, può andare a leggersi i verbali del consiglio di Chivasso (dove, con 20 punti all’odg, dopo quasi 4 ore di discussione si era approvato il … verbale della seduta precedente!) e i relativi allegati, o rileggersi le mail dell’Agorà dei mesi di marzo-aprile. Esiste una copiosa documentazione. La crisi era tangibile e negarla sarebbe una menzogna.
    Ho scelto quello che mi sembrava più giusto e corretto per l’associazione che ho contribuito a fondare, in cui credo profondamente e per cui mi prodigo da mesi, la quale ha il diritto di potersi dotare di un consiglio funzionante, efficiente, dinamico e affiatato.
    Ho scelto. E la storia non mi ha dato torto. Purtroppo.

    Il secondo tassello che vorrei condividere riguarda la fondazione di LAIF.

    Ho la sensazione che su questo passaggio ci sia la tendenza alla mistificazione: sì, noi siamo tutti effettivamente molto sensibili, intelligenti, capaci e determinati (grazie Marzia!), però quando ci siamo trovati per scrivere lo statuto … alcuni io non li avevo mai visti. Conoscevo in tutto un paio di persone, le altre per me erano state fino a quel momento … indirizzi di una mailing list! E in effetti, durante la discussione, a tratti ho avuto la sensazione che non ci fosse una piena condivisione di obiettivi e modalità. Che fare? Consideriamo anche ci siamo visti una giornata in Piemonte e venivamo da zone relativamente lontane d’Italia, quindi non era realistico pensare ad altri incontri in tempi ravvicinati. Cosa scegliere? Fondare LAIF e rimandare i chiarimenti o anteporre questi alla nascita dell’associazione, con il rischio di perdersi in lunghe discussioni? La priorità l’ho data alla costituzione dell’associazione, soprassedendo su alcuni aspetti. Con il senno di poi, a volte mi chiedo se sia una scelta che rifarei. Ma in quel momento ho preferito lavorare per dar vita a LAIF, confidando nel fatto che poi, una volta avviata, l’associazione avrebbe trovato al suo interno le energie e le risorse per proseguire il proprio cammino.

    E tutto sommato, penso che il fatto che LAIF esista sia già di per sé una grande cosa. Una bella notizia per tutto il mondo homeschooler italiano.
    Ed un’altra bellissima cosa è che questa barchetta che abbiamo messo in acqua alcuni mesi fa ha avuto qualcuno che ha remato fin qui, portandola al largo. Di questo sono personalmente molto riconoscente a chi ha lavorato fino ad ora e mi sento di ringraziare pubblicamente il consiglio direttivo uscente nella sua totalità. Non vorrei che qualcuno si sentisse colpevolizzato per le proprie scelte, come io vorrei non esserlo per le mie. Tutti i consiglieri hanno dedicato a LAIF in questi mesi tutte le energie e competenze che si sono sentiti di mettere in campo. E’ una cosa grandissima! Vorrei che non si guardasse solo la crisi finale, ma l’intera opera realizzata fino a qui, che è decisamente benemerita e fa di tutti i consiglieri veramente delle persone sensibili, intelligenti ecc. come ben dice Marzia.

    Il nostro progetto è grande, meraviglioso, di non facile realizzazione. E gli ostacoli che incontriamo sul cammino, comprese le recenti dimissioni di tre consiglieri, lo dimostrano. Ma questo non deve essere per noi motivo di scoramento. Sicuramente, abbiamo il dovere di trarre un insegnamento da questa esperienza, capire come evitare crisi future e lavorare d’ora in avanti anche per la stabilità dell’associazione. Certamente, è richiesto un impegno diverso e più determinato da parte di tutti, una maggiore partecipazione e un maggiore coinvolgimento, senza dare nulla per scontato. Ma confido nel fatto che ce la faremo.

    Alcuni consiglieri passano il testimone ad altri soci.
    Adesso sta ai soci trovare nuova linfa vitale per LAIF, altri rematori che portino la nostra barchetta verso nuovi orizzonti.
    Un abbraccio.
    Nunzia.

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  4. Ciao a tutti,
    inizio subito scrivendo che concordo con Andrea su tutto ciò che scrive, sia in riferimento alle problematiche emerse internamente al consiglio, sia sul fatto che ognuno di noi ha vissuto queste problematiche in modo diverso.
    Ho paragonato, come leggerete nel verbale dell’ultimo consiglio direttivo, le mie dimissioni da consigliera di Laif a dimissioni da un posto di lavoro. Sergio mi ha fatta riflettere sul fatto che Laif non dovesse essere “un posto di lavoro” e aveva ragione ma, proprio per questo, a distanza di quasi due settimane, ritengo di aver scelto, seppur con estrema fatica e dolore, la via giusta per me.
    Il consiglio direttivo di Laif era diventato per me un lavoro, pesante, difficile, estenuante, esattamente il contrario di quello che sarebbe dovuto essere e di quello che era fino a qualche mese fa.
    Era diventato un lavoro nel senso negativo del termine, una costrizione, tempo tolto inutilmente, per come lo vivevo, ai miei figli, frustrazione che cresceva ad ogni mail ricevuta, ad ogni richiesta di intervento in questa o quell’altra cosa.
    In un consiglio così composto non potevo più stare per rispetto a me, alla mia famiglia e a voi soci che meritate qualcuno che viva il suo ruolo con passione e gioia; per me non era più così e non lo dico con leggerezza ma con estrema sofferenza.
    Mi sono impegnata oltre misura, oltre quello che avrei forse dovuto e se, come leggerete, ho detto chiaramente che non mi sentivo di dover dare spiegazioni per le mie dimissioni, è perché prima di Laif, prima di questa associazione, prima di un progetto così grande e bello, viene la mia serenità e quella della mia famiglia e su questo, perdonatemi, non chiedo né il permesso, né scusa.
    Per qualcuno sarò dura ma sono fatta così, da me, nel bene e nel male, non avrete mai una carezza in cui è nascosto uno schiaffo: Laif forse avrebbe meritato che facessi di più? Non lo so, ma sicuramente questo consiglio direttivo, per me, non meritava nulla di più, non avevo più energie da dedicargli.
    Quando ho iniziato in Laif il lavoro era tanto, esattamente come ora (anzi, secondo me nel redarre lo Statuto è stato anche di più) non ritengo sia aumentato né cambiato; la differenza è che allora le richieste, le mail, i toni e le discussioni erano, per me, funzionali e necessari mentre la maggior parte di quelli che ci scambiavamo da qualche mese a questa parte no.
    Col gruppo normativa abbiamo fatto le nottate a scambiarci link, articoli, bozze di menù ma sempre col sorriso, con la battuta e, nelle discussioni e nei conflitti che ci son stati e ci saranno, con la consapevolezza che ne saremmo uscite e ne usciremo sempre bene anzi … meglio.
    Non sono una che si spaventa del lavoro da fare, anzi, ma al di là dei regolamenti e degli strumenti di cui si dota o meno un consiglio direttivo, per me gli ingredienti fondamentali sono la fiducia e la certezza che si risolva tutto, che da una criticità si esca migliori.
    Questo, però, lo hai quando ti senti gruppo non quando ti senti gruppo solo con alcuni e senti gli altri troppo lontani da te.
    Quando mi son resa conto che non avevo più fiducia nel fatto che tutto si potesse risolvere, che non sarei potuta passare oltre la frustrazione che provavo a ricevere ancora e ancora mail, quando non mi son riconosciuta più nei toni e nelle parole che utilizzavo io per prima nei confronti degli altri, quando mio figlio mi ha chiesto “quando ti licenzi così torniamo a fare le cose belle ed esser contenti insieme?” ho detto basta.
    Per me era diventato chiaro che le due modalità di vivere e vedere l’associazione non fossero integrabili, non c’è chi ha ragione e chi ha torto, non ci sono buoni e cattivi, ci sono due modi diversi che, per me, erano diventati due rette parallele.
    Per qualcuno sicuramente non sarò stata all’altezza, per qualcun altro avrei potuto fare di più per risolvere, so che qualcuno appoggia la mia scelta e le mie motivazioni.
    Se c’è una cosa che ho scoperto iniziando a fare istruzione parentale è che quando la via è quella giusta diviene facile e piacevole percorrerla, nonostante le difficoltà naturali che si incontrano e che dire “non lo so fare” non è la fine del percorso ma l’inizio o, meglio, può essere la fine di un percorso e l’inizio di un altro.
    Ecco, io la consigliera in un direttivo composto da queste persone non la sapevo fare, in uno diverso probabilmente sarei stata capace, ma non ne avevo un altro.
    Questo significa anche che un’altra persona, in questo consiglio, magari ci sta benissimo, chi lo sa :); non ho dato le dimissioni da consigliera di Laif (dopo aver contribuito a fondarla) per farla finire, ma per farla crescere.
    Così, come dico ai miei figli: “Per esser felici dovete fare quel che vi rende felici” mi son detta che il consiglio direttivo di Laif non mi rendeva neanche lontanamente serena (come mesi fa era) e, per questo, andava lasciato.
    Per qualcuno sarà troppo semplicistico il mio discorso, per qualcuno se non sudi e soffri non meriti di arrivare alla meta; per me la meta è nel viaggio, ogni passo è la mia meta e la scelgo al risveglio ogni mattina, così come scelgo i miei compagni.
    Sono onorata di aver dato vita a Laif, sono fiera di ciò che ho fatto, mi assumo la responsabilità di ogni azione perché posso dire e dirmi di averla riflettuta e resa mia.
    Sono grata a voi soci che scrivendomi la vostra frustrazione e la vostra indignazione mi fate capire che tenete a Laif e che ne riconoscete l’importanza, date un significato a tutto il lavoro che ho contribuito, fino ad ora, a portare avanti. Proprio per questo, ripeto, meritate un consigliere che possa lavorare come io non riuscivo più a fare.
    Laif non è il suo consiglio direttivo, Laif siamo tutti noi, ognuno nel ruolo che preferisce, nelle modalità che trova sue, nel rispetto della propria unicità.
    Andiamo avanti!

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  5. Questo è la mia lettera
    Cara Marzia,
    Ti ringrazio per la tua schiettezza, e per la tua curiosità, donandomi l’opportunità di spiegarmi/ci in qualche modo. Cercherò di rispondere a te e cosi anche ai soci con altrettanto schiettezza…

    Chiedi cos’ha fatto crollare tutto? Le poche cose o tante che hanno reso pesante e impossibile stare insieme?

    Penso che ci siano diverse fattori iniziali che hanno contribuito in maniera sostanziale alla divisione del consiglio direttivo.

    Per me, i fili conduttori erano la comunicazione, il modalità di lavorare, la fiducia e il vero rispetto della persona e del loro tempo che stanno donando all’associazione. Ho imparato tardi che essere in un consiglio direttivo è come essere in un matrimonio, bisogna conoscerci bene ma oltre tutto bisogna fidare e avere fiducia tra i membri.

    Forse pensandoci a ritroso, la mia personale errore fatale era accettare di formalizzare l’associazione in un momento dove 4 fidati colleghi si ritrovavano in difficoltà famigliare e non si sentivano di poter stare in consiglio come da piano originale. Stranamente, questo bisogno di “andare avanti a tutti costi” è stato una mia difficoltà sin dall’inizio. Questo ritornello è diventato come una palla di piombo legato ad ogni problematica futuro.

