Welcome my son welcome to the machine
Where have you been?
It’s alright we know where you’ve been
You’ve been in the pipeline filling in time
Provided with toys and “Scouting for boys”
You bought a guitar to punish your ma
And you didn’t like school
And you know you’re nobody’s fool
So welcome to the machine

Welcome my son welcome to the machine
What did you dream?
It’s alright we told you what to dream
You dreamed of a big star he played a mean guitar
He always ate in the Steak Bar
He loved to drive in his Jaguar
So welcome to the machine

(Roger Waters, 1975)

Benvenuto figlio mio benvenuto alla macchina
Dove sei stato?
Va bene, sappiamo dove sei stato
Sei stato nell’oleodotto a riempiere il tempo
Provvisto di giocattoli e “Scout per ragazzi”
Hai comprato una chitarra per punire tua madre
E non ti piaceva la scuola
E sai di non essere il matto di nessuno
Quindi benvenuto alla macchina

Benvenuto figlio mio benvenuto alla macchina
Cos’hai sognato?
Va bene, ti abbiamo detto cosa devi sognare
Hai sognato una grande stella  che ha suonato una cattiva chitarra
Mangiava sempre in una bisteccheria
Amava guidare la sua Jaguar
Quindi benvenuto alla macchina

(Tradotto dall’inglese da Marco Leali)

Welcome to the machine

2 pensieri su “Welcome to the machine

  • 6 giugno 2018, 21:54 alle
    Permalink

    Buongiorno, sono un appassionato di musica ed in particolar modo di quella dei Pink Floid. Mi spiace dover notare che nella vostra presentazione del testo avete stravolto
    completamente il suo senso. Il tema di questa canzone è, in realtà, un attacco, una critica, al mondo discografico e dell’industria musicale dell’ epoca, che sfruttava i giovani
    talenti musicali per arricchirsi, tema ripreso anche nella canzone “Have a Cigar” presente nello stesso album.
    Tra l’altro la sola frase “e non ti piaceva la scuola” contenuta nel testo, non credo possa essere definita un attacco al sistema scolastico. Mi sembra un voler demonizzare
    la scuola a tutti i costi e tirar l’acqua al proprio mulino.

    Rispondi
  • Marco Leali
    14 giugno 2018, 12:22 alle
    Permalink

    Grazie, Fabrizio, per il tuo contributo. Volendo, tutto l’album “Wish You Were Here” può venir interpretato come una critica all’industria discografica. “Have A Cigar” è solo la canzone appositamente pensata per questo. Stiamo comunque parlando di canzoni che possono venir lette in tantissimi modi diversi. La mia interpretazione di “Welcome To The Machine” non è stata di un tentativo di demonizzare la scuola, ma piuttosto una critica al sistema. Questo comprende, ovviamente, l’industria discografica e anche la scuola.

    Rispondi

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