Report di telefonata con considerazioni

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Una famiglia che non ha fatto richiesta di esame ma ha presentato 7  mesi prima il progetto famigliare di istruzione, dopo esser stata contattata telefonicamente dalla scuola, decide di inviare un report di telefonata per precisare per iscritto quanto dichiarato al telefono.
L’occasione offre anche l’opportunità per ribadire e argomentare la propria scelta, richiamare il progetto famigliare già consegnato alla scuola, introdurre l’idea del portfolio con colloquio informale e chiedere riscontro alla Dirigente.

 

Rif.: Vostra chiamata del 00/00/0000

Oggetto: Report di telefonata e ulteriori considerazioni

 

Con la presente riassumiamo quanto è intercorso nel colloquio telefonico con l’addetta della segreteria dell’Istituto che Lei dirige, durante la chiamata di giovedì 00/00/0000 alle ore 00:00.
Chiediamo un vostro riscontro di verifica del presente report di telefonata, al fine di conservarne esatta documentazione.

Alla domanda se avessimo fatto richiesta scritta per “l’esame di idoneità alla classe successiva” per le nostre figlie AB e CD, abbiamo risposto di non aver proceduto in quel senso, come peraltro già anticipato durante il cordiale colloquio con Lei il XX/XX/XXXX, dove avevamo già illustrato in linea generale quale fosse il nostro intendimento in merito.

Sul tema accertamento abbiamo riferito che, nel nostro progetto di istruzione familiare per l’anno in corso in Vostro possesso (consegnato a Lei brevi manu il YY/YY/YYYY), sono state indicate le caratteristiche del percorso di istruzione da noi intrapreso e si sono proposte  modalità di accertamento organiche e consequenziali a tale percorso: il portfolio che raduna e documenta l’attività di apprendimento e il colloquio conoscitivo, formativo ed ulteriormente esplicativo del lavoro svolto.

 

A questo proposito cogliamo l’occasione per svolgere alcune argomentazioni.

Stante il presupposto fondante della natura dell’istruzione familiare, che risiede nella personalizzazione dei percorsi di apprendimento, è palmare che anche la fase di accertamento debba essere conseguente come auspicato nel DL 62/17.
Pertanto, non essendo nostra intenzione ora rientrare in ambito scolastico, ne consegue che non ha finalità la richiesta di “esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva”.

Facendo riferimento a quanto specificato anche nel decreto 62/2017 all’art.1 commi 1 e 2, in cui, in sintesi si sottolinea il carattere formativo ed educativo della “valutazione”, la personalizzazione dei percorsi e l’autonomia professionale dei docenti, si può ritenere che la nostra proposta di accertamento sia sostenibile nella sostanza e nella forma.
La norma richiamata ha come soggetti di riferimento gli scolari, ma le medesime finalità di personalizzazione e valorizzazione delle potenzialità individuali, come pure il riferimento alle linee guida (Indicazioni nazionali per il curricolo) del 2012/2018, sono tanto più evidenti e calzanti nel caso dell’istruzione parentale.

Non deve inoltre far da ostacolo alla professionalità dell’insegnante/dirigente valutatore, la parola “esame”, la quale può e deve essere declinata rispetto alla circostanza, ai sensi, appunto dell’art. 1 comma 2 del DL 62/2017: “La valutazione è coerente … con la personalizzazione dei percorsi e con le Indicazioni nazionali per il curricolo e le Linee guida di cui ai decreti del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010 N° 87, 88, 89; è effettuata dai docenti nell’esercizio della propria autonomia professionale”.

In riferimento alla finalità educativa tesa al miglioramento degli apprendimenti (D.L 62/2017 comma 1 e 2), nel caso specifico di giovani in istruzione familiare, si palesa una lampante incongruenza nella somministrazione dell’esame scolastico consueto, che prevede e presuppone una suddivisione degli apprendimento per materie (v. Indicazioni nazionali per il curricolo al cap. “L’organizzazione del curricolo”, § “Aree disciplinari e discipline” : “Le discipline, così come noi le conosciamo, sono state storicamente separate l’una dall’altra da confini convenzionali che non hanno nessun riscontro con l’unità tipica dei processi di apprendimento. Ogni persona, a scuola come nella vita, impara infatti attingendo liberamente dalla sua esperienza, dalle conoscenze o dalle discipline, elaborandole con un’attività continua e autonoma.”) e, anziché tener conto della necessaria e auspicata personalizzazione, richiede una omologazione del percorso di apprendimento della persona in istruzione parentale con il curriculum degli alunni che frequentano la scuola.

Per superare questa illogicità è necessaria una effettiva ed aperta collaborazione tra famiglia e docenti/dirigenti, i quali grazie alla loro autonomia professionale e soprattutto alle loro competenze pedagogiche sono certamente nella condizione di intervenire in modo virtuoso nel processo di apprendimento.
La loro azione di accertamento dell’effettivo e corretto impegno familiare per l’apprendimento della prole non può infatti porsi in dissonanza con la progettazione che i genitori hanno posto in atto nella piena e fattuale esecuzione del dettato costituzionale, che attribuisce loro il “dovere e diritto di istruire ed educare i figli. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti”, Art.30 della Costituzione.

Pertanto i servizi scolastici, in quanto soggetto che concorre e persegue l’interesse generale dell’istruzione e dell’educazione, non può esimersi dal porsi in un a atteggiamento collaborativo e sussidiario con la famiglia ai sensi dell’art. 118 della Costituzione. Essa infatti si  pone come istituto fondativo della società e come entità privata della quale lo Stato (e quindi i servizi che organizza, come la scuola) favorisce “l’autonoma iniziativa per lo svolgimento di attività di interesse generale sulla base del principio della sussidiarietà” (4° capoverso art. 118 Costituzione).

Ai sensi del predetto articolo costituzionale noi, come famiglia e come associazione di cui siamo associati LAIF (L’Associazione Istruzione Familiare), intendiamo proseguire nello spirito di dialogo e collaborazione che abbiamo riscontrato ad inizio anno scolastico.

Poniamo quindi alla vostra attenzione il documento “progetto familiare” che già avete in carico e la modalità di accertamento “portfolio e colloquio” che in esso abbiamo individuato e proposto.

Rimanendo a disposizione,

porgiamo cordiali saluti.

I genitori di AB e CD

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Nonostante tutto, il Dirigente forma la commissione d’esame e fissa unilateralmente una data per l’esame scolastico. La famiglia ribadisce le proprie posizioni e chiarisce i motivi per cui non si presenterà all’appuntamento.

 

N.B.: In alternativa al report di telefonata, è opportuno farsi mandare per iscritto le richieste della scuola e poi rispondere a quelle.

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