    Da molto tempo lavoro con andrea, luciana, alessia e altri (barbara motolese, daniela palma, marika novarese, maria grazia lia per nominare solo alcuni) per portare alla luce questo bellissimo progetto che è LAIF. Luciana conosco da quando i nostri gioeli erano piccini, e Andrea ho conosciuto nel 2012 in una discussione di cosa significa la rappresentanza. E lui che mi ha messo il pallino dell’associazione, e con Barbara, Luciana e Andrea , ho aperto il sito/blog “istruzionefamliare” su wordpress. Negli anni, questo lavoro condiviso di creare il sito che poi sarebbe il lancio per l’associazione in futuro ci ha portato in contatto con tantissime bellissime persone come Maria Grazia, Alessia e altri che hanno e continuano di arricchire la mia vita in maniera prezioso.

    Abbiamo scoperto di lavorare insieme bene, e posso assicurarvi che c’è una fiducia di base che anche quando siamo in disaccordo riusciamo di uscire dopo poco tempo con non solo un accordo, ma una fiducia tra noi ancora piu forte.

    Per portare avanti il sogno di un associazione ci sono stati tanti anni di duro lavoro volontario, e spesso continuavo da sola lentamente quando tutti erano sommersi dalle loro vite, come è giusto. Perché, per me, prima del lavoro, del progetto, dell’associazione viene prima l’individuo e la loro famiglia.

    Questo per dire con molto sincerità e sicurezza che non mollo una mia creatura così, senza grandissima dolore e un lutto straziante.

    Se ho e abbiamo scelto di andacene, è perche vivere in famiglia la serenità e poter dedicare in primis nostro tempo ai figli e noi stessi è diventato con i doveri di consiglio direttivo un lontano ricordo. Ho scelto di fare homeschooling per vivere in libertà, di poter dare sfogo alla spontaneità e alla creatività. Se l’umore di ogni nostra giornata famigliare è decisa da cosa mi ritrovo nella posta elettronica, posso anche decidere di cambiare la situazione.
    La vita è fatte di scelte, e scelgo di vivere la mia assieme a chi mi fa star bene, e a chi mi fa crescere nella direzione che sento mio.

    Per me, ripensandoci ora, quello che è successo all’assemblea è stata irrevocabilmente l’inizio della fine. È stato un colpo durissimo vedere 2 soci fondatori, marito e moglie di 2 membri del consiglio direttivo votare contro la ratifica.

    Dopo un gesto così flagrante mi è evidente ora che sarebbe stato impossibile che noi 5 continuassimo a lavorare insieme.

    Questo gesto *premeditato da loro, con tanto di delega* iniziò a minare in silenzio ogni traccia della poca fiducia che speravo di poter ricuperare dopo l’assemblea.

    Perché sì, speravo comunque ancora che sarebbe possibile lavorare ancora insieme con un buon regolamento per le decisioni interni. Come al solito, io, Andrea, e Alessia ci siamo messi subito a fare ricerca su regolamenti interni di vari associazioni, abbiamo fatto consulenze con gli enti approvati per le associazioni (il CSV) e abbiamo fatto la nostra proposta. All’inizio gli suggerimenti degli altri sembravano accomodabili, ma a poco, mail dopo mail iniziai a sentirmi calato nel libro del 1984. E ho capito che non c’era speranza.

    Le scelte erano 2: o noi 3 rimanevamo e loro 2 dimettevano (e avevamo già pronti i nomi dei 2 nuovi consiglieri, oppure loro rimanevano e noi ce ne andavamo.

    Come di abitudine in questo consiglio, ha “vinto” la minoranza.

    Non ho mai forzato nessuno a fare quello che non vogliono e non intendo iniziare adesso.
    Melissa

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  6. Ciao a tutti,
    voglio solo far presente che è stato pubblicato il verbale del consiglio direttivo del 24/05/2018, che potrebbe aiutare i soci a comprendere i temi trattati nel momento in cui sono state anticipate le dimissioni dei consiglieri.
    Posso brevemente aggiungere che per quel che mi riguarda non mi aspettavo questo tipo di soluzione al problema che era in seno al Consiglio. Avrei preferito mettere alla luce le criticità e cercare una condivisione utile al lavoro di gruppo nel Consiglio Direttivo dell’Associazione.
    A questo punto non resta che prendere atto della decisione presa dai consiglieri uscenti e cercare di portare avanti il lavoro, al meglio delle nostre possibilità.
    Scusate la brevità,
    buona giornata a tutti,
    Phoebe

    Rispondi
  7. Ciao a tutti,
    rispondo a questa discussione in quanto chiamato in causa.

    Rispondo a Giusy per prima. Riporto la mia testimonianza delle motivazioni che mi hanno convinto a votare per la sfiducia al Consiglio.
    Come messo in luce da altri qui sopra, le condizioni di vita nella mia famiglia negli ultimi tempi sono nettamente peggiorate. Torno a casa dal lavoro e vedo tensione, musi lunghi e, invece di essere felice e rilassato di essere tornato a casa, aggrotto le sopracciglia e chiedo: “Cosa è successo? Cosa c’è che non va oggi?”
    Questo clima ha cominciato a guastare la mia fiducia nel lavoro del Consiglio, tanto che ho spesso cercato di convincere mia moglie a lasciarlo, nonostante tutto il lavoro e l’impegno che ci sta mettendo.
    Una delle frasi che mi piace spesso ripetere è che “quando ci sei dentro è più difficile vedere cos’hai attorno”.
    Chi ha lavorato dentro il Consiglio forse era troppo preso per rendersi realmente conto della piega che le cose stavano prendendo. Io non ero dentro, solo a fianco di uno dei Consiglieri. Forse per questo ho capito prima che non stava andando affatto bene?
    Non lo so, ma quando ho saputo che c’era da votare la fiducia al Consiglio, sapevo già cosa avrei votato: CONTRARIO. Non ne potevo più!
    Avevo anche pronta un’arringa inferocita, ma Phoebe mi ha convinto a tenermela per me, perché credeva di poter ancora recuperare, nonostante tutto.
    Come avrete capito, su molte questioni io e mia moglie non siamo affatto d’accordo.

    Andrea e Alessia, prendo atto del fatto che, chi da una parte chi dall’altra, ci sentiamo in verità in modo molto simile. Capisco perfettamente come vi sentite e spero accettiate il fatto che mi sento vicino a voi.
    Apprezzo molto il vostro modo di lavorare e la vostra diplomazia.
    Secondo me ci sono stati degli episodi che sono rimasti impressi a ciascuno di noi e che hanno contribuito a farsi un’idea (sbagliata) di cosa gli altri intendevano.
    Ad esempio, quello che per voi era un fiume in piena di mail, per me era il lavoro alacre di una donna che, dopo aver passato il giorno intero a badare ai suoi figli, all’orto, alle faccende domestiche, inforcava gli occhiali e si faceva un culo così per smarcare una serie di attività (forse) molto importanti. E man mano che le smarcava macinava mail su mail… (a volte ignorando perfino *sigh* il povero sottoscritto…)
    Poi deve essere successo qualcosa, che non ho ancora ben capito, che vi ha alienate definitivamente. So che a un certo punto Phoebe deve aver fatto un qualche passo falso che per voi è stato una pugnalata al cuore, solo che io, come tutti gli altri Soci dell’Associazione, me lo sono perso.
    Forse un giorno ce lo raccontate, vero?
    Che cosa è successo di così grave da spingervi a non risponderle al telefono quando vi chiamava per chiarirsi?
    Cosa è successo di tanto grave da spingere *** a decidere che non le vuole più rivolgere la parola?
    In nome di Dio, che cosa è successo, ce lo volete spiegare?
    Non subito, un giorno. Ma per pietà…

    Melissa.
    Cito:
    “È stato un colpo durissimo vedere 2 soci fondatori, marito e moglie di 2 membri del consiglio direttivo votare contro la ratifica.
    […]
    Questo gesto *premeditato da loro, con tanto di delega* iniziò a minare in silenzio ogni traccia della poca fiducia che speravo di poter ricuperare dopo l’assemblea.”
    Seriamente??? Marito di un membro del consiglio? Un gesto premeditato? Da LORO?
    Stando a quello che dici:
    1) già prima del voto non nutrivi una grande fiducia che le cose si potessero aggiustare (infatti speravi di poter recuperare “poca fiducia”, dopo l’assemblea).
    2) credi che esista una congiura premeditata da un certo “loro”… (a parte che… sbaglio o sei tu che hai parlato di un certo “piano” durante l’ultimo Consiglio? Cos’altro prevede questo “piano”, ce lo racconti poi?)
    3) credi che Phoebe faccia parte della congiura contro il Consiglio,
    4) credi che anche io ne faccia parte, oppure che io sia una pedina nelle mani di mia moglie, per portare a compimento i suoi piani,
    5) credi che il diritto di delega sia un diritto pericoloso, un’arma che gli altri impugnano contro di… “voi”, evidentemente…
    Ricordati che gli altri sono lo specchio di quello che siamo noi, soprattutto quando critichiamo i loro difetti.
    Scusa se mi sono permesso di fare delle assunzioni alla cieca partendo da quello che hai scritto. Ma d’altra parte, scambiando mail con te in passato, ho scoperto che tu stessa sei un’esperta in materia.
    Tu hai lavorato tanto per portare alla luce questa Associazione, tanto da considerarla la TUA associazione. Lascia che ti riveli un piccolo segreto: questa è la NOSTRA ASSOCIAZIONE.
    Non è il coronamento di un tuo sogno, è un impegno che tutti ci stiamo prendendo insieme.
    Non è la VOSTRA (tua e di coloro che ritieni amici) e non è la LORO (di coloro che la vivono in modo diverso e che quindi sono *diversi* e tramano alle vostre spalle).
    È la NOSTRA, dei Soci. NOI, VOI, LORO, tutti quanti.

    A tutti un saluto, grazie dell’attenzione e buona serata.

    Rispondi
  8. Buongiorno,
    innanzitutto grazie Marco Bolis per avermi gentilmente e semplicemente risposto e non redarguito sullo “sfiduciato” o “ratificato”, vedo che vengono comunque usati entrambi, e ad ogni modo il senso di quello che si vuol dire si capisce.
    Per avere un quadro completo sarebbe auspicabile avere anche il parere di Andrea Bonotto, poichè anche lui ha sfiduciato (o ratificato) il consiglio dando delega a Nunzia Vezzola. Ha inoltre fatto avere 2 righe scritte in cui giudicava il consiglio tenutosi a Torino “blando”. Ma davvero da una partecipazione via Skype si può concludere che quel consiglio direttivo “non vale niente”?
    Grazie per un eventuale risposta.
    Utente Anonimizzato

    Rispondi
  9. Buongiorno,
    per come la vedo io, ciascuno è responsabile di quello che fa e si prende carico delle conseguenze delle sue scelte. Credo inoltre che le persone godano del diritto di autodeterminazione, cioè di scegliere in quale contesto trovarsi ed eventualmente cambiare il corso della loro vita con decisioni ponderate. Per me questa è anche la base della scelta dell’homeschooling.
    Per questo ammiro la decisione di chi fa un passo di lato per guadagnare in serenità, perché ne ha tutto il diritto. E, per lo stesso motivo, mi stupisco di chi rende pubbliche le sue opinioni contro la situazione che vive e subito dopo non prende decisioni in merito. Rimango allibita davanti ad una minoranza che si esprime contro la ratifica del consiglio in assemblea e pretende di continuare come se nulla fosse convinta che “tutto si possa sistemare” pur continuando nei medesimi atteggiamenti che hanno portato a questo livello di criticità.
    Per questo motivo e per la mia incompatibilità come referente ad operare in un contesto di critiche e decisioni subite senza possibilità di mediazione (che a mio parere è anche il motivo per il quale i soci non si esprimono quasi più sia qui, sia nella mailing list dedicata a chi voleva impegnarsi per LAIF), lascio l’incarico di componente e referente del gruppo Normativa.
    Come homeschooler voglio e posso decidere di scegliere il contesto di istruzione/apprendimento e crescita personale per me più stimolante e gratificante.
    Un saluto a tutti e grazie Marzia per il tuo stimolo alla condivisione!
    Luciana

    Rispondi
  10. Buongiorno a tutti,
    mi addolora dover compiere un passo come questo, ma io oggi sono socia LAIF perché ho sempre desiderato una associazione di tutti; il mio desiderio è nato molti anni addietro, desiderio scaturito da un grande sogno di Melissa.
    So bene quanto sudore, sacrifici e passione allo stesso tempo siano serviti alla sua realizzazione, sono orgogliosa della nascita di LAIF e della sua crescita.
    Abbiamo desiderato un associazione non personale ma un’associazione di tutti, un associazione dove tutti si sarebbero dovuti sentire rappresentati.
    Io non mi sento rappresentata da questa associazione e non mi sento più di poter dare la mia disponibilità né come referente né come socia.
    Grazie per il breve tratto di vita percorso insieme.
    Buona vita!
    Maria Grazia Lia

    Rispondi
  11. Quindi fatemi capire bene: noi siamo cattivi e abbiamo preso in mano l’Associazione, giusto?
    È stato un colpo di stato quindi?
    Paranoia, signori, paranoia.
    Qui noi stiamo continuando a lavorare, non “come se niente fosse stato”, ma come se ci fosse TANTO LAVORO DA FARE.
    Parlate di una minoranza che sta prendendo il possesso dell’Associazione e non vi sentite più rappresentate???
    A me sembra che ci sia una minoranza che sta cercando di SVUOTARE l’Associazione, minando il lavoro di chi ancora NON HA RICEVUTO UNA SPIEGAZIONE CHIARA su CHE COSA HA FATTO DI MALE. Quali sono questi “atteggiamenti che hanno portato a questo livello di criticità”???
    Il vostro silenzio su questo argomento è colpevole e ora è davanti agli occhi di tutti i soci! Piantatela di nascondervi dietro un dito e diteci cosa abbiamo fatto di male. E vedrete che siamo capaci di ammettere le nostre colpe e CHIEDERE SCUSA.
    Se non avete voglia di parlare, evitate di gettare fango negli occhi a tutti i soci!!!

    Modifica del 13/06:
    Mi scuso per la mia reazione emotiva in questo commento. Dopo aver letto i commenti precedenti provavo una disperazione tale che non riuscivo a contenerla. Ho sentito un bisogno schiacciante di rispondere.
    Errore mio.

    Rispondi
  12. Buongiorno,
    mi pare che questo stia diventando il luogo in cui tentare di spiegarsi riuscendo solo a continuare a non capirsi, a riprova che il problema è che abbiamo due modalità di comunicazione e, soprattutto, di visione delle cose e di interpretazione di ciò che viene detto e scritto diversissime (causa delle evidenti difficoltà che ci hanno portato a questo punto).
    Ho già espresso in passato la mia opinione sulle “richieste di chiarimenti ”; l’ho fatto rispondendo direttamente a chi quella richiesta me la palesava, ci torno per l’ultima volta per dar modo a chi legge di comprendere meglio il mio pensiero; mi scuso perché sarò moooolto lunga e mooooolto schietta.
    Credo fermamente che si confondano piani diversi, quello lavorativo-razionale e quello relazione-emotivo.
    Esplicito tramite un esempio che, spero, possano esser chiarificatore sottolineando che la risposta a “qual è stato il momento di rottura” non ha una risposta per me, l’ho già scritto e riscritto, è stato un vaso che è andato colmandosi giorno per giorno e che, ad un certo punto, ha traboccato a causa della famigerata “ultima goccia”.
    All’ esempio che farò, che ricordo bene come evento molto critico, non riesco a trasferire tutto il peso e la responsabilità della decisione di uscir dal consiglio quindi lo scrivo proprio solo per spiegarmi, se poi ci si vuol leggere altro per me non c’è problema a patto che sia chiaro che è una interpretazione altrui.

    Facciamo una votazione in sede di consiglio, su questa votazione e sulle modalità con le quali è avvenuta, sollevo delle enormi perplessità; perplessità che riguardano la forma e la sostanza.

    Per me questo è e resta un problema che si sviluppa sul piano lavorativo: ho avuto un problema sul come è stata fatta una cosa.
    Il piano lavorativo, per me, non è un piano esente da emozioni o un piano negativo, è il luogo in cui tra adulti si prendono decisioni soprattutto con la testa e pochissimo (se non per niente) con la pancia; in cui se ho un disagio a livello emotivo con qualcuno, me lo riconosco e non lo faccio entrare nel lavoro, ci penso poi in un altro ambito e momento.
    Nel piano lavorativo non possono coesistere regolamenti, articoli, studi e pianti, abbracci e sensi di colpa e questo non è uno svalutare la parte emotiva ma è un rispettarne i confini che è fondamentale per riconoscerle l’importanza.
    Non li ho fatti coesistere neanche quando ho letto, dall’ospedale dopo un’operazione improvvisa e figli piccoli sbattuti a destra e a manca visto che qui non ho la mia famiglia, “lo so ma la socia ha scadenza per questa comunicazione il giorno X di marzo quindi gli serve la lettera con la normativa…” oppure “lo so che Alessia è in ospedale ma dobbiamo andare avanti e lavorare…”.
    Se ho scelto di non farli coesistere è perché credo fermamente in quel che asserisco da mesi e che sto ribadendo qui: per me i piani non vanno mischiati, trasferire il mio disequilibrio emozionale sul consiglio di Laif sarebbe stato un disastro. Ho riconosciuto che frustrazione, rabbia e delusione riguardavano sopratutto la mia sfera personale, la mia storia, il mio vissuto e li ho accolti e vissuti con le persone meravigliose che ho scelto per starmi accanto.
    Oltre tutto quella di rispondere dall’ospedale, nonostante tutto, era stata una mia scelta e dovevo assumermene la responsabilità, nessuno mi aveva obbligata.
    Preso atto di questo sono andata semplicemente avanti ma ho iniziato a notare che la modalità “schiacciasassi” del “capisco che hai un problema, mi dispiace ma dobbiamo andare avanti …” era piuttosto usuale, come usuale mi pareva la modalità “se non lo fai non tieni abbastanza a Laif come invece faccio io che mi sbatto giorno e notte…” e a quel punto è diventato chiaro che fosse anche sul piano lavorativo il problema.
    Un pezzo era il mio, ma una parte era disfunzionale in Laif perché non permetteva a tutti di avere il rispetto dei propri tempi e del proprio spazi, averlo vissuto mi ha aiutata a “leggerlo” anche negli altri.
    Ho iniziato a scrivere che per me era un problema ricevere duemila mail, spesso tutte insieme, e avere tempi troppo stretti per rispondere e continuo a rivendicare questa cosa con tutta me stessa.
    Il fatto di non esser la sola a scriverlo mi ha rassicurata sul fatto il problema fosse oggettivo.
    Se non si riesce a venirne a capo ok, ma decidere di scrivere “va bene facciamo come dici tu” per sfinimento pensando “sono dieci volte/tre giorni che scrivo che non sono d’accordo/non è funzionale e leggo ancora che è perché non ho capito… perché abbiamo già deciso tre mesi fa…. Perché non ci siamo parlati per telefono …“
    O, ancora: voto si/no altrimenti ferisco quella persona o si sente attaccata personalmente o si offende ecc… non è lavorare in modo funzionale, io non voglio lavorare sottostando a queste spinte

    Quindi, quando mi si chiede “possiamo parlarci per “risolvere”?”
    Io rispondo, come già scritto in passato, che per me non è efficace risolvere per telefono in due un problema nato in seno ad una votazione di consiglio o ad un lavoro sul menù normativa del sito Laif .
    I problemi di funzionalità del consiglio e del gruppo normativa si approcciano con tutto il gruppo e per scritto, utilizzando la parte razionale.
    Cosa infinitamente diversa è il piano della relazione personale che, in queste diatribe, non dovrebbe entrare e, se entra, deve trovare il suo spazio di confronto fuori dal lavoro quotidiano.
    In questo secondo caso il bisogno di chiarire però, è di chi lo richiede, non è detto che sia condiviso e questo va accettato, altrimenti finiamo per giustificare lo stalking; ognuno di noi ha pieno diritto a dire all’altro: “Non voglio chiarire perché non è un mio bisogno. Mi dispiace per te ma devi accettare questo rifiuto”
    Allo stesso tempo ognuno di noi può dirsi in sincerità “non mi interessa chiarire perché con quella persona non ho un rapporto che ritengo sufficientemente importante e profondo e non mi sento in sintonia”
    Non mi sono tirata indietro nell’accogliere il bisogno di altri in sede di consiglio per salvaguardare la buona funzionalità del consiglio stesso, pur palesando chiaramente la mia visione. Ricordo una mail in particolare in cui ho elencato addirittura una serie di possibilità chiedendo di esplicitare cosa potessi fare per aiutare quel consigliere.
    Resto del parere, comunque, che questo attenga più alla sfera del personale che a quella di un gruppo di lavoro
    Forse anche qui, secondo me, ci siamo capiti male dall’inizio: non ho fondato Laif per avere nuovi amici o dare vita ad una comune di famiglie.
    Laif mi ha dato la possibilità di conoscere tante persone bellissime con le quali ho scoperto avere molto altro in comune e alle quali mi sento ora vicina a livello personale, persone che non esito a definire amici. Ma non è detto che debba essere così con e per tutti e non è detto che un consiglio direttivo o un gruppo di lavoro funzioni solo se si è amiconi e si condivide anche la sfera personale.
    Un gruppo di lavoro, per me, funziona quando c’è rispetto dei ruoli innanzitutto, rispetto delle competenze e della persona senza confluire troppo nell’aspetto emotivo.

    E’ evidente, almeno a me, che il nostro problema sia stato quello di non riuscire ad integrare le diverse visioni e rileggere, dopo quattro giorni fuori per un corso, gli scambi su questa pagina me ne dà la conferma.
    Io non voglio cambiare quello che un altro ritiene il modo giusto di operare, voglio poter dire che non è e non sarà mai il mio modo di operare e, dato questo, non possiamo lavorare insieme.
    Se qualcuno non condivide la mia modalità di diversificazione rispetto ai piani lavorativo-razionale e relazionale-emotivo o non ritiene che sia applicabile in un contesto come il consiglio direttivo di Laif, non posso lavorarci bene insieme, mi pare ovvio.
    L’errore che mi riconosco è quello di non aver capito che questo tentativo di mediazione e integrazione andasse fatto prima e non dopo aver dato vita a Laif.
    Ultima cosa: qui nessuno ha colpito al cuore nessuno, ci siamo fermati in tempo per fortuna e non credo che un giorno, neanche per intercessione divina, troverò l’evento scatenante del mio rifiuto nel continuare ad esser consigliera nell’ex direttivo di Laif.

    Rispondi
  13. Salve a tutti.
    Provo a rispondere a punti in merito alle sensazioni prodotte dai vostri commenti.

    Rispetto alla riunione di Torino. Io ero presente. E non credo affatto sia stata sterile o improduttiva. Ritengo anzi che sia servita a parlarci di come immaginiamo laif e di come la vorremmo. Sulla famosa mission. Ed è emerso che non la pensiamo allo stesso modo. Non abbiamo perso tempo, ma ci siamo confrontati a lungo sulla definizione di istruzione familiare, di cosa include e cosa esclude. E di chi o cosa include o vuole includere laif, anche questo un tema su cui non c’era accordo.

    Rispetto alla valanga di mail. Sicuramente anche per me è stato difficile seguire le mail che arrivavano e mi sono chiesta davvero come phoebe potesse riuscire a fare tutto quanto. Un lavoro enorme, che non solo non l’ha gratificata ma sembra le abbia anche prodotto problemi in famiglia.

    Mi sembra di capire che per lei e per suo marito sia davvero importante capire cosa sia successo ed avere delle risposte sincere e oneste. Magari in privato ma fatelo.

    È stato un lavoro enorme che forse ha prodotto dispersione di informazioni nei soci riceventi; in me sicuramente.
    Mi chiedo se questo eccesso di mail non rispecchi un eccesso di controllo o di bisogno di approvazione prima di procedere. Non mi è stato chiaro come mai un referente dovesse chiedere continuamente il parere di tutti prima di procedere nella decisione. A mio parere se un referente ha la fiducia deve andare avanti, e se poi sbaglia se ne riparla. Altrimenti è tutto bloccato.
    Essere referente non significa essere ambasciatore o portavoce di qualcun altro, ma prendere decisioni e assumersi responsabilità. Oppure che lo faccia quel qualcun altro, se deve essere fatto proprio esattamente come dice lui. Ma questo non ha nulla a che fare con la democrazia o con la divisione dei compiti e dei ruoli. Sembra piuttosto un potere accentrato camuffato da democrazia…

    Ad esempio, io sarei dovuta essere referente per Palermo, ma poi ho capito che avrei dovuto “chiedere il permesso” o comunque informare il consiglio passo passo prima di organizzare un evento o parlare con referenti istituzionali… Insomma, mi sono detta che sarebbe stato un calvario. Inoltre dovrei trasferirmi a Torino, quindi non ne vale la pena per me di cominciare. Ma non credo che coinvolgerò qualcun altro. Perché le persone che conosco io qua a Palermo non hanno, come tutti voi, tempo da regalare.

    Ecco, la mia sensazione è che laif sia nata come un decreto legge sull’emergenza. La nostra è stata l’emergenza esami. Quindi non si sono cercate le persone giuste ma quelle che si sono proposte, tanto per tappare buchi amministrativi. Salvo poi doverle controllare passo passo perché non ci si fida, o non fanno esattamente quello che ci si aspetta.
    E a quanto pare, lo stesso problema è emerso anche all’interno del cd. Che si è formato in parte tra persone sconosciute che non si sono forse trovate e fidate. Nonostante la loro disponibilità iniziale. Ma per gestire una associazione ci vogliono competenze ed esperienza, non basta la buona volontà.

    Inoltre, mi permetto di aggiungere che mi sembra assurdo che si dimettano tre su cinque e ne restano due! Se la maggioranza se ne va, tra cui presidente e vice, scusate, ma allora non ha più senso che se ne vadano gli altri due? O che facciano un passo indietro?
    Io mi sono associata sulla fiducia, perché sapevo che c’erano persone come Melissa e Maria Grazia, persone che seguo virtualmente e indirettamente da quando faccio homeschooling, e che hanno la mia fiducia. Persone con cui mi sento in sintonia.

    Phoebe non la conosco, se non a chivasso. E mi è sembrata di grande volontà e allo stesso tempo troppo “fragile” nella sua possibilità decisionale.
    Sergio anche l’ho conosciuto a Torino. E mi è sembrato un po’ fermo su alcune posizioni, come le scuole parentali o il modo giusto o sbagliato di fare homeschooling per i soci laif.

    Senza voler fare allarmismi, vorrei aggiungere che, come me, altre persone si sono associate a laif perché Melissa era tra i soci fondatori e Andrea una garanzia. E nell’associazione c’erano persone come Maria Grazia e Luciana. E io, senza peccare di falsa modestia, sono stata un passaparola attendibile per altri homeschoolers che si sono associati laif. Ma oggi laif non ha più la mia fiducia. Pertanto non mi sento di consigliarla, nè di continuare a farne parte se la situazione non rientra.

    Inoltre, ben venga la democrazia, ma cercare nuovi adepti per il cd sul sito, o per candidatura spontanea, non mi fa ben sperare per il futuro della associazione. Che invece ritengo debba continuare a esistere, dato che il cd è stato ratificato, sostituendo i due consiglieri che sono in minoranza e non accettando le dimissioni dei tre in maggioranza. È una questione di logica e buon senso.
    Mi chiedo anche come mai su una questione tanto delicata, cioè vince la maggioranza o la minoranza, per farla semplice, non sono stati coinvolti i soci, ma ve la siete giocata a porte chiuse.
    Per mesi ci avere inviato tonnellate di mail su ogni cagata, passatemi il termine, e poi ci informate freddamente che tre soci importanti se ne vanno perché c’è disaccordo o sfiducia con gli altri due?
    Tra l’altro se il cd è stato ratificato, è stato ratificato quel cd, con quei soci. Anche con quei tre che in qualche modo sono stati fatti fuori. Perché non se ne vanno in vacanza o a farsi i fatti loro, se ne vanno perché c’è impossibilità a lavorare con gli altri due.

    Ma sono mie impressioni, che possono non corrispondere alla realtà.
    Chi mi ha conosciuto a chivasso, sa che sono una che dice quello che pensa.
    Ma ora mi fermo, perché più scrivo più mi girano i coglioni!

    Rispondi
  14. Ecco, mi sembra sia già stato detto tutto in questo ultimo commento e da Alessia poco sopra. Io non avrei saputo esprimermi meglio. Finora ho taciuto, ma quello che è parso evidente anche a me è come la parte emotiva di alcuni soci avesse prevaricato sull’importanza del lavoro e pertanto sull’uso della ragione. Il come si sente un socio è più importante di come si sentono gli altri e diventa fondamento per dare o togliere la fiducia in un direttivo. A me pare troppo! Ci sono persone più importanti di altre? E su quali basi,? E perchè questo dovrebbe condizionare il lavoro di tutti. No, io non ci sto. A me questo clima non piace per nulla. Conosco Alessia profondamente, abbiamo parlato molto e di tutto, ho estrema fiducia in lei e nel suo lavoro, pertanto non posso che essere con lei, dentro o fuori e tanti come me. Andrea l’ho sentito per il lavoro sugli esami e in poco tempo ho capito che mi sarei trovata bene. E ora? Cosa c’entrano i buoni e i cattivi? Anche in questa frase appaiono tutti i limiti del lavorare così, ecco l’emotività che esplode e prevarica su ogni cosa. Ora mi fermo perchè non sono brava come Andrea ed Alessia e non voglio rischiare di offendere nessuno perchè non è il mio obiettivo. Solo una cosa riguardo a chi dovesse appartenere l’associazione, dubbio che trovo già ridicolo di per se, in quanto un’associazione non deve appartenere a nessuno in particolare, ma io so da dove sono arrivate molte idee, risorse e allora mi ritrovo a pensarla ora come un guscio vuoto che, per quanto ci si possa adoperare per farla risplendere, ora che i cattivi sono usciti, non c’è più nulla da fare, è un guscio vuoto e basta per me. Questo mi rammarica molto. Naturalmente è solo un punto di vista: il mio. So che solo il tempo potrà darci ragione o torto, ma so anche che non tutti riusciranno comunque a vederlo.

    Rispondi
  15. Ciao a tutti
    due brevi considerazioni.
    In questi anni, durante i quali abbiamo praticato con nostra figlia l’istruzione parentale, abbiamo avuto modo di condividere pensieri e riflessioni con altri genitori …tra le tante, una è emersa in modo preponderante: la scuola, imprigionata in burocrazie conflittuali e rovinose, ha perso di vista il suo prezioso soggetto ….bambini e bambine, ragazzi e ragazze, studenti e studentesse…..cioè i nostri figli e figlie!
    Cosa stiamo facendo se non riproponendo tale modalità, sostituendo la burocrazia con individualismi distruttivi, certamente poco rispettosi verso i nostri figli e figlie…soggetti, fulcro, bene prezioso e punto di partenza di tale associazione?
    Nel caso ci pongano domande, quali risposte pensiamo di dare?
    Inoltre, se i dimissionari hanno ripetutamente espresso il bisogno di riprendersi tempo e serenità, perché non rispettare tale volontà?
    …ed alle feste come ci comporteremo? Con schieramenti bellicosi? Con assenti? Con finzioni, quindi menzogne?
    Vogliamo rovinare la bellezza gioiosa che si respira quando ci incontriamo con i nostri figli?
    Vi auguro serena serata
    Giulia

    Rispondi
  16. Buongiorno a tutti,

    anch’io, come Marzia e come tanti di noi, sono ancora incredula per quello che è successo, sto aspettando di svegliarmi per poter dire “è stato solo un brutto sogno” tutto è come prima, o meglio (visto che prima non si stava più bene) di vedere che se ne sono andati gli altri 2, quelli non contenti del CD, come avrebbe dovuto essere per coerenza e per chi ha un minimo di dignità.
    Invece no, a quanto pare il giochino piace troppo.
    Cosa dire… Ce ne sarebbero tante di cose da dire… Il fatto è che si è tirata troppo la corda, e si è spezzata!
    Per aggiungere un tassello alla conoscenza dei fatti vorrei portare la mia esperienza, anche se scriverne mi costa fatica, tanta è stata la pressione subita in questi mesi (cioè da quando ho iniziato con entusiasmo ad occuparmi della pagina FB) che vorrei non averci più niente a che fare, metterci finalmente una pietra sopra e lasciarmi alle spalle questa brutta storia.
    Non so quanto sarà lunga questa mia lettera, cosa mi sentirò di dire man mano, vi chiedo in ogni caso di avere la pazienza di leggerla fino in fondo. Il coinvolgimento emotivo c’è.
    Innanzitutto mi aveva fatto piacere la nascita dell’associazione LAIF con il suo nobile e utile scopo, inizialmente non sentivo il bisogno di iscrivermi poiché io, da sempre, “viaggio da sola” , chi mi conosce sa che il mio tempo lo spendo in piazza per altre battaglie che ritengo più in sintonia con il mio essere e il mio modo di vedere attualmente la nostra società. Ho comunque detto sì a LAIF per la fiducia che ripongo in Andrea e Luciana, che sono persone oneste, sincere ed umili. Quando poi mi è stato chiesto se volevo occuparmi della pagina FB , ho messo a disposizione, con piacere e professionalità le mie competenze. Dopo i primi momenti di entusiasmo per la creazione della pagina e i primi riscontri positivi è cominciato per me un vero e proprio calvario. Nonostante avessi avuto da parte del presidente Andrea Milesi mano libera per la gestione della pagina (e come gestione libera intendo che ogni tanto avrei messo articoli, sempre inerenti la nostra finalità, ma esterni al sito, cosa che mi sembra normale per una pagina FB). Ma, ahimè, al primo mio articolo esterno sono subito stata attaccata e messa alla gogna da Phoebe, sostenuta in questo da Sergio. Questa questione è stata portata più volte all’attenzione del CD, dove la maggioranza mi ha sempre dato ragione, ma come dice Melissa, qui vince la minoranza.
    Secondo articolo esterno, secondo attacco di Phoebe, con i soliti toni e modi non proprio gentili, accompagnati dalle solite 3000 mail giornaliere (sabato e domenica compresi). Phoebe si è anche scusata più volte, ci siamo anche parlate alla festa degli HS e pensavo ci fossimo chiarite, ma, forse, è più forte di lei. Come un coccodrillo, mangia la vittima, piange, ma poi ricomincia… Fino a portarmi a scriverle la seguente mail/sfogo in risposta ad uno dei tanti attacchi che qui inserisco per far capire a che punto era arrivata la tensione.

    lun 21/05, 11:04
    Phoebe Raye Carrara;
    presidente@laifitalia.it

    “Cara” Phoebe,
    ogni volta che vedo nella mia posta il tuo indirizzo mail è un “colpo al cuore”, nel senso negativo, ovviamente.
    La sovrapposizione degli articoli è una cosa che, purtroppo, fa FB di sua iniziativa E NON CI SI PUO’ FARE NIENTE!!!
    Le due righe che accompagnano i post e gli hastag, quando ho tempo li scrivo, altrimenti va bene anche così, tra l’altro c’è sempre stato il problema della condivisione doppia degli articoli (prima sul mio profilo e poi da spostare su LAIF) in cui spesso se non mi ricordavo di fare il copia-incolla si cancellavano e, non sempre, avevo il tempo di riscriverli. Poi ho parlato con Marco di questo problema e lui lo ha prontamente e gentilmente risolto.
    L’articolo su Sara (come altri) è stato un articolo individuato da me (postato “orrore” fuori sito laif, tolto e poi rimesso da Sergio su LAIF), si era detto che si metteva il nome di chi propone o individua l’articolo, come mai non c’era il mio? (non che la cosa mi interessi, ma visto che si mettono i puntini sulle i…). L’altro “articolo” di Nunzia, probabilmente mi è sfuggito, può capitare NO? O siamo in un collegio Svizzero!!! Tra l’altro ho dovuto aiutare Nunzia per i loghi LAIF e la cosa mi ha portato via molto tempo (tranquilla… tanto non ho una mia vita, una famiglia, altre cose da fare, NOOOOOOOOO). Inoltre, ti ricordo, che tutto quello che sto facendo E’ VOLONTARIATO e non sono una tua dipendente, quindi modera i toni da DATORE DI LAVORO o MAESTRINA.
    Se non si hanno le competenze e le informazioni su come funziona FB evitiamo di continuare a criticare e giudicare. La pagina FB, se deve essere di aiuto al sito, deve funzionare ed essere visitata da più persone possibili! Era partita benissimo, arrivando a coprire più di 2000 persone (tantissimo, se rapportata a pagine simili per di più sponsorizzate, ora, dopo le varie diatribe, portate avanti da te e Sergio, che hanno portato ad un rallentamento della pagina, arriviamo a coprire poco più di 350 visualizzazioni. Peccato, ringrazio vivamente chi ha sempre REMATO CONTRO alla mia libera gestione della pagina.
    Ti chiedo di SMETTERLA di ossessionarmi, siamo al limite dello STALKING e io non ce la faccio più. Non capisco che problemi tu abbia con me. Vedi di darti una calmata e regolata o CANCELLO questa maledetta pagina FB.
    Ho messo in copia alla presente il Presidente dell’Associazione nella persona di Adrea Milesi (che valuterà se portare la cosa in consiglio), perché io non ce la faccio veramente più.
    Utente Anonimizzato

    Mi trovo anch’io d’accordo con quanto scritto da Angela Pierri riguardo ad un controllo continuo da parte di alcuni sull’operato dei referenti, mi chiedo però, come mai questo controllo non sembra mai essere stato esercitato sul sito, dove oramai ci si trova di tutto.
    Diciamo poi, che la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato lo sgradevole show messo in atto dal consigliere Sergio durante l’assemblea dei soci, tra l’altro in un contesto di festa: attaccare in modo così arrogante e offensivo il Presidente e parte del consiglio parlando di perdita di tempo quando lui e la segretaria ne hanno fatto perdere a tutti con il loro muro di gomma, infangare tutto il lavoro fatto fino ad allora dall’associazione LAIF e i suoi referenti, dicendo, tra le varie cose, che avevano tirato su solo 60 soci, (cosa che io reputo invece positiva, a soli due mesi dalla presentazione di LAIF) . La sensazione che io ho avuto, è stata quella di una scalata al potere da parte di questo consigliere, non solo ai danni del Presidente ma, all’ora attuale, di tutta l’associazione, solo per un desiderio narcisistico di tenere le redini.
    Purtroppo in questi mesi alcuni si sono riempiti la bocca di belle parole, tra le quali, “fiducia” “libertà” “democrazia” ecc ecc. Parole che non riflettevano assolutamente il loro vero pensiero.
    “Quello non mollerà mai la poltrona” , è stato detto. Questo invece Andrea ha saputo farlo e lo ha fatto con dignità e onestà. Forse, chi ha detto queste parole, tra poco sarà seduto su quella poltrona e avrà soddisfatto la sua ambizione.
    Quindi quando si ha a che fare con persone che “o la pensi come me, o la pensi come me” , persone che trasmettono una sensazione di prepotenza, rigidità e mancanza di fiducia, persone che hanno voluto prendere il “potere” rimpiazzando qualcun altro, io non riesco più a rapportarmi con queste persone e quindi a rimanere.

    Utente Anonimizzato

    Rispondi
  17. Chiedo a tutti se non sia il caso di contare chi resta con i due e chi se ne va insieme ai tre soci del cd. Che magari si ricomincia da un’altra parte, con più concretezza e sostanza, e meno relazioni e attività virtuali. Che la vita è fatta di persone in carne, ossa ed emozioni. Per fortuna. E le associazioni sono fatte da persone.

    Rispondi
  18. Buonasera a tutti,

    Ho aderito a Laif per la fiducia e la condivisione di intenti verso coloro che da anni lavorano a questo progetto. Penso che la sostanza dell’associazione stia nelle competenze e nell’esperienza in materia, in particolare sull’argomento “normative”, la cui conoscenza approfondita secondo me è la chiave per agire in questo sistema. è un lavoro per il quale la buona volontà non basta.
    Trovo, come hanno espresso anche altri, che non abbia logica che la maggioranza, che tra l’altro da anni lavora a questo progetto con passione, si dimetta e resti una minoranza. Questo non ha logica.
    Altra cosa che non capisco è come mai rimangano nel consiglio coloro i cui rispettivi coniugi hanno manifestato che non ne possono più e hanno pure votato contro il consiglio. Anche questo per me non ha logica.
    Mi dispiace dire così, ma senza il contributo di Andrea, Luciana, Melissa e sicuramente altri che non conosco, l’associazione per me perde di significato.
    Lo dico da un punto di vista razionale, senza emozionalismi, senza guardare alle amicizie per l’uno o l’altro e senza voler ferire nessuno.

    Grazie per tutto il lavoro che è stato fatto.
    Anna

    Rispondi
  19. Comunicato Gruppo Normativa

    Si informano i soci che il comitato normativa formato da Luciana Foti, Melissa Dietrick e Alessia Rossetti, ha rassegnato le sue dimissioni in data 10 giugno 2018.

    Il gruppo si è costituito a novembre, spontaneamente, per approfondire le norme di riferimento che riguardano l’istruzione parentale, e agevolare l’autonomia dei genitori, rispetto ad esse; il tutto, come nello spirito di Laif, con modalità di volontariato.
    Come strumento principale aveva a disposizione il sito di Laif.
    Dopo sei mesi il Comitato Normativa ha dovuto prender atto che era impossibile continuare a lavorare per l’associazione LAIF L’Associazione Istruzione Famigliare.
    Si rendono note le maggiori criticità ravvisate.

    Il mandato del Gruppo Normativa
    Uno degli intenti di Laif è (era) quello di aumentare l’assertività, la conoscenza e l’autoefficacia delle famiglie; in questo contesto il gruppo normativa doveva (avrebbe dovuto) affiancare nello studio della normativa e delle criticità i genitori stessi, non era (avrebbe dovuto essere) quello di redigere lettere al posto dei genitori.
    Più volte, invece, è stato richiesto da alcuni consiglieri e soci fondatori, di scrivere lettere (ad esempio ai Dirigenti Scolastici) sostituendosi, di fatto a chi avrebbe dovuto farlo, cioè i genitori.
    Il riconoscimento dell’importanza della non-delega alle istituzioni, secondo noi, non può fermarsi alla normativa e alle criticità che questa porta; Laif non deve (doveva) diventare una istituzione a cui delegare le proprie difficoltà.
    Ci sono network che con poche decine di euro all’anno “offrono” anche l’avvocato: Laif non era nata per fare la copia di ciò che già esisteva o, ancor peggio, per esserne l’alternativa dal punto di vista dei servizi offerti.
    Laif era nata per portare le istanze delle famiglie homeschooler presso le sedi opportune, quelle istituzionali.
    Queste richieste, ovviamente, hanno comportato lo spostamento costante dell’attenzione dal lavoro di studio a quello di redazione di lettere, lavoro che, oltre tutto, veniva richiesto in modo pressante date le scadenze a cui le famiglie erano obbligate.

    Pubblicazione sul sito Laif/Menù Normativa
    La problematica più grave ha riguardato la gestione del lavoro del comitato sul sito Laif.
    Durante il consiglio allargato di novembre 2017 (vedi verbale), veniva dato mandato per la costituzione del sito di Laif.
    Registrare un dominio, scegliere un template tra quelli proposti dalla piattaforma software e abilitare mail: questo era il lavoro da fare.
    Durante lo stesso consiglio (vedi verbale) Melissa metteva a disposizione la sua decennale esperienza e il materiale già presente sul sito di cui è proprietaria e co-admim (permesso momentaneamente revocato in data 11 giugno c.a. in attesa di comprendere la linea del nuovo consiglio e verificarne la compatibilità in termini di interessi, ideali e strumenti lavorativi).
    Durante il consiglio allargato di febbraio 2018 veniva esplicitata verbalmente la bozza della strutturazione del menù del sito (menu in divenire, come si può verificare dal verbale).
    Sempre a febbraio venivano consegnate alla referente del Gruppo Normativa, Luciana Foti, le “chiavi” per poter pubblicare in autonomia.
    In un primo momento veniva concordato che il comitato normativa non avrebbe pubblicato direttamente i propri lavori ma che li avrebbe inviati alla segretaria. Quest’ultima si incaricava della pubblicazione.
    Già qualche settimana dopo ci si è rese conto che la segretaria non conosceva la piattaforma web sulla quale si lavorava e mancava di esperienza; ciò rendevano difficili gli scambi comunicativi e la consegna a livello tecnico-operativo.
    Nello stesso periodo ci si è rese anche conto che il menù del sito di Laif non era assolutamente funzionale per quel che riguarda la coerenza delle categorie del menù: questo non permette, a nostro parere, la fruizione ottimale del materiale messo a disposizione dei soci e degli utenti tutti.
    Ci sono sottomenù/categorie messe a caso: ne sono un esempio lampante la modulistica inserita in categoria “Risorse”e gli “Approfondimenti Normativa” inseriti in “News”.
    Che la modulistica riguardante la dichiarazione annuale o l’autocertificazione delle competenze siano insieme alle “canzoni a tema”, a nostro parere, non è assolutamente efficace; così come non lo è l’accostamento nello stesso sottomenù degli “approfondimenti normativa” e della rassegna stampa.
    La cosa più grave è che alcuni articoli non sono stati ultimati perché non sarebbero potuti esser pubblicati in modo efficace con questo menù.
    A questo punto si è proposto di lavorare direttamente noi del comitato sul sito, forti della nostra pluriennale esperienza.
    La risposta è stata un secco NO, un “No” scritto dalla segretaria e dal web master (che ricordiamo non hanno mai avuto mandato di divenire comitato e unico gestore del sito dell’associazione).
    E’ stato sempre risposto “NO, non ci interessa ascoltarti, per ora continuiamo così”.
    No a chi da anni si occupa di web, a chi da anni è proprietario di siti con authority elevata, a chi da decenni di occupa, anche per lavoro, di posizionamento e SEO. Solo in due casi il web master ha accettato il supporto di un altro socio con più esperienza: la registrazione del dominio di Laif (ricerca dell’hosting più adatto, dei servizi accessori necessari ecc..) e quello della nuova normativa sulla privacy (GDPR) (in questo secondo caso per decisione unilaterale del presidente di Laif in qualità di rappresentante legale).

    Ci scusiamo coi soci ma riteniamo necessario condividere qualche informazione tecnica per far capire meglio cosa intendiamo.
    Spesso i lavori sulla normativa hanno bisogno di link in uscita alla norma di riferimento; questa normativa di riferimento deve esser pubblicata su pagine create appositamente.
    A noi è stato impedito di creare queste pagine adducendo la giustificazione che fosse meglio che le mani sul sito le mettessero all’inizio (?) solo due persone (moglie e marito n.d.r.).
    Quando abbiamo chiesto che fossero create ci è stato risposto che “avevamo deciso così e il menù resta questo almeno per il “momento” (?).
    Sia tramite chat che tramite mail abbiamo più volte palesato difficoltà nel lavorare sottostando a limitazioni che non condividevamo e di cui non ravvisavamo la necessità, fino a presentare in consiglio il 21 aprile una nostra bozza di menù (presente tra gli allegati del verbale in area soci; se qualcuno avesse dubbi sulla risposta che abbiamo avuto può leggere il verbale).
    Riteniamo che qualsiasi decisione assunta (e ribadiamo mai in consiglio direttivo ma solo in via informale e a novembre quando i lavori non erano neanche iniziati e il sito neanche esisteva), si possa modificare se ritenuta non (più) efficace.
    Durante il consiglio del 21 aprile a Chivasso (vedi verbale) veniva autorizzata la pubblicazione da parte di minori (sotto la responsabilità dei genitori), mentre il comitato normativa ancora non poteva farlo perché mancavano delle pagine indispensabili.
    Ribadiamo che il permesso di pubblicare è stato concesso (?) solo per i post/articoli (chiedendo comunque di non farlo “ancora”) che hanno una strutturazione nei siti diversa rispetto alle pagine.
    Il lavoro della normativa viene pubblicato quasi solo su pagine e, solo occasionalmente, sulla formattazione dei post/articoli.
    Quando ne abbiamo modificata una già esistente per renderla più funzionale, la nostra referente è stata redarguita e accusata di far le cose di nascosto (su un sito pubblico ??!!?!?!).
    Dal mese di febbraio un consigliere e sua moglie pubblicano in autonomia sul sito Laif (basta guardare chi, da gennaio, pubblica su Laif, il sito è di due famiglie); al gruppo normativa è stato impedito, di fatto, di pubblicare in modo coerente ed efficace.
    Solo le due famiglie dei consiglieri rimanenti nel cd (i cui coniugi ricordiamo hanno votato in assemblea contro la ratifica del consiglio e uno è anche il curatore del sito) hanno pubblicato/pubblicano, facendo di fatto da “filtro” a tutti gli altri referenti.

    A fronte delle problematiche che hanno riguardato:
    -la pretesa di controllo sul nostro operato, nonostante la nostra esperienza collaudata;
    -le continue pressioni per la pubblicazione di materiale richiesto;
    -l’arbitraria contrarietà alle nostre proposte di modifica “menù normativa”;
    -le critiche mosse da chi, al contrario di noi, non aveva mai lavorato o studiato comunicazione web, posizionamento sui motori di ricerca, o che conosce almeno un minimo di strumenti utili ad esso (basare le proprie affermazioni sulle statistiche del sito e non su un SEO o posizionamento keywords è imbarazzante);
    -il perpetrarsi di un atteggiamento osteggiante nei confronti del nostro diritto a gestire il sito nella parte che ci riguardava (vedi firme degli articoli sul sito Laif);
    -il sottintendere che il nostro lavoro per Laif fosse secondario rispetto a quello fatto per i nostri blog personali quasi ad accusare una forma di conflitto di interessi (ricordiamo che parliamo di blog personali e di un’associazione no-profit, non di multinazionali con bilanci da capogiro). A questo proposito specifichiamo che SE c’erano molti (?) link in uscita verso il sito di Melissa Dietrick “L’apprendimento in famiglia” è perché quello era il sito “madre” dal quale prelevavamo alcuni lavori già fatti per non doverli ripetere/copiare (quindi per ottimizzare i tempi) e perché la mancanza di un menù/sottomenù coerente su Laif costringeva di fatto a link esterni;

    abbiamo, per rispetto all’impegno assunto, consegnato gli ultimi lavori e rassegnato, contestualmente, le nostri dimissioni.

    Non è ragionevole (e ci fa sorridere), leggere ora che “tutto si può/poteva cambiare, che bastasse parlarne” dopo mesi in cui non è stato fatto, ed è stato ribadito al comitato che fosse corretto un tale stato delle cose.

    Luciana Foti, Melissa Dietrick, Alessia Rossetti

    Rispondi
    • Copio-incollo anche qua quello che ho già risposto sulla mail dell’ Agorà, citandonel testo tra le due righe direttamente dalla lettera di dimissione del comitato normativa:
      ———————————————————————————————————————————————————————————————-
      A fronte delle problematiche che hanno riguardato:
      -la pretesa di controllo sul nostro operato, nonostante la nostra esperienza collaudata;
      -le continue pressioni per la pubblicazione di materiale richiesto;
      -l’arbitraria contrarietà alle nostre proposte di modifica “menù normativa”;
      -le critiche mosse da chi, al contrario di noi, non aveva mai lavorato o studiato comunicazione web, posizionamento sui motori di ricerca, o che conosce almeno un minimo di strumenti utili ad esso (basare le proprie affermazioni sulle statistiche del sito e non su un SEO o posizionamento keywords è imbarazzante);
      -il perpetrarsi di un atteggiamento osteggiante nei confronti del nostro diritto a gestire il sito nella parte che ci riguardava (vedi firme degli articoli sul sito Laif);
      -il sottintendere che il nostro lavoro per Laif fosse secondario rispetto a quello fatto per i nostri blog personali quasi ad accusare una forma di conflitto di interessi (ricordiamo che parliamo di blog personali e di un’associazione no-profit, non di multinazionali con bilanci da capogiro). A questo proposito specifichiamo che SE c’erano molti (?) link in uscita verso il sito di Melissa Dietrick “L’apprendimento in famiglia” è perché quello era il sito “madre” dal quale prelevavamo alcuni lavori già fatti per non doverli ripetere/copiare (quindi per ottimizzare i tempi) e perché la mancanza di un menù/sottomenù coerente su Laif costringeva di fatto a link esterni;
      ————————————————————————————————————————————————————————————————————

      A te Luciana che ti conosco bene di persona e sei una persona che stimo moltissimo e di cui ho la massima fiducia, a te Melissa che conosco da tanti anni anche profondamente e anche alle persone di tutto il comitato Normativa mi spiace di tutto questo che è successo e che ho citato sopra! E non dubito affatto che sia successo tutto questo, considerata l’elevata onestà e moralità delle persone citate e che conosco bene!

      Un abbraccio a voi!

      Aggiungo che mi sono iscritta a Laif per la fiducia che ho in persone come Luciana e Andrea che stimo entrambi tantissimo e che conosco personalmente, dove non ci sono loro io non mi fido a stare, per me loro sono la garanzia di cui ho bisogno perché le conosco come persone molto oneste e attentissime all’etica e al rispetto degli altri . Se poi non dovessero esserci più in Laif persone come Melissa e Maria Grazia Lia la cosa si aggraverebbe ulteriormente, sempre per il disagio che provo a stare in un luogo dove non mi sento più rappresentata e dove non ho più fiducia a stare.

      Rispondi
  20. Cari soci,

    In questa sede si stanno raccogliendo contributi interessanti, che a loro modo tratteggiano alcune sfaccettature del fenomeno LAIF nel suo passato e in questo momento: grande spazio per pareri e sensazioni personali, che non riescono a persuadermi. Quindi trovo che non rappresentino ciò che è avvenuto e avviene.

    Mi conforta il richiamo alla logica, che di per sé non riassume l’essenza delle cose, ma aiuta ad orientarsi e ad uscire dalla dimensione soggettiva, che in un ambito di lavoro di gruppo non è sufficiente a sostenere il sistema. Appunto l’analisi logica richiede l’esame, la comparazione, la confutazione, la verifica.

    Uno dei rilievi che viene fatto all’organizzazione del lavoro in LAIF è che si è scritto tanto, troppo; bene, questo significa che ciò che è LAIF è lì scritto. Pertanto, se vogliamo procedere con logica, e io lo auspico, lo spero e invito tutti a farlo, ogni socio (art. 12 dello statuto) può verificare cosa è stato fatto, cosa è stato detto e quando e in che modo, con quali toni, con quale disponibilità al dialogo o altro. Chi ha proposto, chi ha attuato, fatto nascere, chi ha perseguito modalità che dessero sostanza all’idea di un’associazione partecipata con più o meno determinazione e correttezza e altro.

    Si vedano i verbali, i loro allegati, il sito, ecc. Per parte mia, metto a disposizione ogni materiale che possa portare chiarezza a questa faccenda. Se vogliamo stare nell’ambito della logica, ritengo che questa fase di analisi sia necessaria e da far precedere all’espressione di affermazioni che siano accreditabili di una sufficiente autorevolezza, anche perché sono rivolte a persone (“quei due”) che, per quanto mi riguarda, le ritengono più che leggermente infondate.

    Detto questo, invito chi legge queste brevi note a non credermi, o meglio, sarei grato che lo facesse eventualmente dopo aver verificato attentamente anche i particolari.

    Purtroppo in questo momento sono preso da altre vicende di vita e non posso dilungarmi oltre, appena sarò più libero cercherò di contribuire ulteriormente. Una buona analisi logica fa bene a tutti, a me per primo; almeno questo è un buon retaggio della scuola.

    Grazie dell’attenzione.
    Cordiali saluti.
    Sergio Leali

    Rispondi
  21. Aiutoo!!! Cerco di mettere in chiaro ciò “che mi è arrivato” dopo aver posto una semplice domanda… La risposta, come immaginavo, non è semplice e univoca, però dalle tante risposte credo di aver capito cosa è successo e ne sono profondamente addolorata.
    Laif deve essere considerata una risorsa preziosa e trattata con cura, non una risorsa che produce tanto in poco tempo, ma che produce poco e di gran qualità così da raggiungere più persone possibili ed aumentare di conseguenza il potere politico dell’associazione, è la natura che ce lo insegna: se vuoi tutto e subito alla fine ti impoverisci e basta.
    Il coinvolgimento dei soci che si mettono al servizio è sacro, come è sacro qualsiasi eventuale errore che essi possano fare se lasciati liberi di agire in un contesto di unione per il raggiungimento di un obiettivo comune.
    Ora devo fare di cena e brutalmente interrompo i figli reclamano…..la vita è anche questo….Buona serata a tutti

    Rispondi
  22. Ciao,

    Riprendo queste tematiche solo per chiedere chiarezza su un paio di punti del “comunicato” dell’ex comitato normative.

    Leggo nel “comunicato” dell’ex comitato normative che “veniva autorizzata la pubblicazione da parte di minori (sotto la responsabilità dei genitori)”, quasi a voler accusare il consiglio di un qualche complotto per escludere qualcuno.
    Vorrei chiedere una semplice precisazione, visto che la questione ha carattere generale e che i minorenni a cui si allude sono i miei figli.
    Mi preme precisare che la deliberazione in questione è stata presa alla fine del consiglio del 21 aprile a Chivasso, quando:
    • Sergio Leali, padre dei minorenni, aveva già lasciato la riunione, insieme a Carlo, uno dei minorenni in questione;
    • il consiglio era presieduto da Andrea Milesi;
    • gli altri consiglieri presenti erano Phoebe, Melissa e Alessia;
    • Luciana era presente;
    • dal verbale non risultano pareri sfavorevoli espressi né da Luciana, Alessia o Melissa, né da altri partecipanti alla discussione.
    I minorenni in questione intendono contribuire, attraverso il loro studio, la ricerca di canzoni e la traduzione di testi filosofici, pedagogici e letterari, alla crescita del sito e della cultura dell’homeschooling (1). La partecipazione dei ragazzi alla vita di LAIF è un progetto homeschooler che va oltre il sito: uno dei minorenni di cui sopra ha anche partecipato alla stesura dello statuto, a varie riunioni di consiglio, all’Assemblea dei soci e al convegno di Torino; entrambi hanno partecipato ai lavori del concorso per il marchio di LAIF: fare istruzione famigliare può essere anche questo. Se vi pare che ciò sia in contrasto con lo Statuto e/o con i principi di LAIF e/o con l’homeschooling, se ne può parlare. Nella nostra Carta dei servizi (diritti e dei doveri dell’associato) comunque si legge (cito testualmente): “La adesione formale a LAIF non è consentita in termini di legge a cittadini ancora minorenni e magari protagonisti di un proprio percorso di istruzione famigliare, ma questo non significherà renderli solo beneficiari passivi delle nostre attività, anzi, sarà compito essenziale e centrale del nostro agire renderli partecipi e protagonisti veri a tutti gli effetti.”
    Su richiesta di LAIF, è stata prodotta una liberatoria nei confronti dell’Associazione; comunque i minorenni non pubblicano (e non navigano) mai da soli, ma sono sempre accompagnati da noi genitori in queste attività.

    Un altro aspetto sul quale vorrei chiedere chiarezza è quello che riguarda “un consigliere e sua moglie” che da febbraio “pubblicano in autonomia sul sito Laif”.
    Si dà il caso che si tratti di due referenti, cioè di persone incaricate di curare alcune parti del sito. Esse stanno semplicemente svolgendo l’incarico ricevuto dal consiglio direttivo. E lo fanno, sia pubblicando materiale proprio, sia facendo da tramite per la pubblicazione di articoli di altri soci e non solo. Si tratta di prestazioni gratuite che non procurano altri vantaggi ai loro autori; se mai comportano il rischio di sbagliare proprio della azione del fare. Chiedo di chiarirmi cosa ci sia di male nell’espletare la propria funzione di referente e editor.
    Il consigliere suddetto, tale Sergio Leali, ha ricevuto in data 19 febbraio 2018 la stessa mail che hanno ricevuto anche Luciana Foti e Maria Grazia Lia (e successivamente anche altri editor), contenente le indicazioni operative per pubblicare sul sito in autonomia. Quindi anche le socie su indicate già a partire da quella data avevano la possibilità e l’incarico di pubblicare in autonomia ogni cosa ritenessero utile e opportuna per LAIF.

    Nel “comunicato” del’ex comitato normative, leggo anche: “il sito è di due famiglie”. Vorrei che mi si spiegasse su cosa si basa questa affermazione, incoerente con i fatti di cui sopra e con i dati di mia conoscenza. Il sito infatti si avvale di contributi e commenti di diversa provenienza e firmati da autori diversi, è aperto ad accogliere tutti gli stimoli costruttivi che riceve e non è di due famiglie, ma dell’Associazione Istruzione Famigliare.

    Ringrazio fin d’ora per la risposta.
    Saluti.
    Nunzia.
    ________________________________________________________________________________________
    (1) Per completezza, mio marito mi suggerisce di riportare qui lo stralcio di una sua risposta (3 aprile 2018) al consiglio direttivo:
    Quanto alle canzoni e alle traduzioni, queste sono elementi di cultura, spunti di riflessione, eventualmente anche di approfondimento e di discussione di tematiche legate all’istruzione famigliare. Oltre tutto, sono contributi che in altri siti o blog analoghi, a quanto ci risulta, non sono presenti. Questo lo vogliamo considerare come negativo? O in contrasto con lo statuto? Se è così, le togliamo!
    Nello statuto, nell’atto costitutivo, ecc, mi pare invece che si parli di promuovere la cultura dell’apprendimento in famiglia, di fare formazione e informazione, ecc.
    Art. 4 dello statuto: “LAIF nasce al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi… In particolare persegue finalità culturali ….”.
    E nella carta dei diritti e doveri si legge: “LAIF … si configura … come un soggetto aggregativo e rappresentativo, gratuito e democratico, per la libera espressione di idee e la la costituzione di un patrimonio di idee ed esperienze capaci di orientare e sostenere le scelte e le potenzialità creative delle singole famiglie che decidono di aderire.”
    Infatti, si è più volte visto che ci troviamo in questa situazione anche perché, negli anni, l’educazione parentale non è riuscita ad esprimere un’idea pregnante e convincente della propria natura. Naturalmente, le cose che abbiamo pubblicato per ora sono solo un inizio, una piccolissima parte del lavoro da fare (si vedano a proposito i siti stranieri). Ma, appunto, da qualche parte bisogna cominciare e, siccome sappiamo fare quello, abbiamo cominciato da lì. Si auspica che qualcun altro voglia arricchire il sito con altri contributi, in altri ambiti ma anche non.
    Le leggi e le circolari, finora, sono dei contenitori riempiti con la cultura della scuola e del sistema che la sostiene. Se noi pensiamo di avere qualche argomento, dobbiamo elaborare e produrre dei contenuti culturalmente corrispondenti alla nostra esperienza e cercare di sostituire ciò che non è evidentemente consono all’istruzione famigliare. E questi contenuti sono anche le canzoni, l’immaginario. Anzi, una finalità è proprio quella di creare un immaginario dell’istruzione famigliare. Quando uno pensa all’istruzione famigliare, gli si deve aprire una scena in cui compaiono degli elementi che ci rappresentano. E questo corrisponde alle finalità di LAIF.

    … e anche lo stralcio del contributo di Sergio Leali (mail del 18 aprile 2018) alla discussione del punto 13 all’ordine del giorno del consiglio di Chivasso (21/04/2018), indirizzato a tutti i consiglieri:
    Al fine di coinvolgere i nostri figli, in un’azione organica allo spirito dell’istruzione famigliare ed a quello del nostro statuto che apre ai giovani l’opportunità di interagire nel lavoro associativo, proporrei di far in modo che i minorenni figli di associati possano pubblicare a loro nome sul sito di LAIF. La responsabilità verrebbe assunta dai genitori che, come nell’istruzione famigliare e comunque nella normalità, esercitano i doveri che sono loro propri per legge civile e morale. Non relegherei il loro contributo in uno spazio riservato e specifico, in quanto limitativo rispetto all’interazione virtuosa che si può sviluppare in termini di apprendimento; anche questo è fare istruzione famigliare. Ad esempio, i nostri figli stanno pubblicando sul sito a mio nome dei lavori che svolgono loro personalmente, con la nostra assistenza: traduzioni e selezione di canzoni. Riterrei giusto e costruttivo, ai sensi di quanto detto sopra, che potessero pubblicare a loro nome i loro contributi all’arricchimento del sito ed alla cultura dell’istruzione famigliare. Anche il sito, a mio avviso, dovrebbe rispecchiare ciò che facciamo in istruzione famigliare cioè un lavoro di cooperazione tra grandi, piccoli, medi XXL, M, S, XL ecc. ecc.

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  23. Ciao a tutti,
    solo oggi riesco a riprendere queste email, scusatemi per l’attesa.
    Non vi nascondo che una parte di me, come prima reazione, ha cercato di tralasciare il fatto: la speranza di non avere a che fare con simili situazioni, era prevalsa.
    Ho lasciato trascorrere del tempo per riacquistare la serenità, la concentrazione nonchè il tempo a me necessari per scrivere la risposta.
    Sono molto dispiaciuta nel comprendere come si sentono e si sono sentite Luciana, Melissa ed Alessia…allo stesso tempo non posso negare, neppure a me stessa, quanto mi faccia male l’attribuzione di tanta malvagità!
    Che ci siano state incomprensioni reciproche, sfociate poi in interpretazioni, supposizioni, convinzioni?
    Il lavoro svolto da tutti noi per l’Associazione e quindi anche il mio, è sempre stato privo di ricavi personali, a parte la soddisfazione di aver contribuito ad un nuovo grande progetto, nato da una idea, accolta e condivisa fin dall’inizio da più persone.
    Le decisioni prese in questo tempo, dalla nascita dell’Associazione ad oggi, sono state ponderate e commisurate all’organizzazione della stessa, per renderla il più efficace e concreta possibile, considerando tutti i partecipanti alla vita associativa nonchè l’obbiettivo per cui è nata: l’istruzione in famiglia, quindi noi ed i nostri figli!
    Certo collaborare non è sempre facile, comunicare con chiarezza ed in serenità, ancora meno!
    Se tutti avremo il desiderio e la volontà di riprendere il lavoro lasciato a metà, in un discorso costruttivo e propositivo, sono certa che potremo proseguire ed andare oltre, superando la situazione difficile, per giungere anche a traguardi insperati.
    Io ho questa visione.
    Con l’augurio e la speranza che il tempo e gli obiettivi comuni e condivisi, possano aiutarci a ritrovare un senso di unione e serenità all’interno dell’Associazione,
    auguro una buona giornata a tutti,
    Phoebe

    Rispondi
  24. Cari soci,
    È con grande rammarico che annuncio in questa lettera la mia decisione di disassociarmi da codesta Associazione.
    I toni che sono stati usati nelle uniche comunicazioni ufficiali indirizzati a me da quando mi sono dimessa dal cd a maggio (sottolineo 3 mesi!!!) non li accetto e se sono i toni del presidente pro-tempore di LAIF, quindi i toni di LAIF, io con LAIF non voglio avere più nulla a che fare.

    Non so se avete potuto leggere la prima lettera ufficiale mandatami dal presidente dopo le mie dimissioni, e dopo la sospensione temporanea dei permessi di utilizzare materiale dal sito “L’Apprendimento in Famiglia”, ma vi dico che a me la semplice lettura mi ha chiuso lo stomaco e alzato il battito cardiaco.
    Ero sbalordita dal tono e dalla modalità usata.

    Vuole che io come amministratore metto un link sul sito “l’apprendimento in famiglia” che si trova per il momento a
    http://www.istruzionefamiliare.wordpress.com/

    Ma non lo scrive in maniera tale di invitare la mia interesse e buona volontà, anzi.

    Forse vi chiedete perché non ho mai messo prima un link di rimando dal sito di cui sono amministratore al sito di LAIFitalia?

    Perché anche se sin dall’inizio avevo delle perplessità sui primi scritti sul sito di LAIF, mi sono fidata del fatto che stessimo in rodaggio e che in qualche modo ci saremmo integrati, spiegati e compresi. Poi avevo da tornare a prendere la mano con wordpress, che non toccavo da quasi due anni (non ricordavo nemmeno più il mio password), e due figli 12 e 14enni (dei miei sette) da seguire in hs. I mesi son trascorsi e ad un certo punto mi sono chiesta se davvero questa associazione facesse per me. Anzi, ora mi rendo contro che ad un certo punto mi vergognavo dire che ne facevo parte.

    E’ inutile ritirare fuori la solita storia di “io ho scritto, tu non hai capito”, di “Si ma io intendevo, ecc”.

    Il problema qui non sono più i link, ne cosa ho detto via skype quasi un anno fa, ne cosa sia scritto in questo o quell’altro verbale. Il problema qui è una grossa mancanza di empatia e comprensione, e un attaccamento accanito alla forma “corretta” da seguire.

    Mi stupisce che questi primi mesi di lavoro del nostro CD è stato passato a studiare e elaborare il miglior modo per incastrare me, e conseguentemente le altre admin, a forzare un link dal sito “l’apprendimento in famiglia” previa espulsione dall’associazione stessa.

    Noi altri, invece, siamo stati a lavoro per tutti noi, per trovare il miglior modo di trasmettere a tutti, gratuitamente, quello che era la nostra scopo, visione e missione nell’associazione.

    A me importano i contenuti e le persone, non il rispetto cieco delle regole: se volete regolamenti su regolamenti, se volete andare a caccia delle streghe con chi non la pensano come voi, ecco fate pure. Ma non con me. Perché ho meglio da fare, e una bella vita da vivere.

    Chiedo scusa a chiunque sente di aver sprecato 20 euro (o più, se avete più soci in famiglia) per colpa mia. Se sei qui perché ti ho invitato io a farne parte, o sei qui perché sentivi che il mio nome faceva da garante, ti chiedo scusa e ti invito a pensarci bene prima di rinnovare la tua adesione, soprattutto se se hai una capacità o un bene che possa aiutare l’associazione, dal momento che pare che ci sia l’obbligo di condivisione con LAIF pena l’art 13. A me non è stato permesso neanche ripensarci.
    Attenzione!

    Se potessi, toglierei anche il mio nome dalla lista dei soci fondatori tanto mi vergogno di essere connesso a questa Associazione.

    Buongiorno a tutti.
    Melissa.

    [Avrei desiderato, per correttezza, allegare in qualche modo sia la mia lettera di revocazione permessi, che le lettere di questi primi giorni di Agosto, 2018 ma qui non c’è modo di inserire allegati ne foto quindi chi volesse vedere gli originali, può contattarmi privatamente a melissa.dietrick at gmail.com]

    Rispondi
  25. Cari soci,
    vi informo che rassegnerò le mie dimissioni da socia e, al contrario di altri, lo faccio come fosse una liberazione e con immensa gioia (e credo che al contrario di ciò che potranno scrivere, anche altri ne saranno sollevati, senza opposizioni si governa più agevolmente si sa).
    Lo faccio prima che la mannaia di quelle che personalmente ritengo “purghe staliniane” colpisca anche me.
    L’unico rimpianto è quello che non potrò vivere la prima grande assemblea di questo nuovo cd, assemblea di ratifica che, sicuramente, il presidente pro-tempore e la segretaria, rispettosi come sono della “forma”, dello Statuto e dei Codici, avranno calendarizzato a brevissimo ormai (mi perdo anche il nuovo stupendo regolamento che, sicuramente, è proprio a minuti dall’esser scritto ed approvato ad unanimità come veniva chiesto a noi).
    Noto che si torna sempre lì, alla forma Vs la sostanza; è sempre stato così, anche in cd quando eravamo insieme, c’era chi alla forma preferiva la sostanza e chi sulla forma e sui regolamenti basava tutta la vita dell’associazione, a costo di perdere collaboratori importanti e compagni di viaggio.
    Naturalmente io ero e sono per la sostanza, senza di essa, per me, la “forma” è assolutamente priva di senso e significato.
    Mi piace sottolineare come non vi sia una scelta più giusta rispetto all’altra, voi soci appoggerete chi riterrete sia più in linea con voi e vi regolerete di conseguenza per la vostra eventuale permanenza ulteriore in Laif.
    Cari soci, un consiglio: prima di prendere accordi per eventuali collaborazioni con questo cd o di palesare le vostre contrarietà, rileggete con calma gli ultimi scritti del Vostro presidente pro-tempore a Melissa e i verbali che cita, e andate sullo Zanichelli, a lui molto caro, a rinfrescarvi la memoria sulla differenza tra “autorevole” e “autoritario”.
    Non essendo una ipocrita, lascerò Laif senza augurarle il meglio, ma solo quelle che saranno le naturali conseguenze della azioni e delle scelte di chi la sta guidando ora (un consiglio direttivo in cui il silenzio dei consiglieri è veramente assordante).
    Da oggi, per fortuna, potrò dissociarmi apertamente senza il pericolo di incappare nell’art.13, da tutto ciò che viene pubblicato e dal messaggio che ciò porta all’esterno.
    Rimarrò sempre un socio fondatore, a testimonianza di quel che sarebbe potuto essere e non è stato.
    Abbiamo priorità molto diverse a cui dedicarci, è ora, per me, di dare il giusto spazio a queste e respirare aria nuova e pura.
    Chi vuole seguirmi, sa dove trovarmi :)
    Alessia

    Rispondi
  26. Con questa mia lettera intendo condividere con i soci l’intenzione di dimettermi anch’io da socio ordinario di questa associazione.
    Non c’è molto da dire, se non che l’incompetenza comunicativa di questo consiglio lo ha reso secondo me incapace di portare avanti l’obiettivo di rappresentanza che è sempre stato l’obiettivo principale di LAIF.

    Spulciare verbali e trovare pretesti per occuparsi di allontanare i soci, sia con, sia senza l’articolo 13 dello Statuto, grazie ad una dialettica di “Ho sempre ragione io”, mi sembra sufficientemente rappresentativo del fatto che con istituzioni e privati la collaborazione sia ormai minata. Onestamente non è questo l’apporto alle famiglie homeschoolers che auspicavo, soprattutto in un momento delicato come quello che stiamo vivendo. Non credo che la sezione materiali didattici, né quella di condivisione dei siti, né le borse di studio, né tutto lo spazio preso per additare la scuola come il luogo della repressione dell’umanità, siano di impatto costruttivo rispetto alla difficile situazione che le famiglie si trovano a vivere quotidianamente.

    Bisogna prendere atto che passi così azzardati per un consiglio che deve ancora essere ratificato, sono insensati, irrispettosi e autolesionisti.

    Non nutrivo speranze diverse quando si è formato il nuovo consiglio, ma, dopo le ultime allucinanti delibere, ho avuto solo conferme.

    Come per chi mi ha preceduto in questo passo, sarà un sollievo non fare più parte di questo luogo di non-rappresentanza.

    Luciana Foti

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  27. Mi spiace di quello che è stato fatto a Melissa in particolare, ma anche a Luciana e Alessia. Faccio riferimento a quanto già scritto in Agorà, dove qualcuno sottolineava l’importanza di mettere al centro il bene dei nostri figli e dico anche qua: è proprio per il bene di mio figlio che nonstarò ancora in questa associazione, visto come Melissa è stata cacciata fuori e per di più per tali inesistenti motivazioni!

    Ho molta stima di Melissa, è grazie a lei che mio figlio può fare scuola familiare, la conosco da tanti anni e le voglio bene. E’ grazie a lei che prima di questa legge si scoprì come non fare esami in modo legale. A Melissa io non ci rinuncio per il bene di mio figlio e di tutti i bambini homeschoolers e se lei se ne va io vado con lei dove va lei.

    Luciana la conosco da tanti annni e ci frequentiamo ormai da anni anche se noi viviamo a Milano e loro a Bergamo. Ho tanta stima di te, Luciana, ti voglio bene e ti conosco come una persona molto onesta e fidata e non ho dubbi su quanto anche tu abbia dovuto subire e mi spiace tanto e non mi fido a stare in un luogo dove una persona onesta come te è stata trattata in questi modi!
    Aggiungo che il comportamento del presidente Sergio Leali mi lascia basita e quello che è stato fatto a Melissa lo si può vedere ed è sotto gli occhi di chi vuole vedere, nonostante i tanti “bla bla” del presidente.

    Quanto prima invierò le mie dimissioni ufficiali da socia e la revoca dell’autorizzazione che avevo concesso di prelevare foto e immagini dal mio blog: http://lacasadiserendippo.altervista.org/

    Melissa, Luciana e anche se non ti conosco metto anche te Alessia: siete persone molto in gamba e con ottime qualità e competenze, io credo che se vi mettete insieme in un ambiente che vi sappia rispettare davvero farete cose meravigliose e io voglio essere li con voi con il mio piccolissimo contributo se per caso serve, perché credo molto in voi e il mondo degli homeschoolers ha bisogno del proficuo lavoro di persone come voi.

    Graziella De Giorgi

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  28. Ebbene si anch’io mi dissocio.
    Anch’io sono dispiaciuta per come si sono messe le cose, ho aspettato invano che qualcosa potesse prender VITA, dopo la burrasca dei mesi scorsi.
    Con molta probabilità ho sperato in chiarimenti insperabili.
    Ho creduto sino agli ultimi giorni qualcosa potesse cambiare.
    Invece, non solo nulla di tutto ciò è avvenuto, ma la lettera del nuovo presidente protempore mi ha lasciato con un amaro in bocca da farmi prendere la decisione di abbandonare.
    Non è questa l’associazione che negli anni passati avevo sognato, non è assolutamente questo il tipo di messaggio che speravo di lanciare alle famiglie che percorrono la strada dell’istruzione familiare!
    Si era parlato di comunicazione empatica, di trasparenza.
    Ho letto solo un messaggio, quello del potere!
    Non è questa la modalità con la quale gestiamo la nostra famiglia. Non è questa la modalità con la quale intendo affacciarmi e farmi conoscere e dare sostegno alle famiglie.
    Non sarei credibile, quindi… io non ci sto!
    A breve le dimissioni ufficiali da socia e la revoca dell’autorizzazione che avevo concesso per prelevare foto e immagini dal mio blog: http://5passidalmare.blogspot.com/
    Maria Grazia Lia

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