Destinazione Firenze

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Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di un’attività dei ragazzi e delle ragazze del Gruppo famiglie in istruzione parentale dell’associazione Il Custode: il racconto del loro viaggio a Firenze, di come l’hanno organizzato e di come l’hanno vissuto.

L’organizzazione della gita a Firenze

Senza fare differenze, anche durante questo percorso scolastico ci siamo autofinanziati la nostra gita, utilizzando i soldi ricavati da calendari progettati direttamente e solamente da noi. Inoltre, aggiungendosi ad essi, abbiamo anche usato dei fondi guadagnai dalla vendita, in piccoli mercatini, di prodotti fatti in casa realizzati da noi, come pane e o torte, e usato a noi inutile.

Con i ricavi di ciò abbiamo potuto acquistare i biglietti necessari per il viaggio in treno, l’alloggio temporaneo, che nel nostro caso è stato un ostello, e infine i soldi per i biglietti dei vari monumenti che abbiamo visitato. Dall’inizio di quest’anno scolastico, come con i precedenti, è stato deciso un tema generale: Leonardo da Vinci. Ad esso sono state collegate le varie materie in modo da approfondirlo in più ambiti: la gita, anch’essa ricondotta al tema principale, si è svolta a Firenze, proprio perchè era la patria del genio rinascimentale in questione. La data prestabilita per il nostro viaggio era il 19 e 20 febbraio 2026, durante questi due giorni abbiamo avuto la possibilità di ammirare e visitare diversi monumenti, insiame ad un museo dedicato pienamente a Leonardo da Vinci.

Basilica di Santa Maria Novella (Linda, II media)

Firenze

La costruzione della Basilica di Santa Maria Novella è iniziata nel 1279 ed è stata completata 80 anni dopo. E’ celebre per la sua facciata marmorea
rinascimentale, l’unica originale rimasta a Firenze. Al suo interno ha custodito capolavori inestimabili come il crocifisso di Giotto.
Appena siamo usciti dalla stazione, la facciata di Santa Maria Novella era lì a darci il benvenuto. Peccato per quel cielo grigio e la pioggia che sembravano toglierle un po’ del suo solito splendore… Ma nel primo pomeriggio, con il sole che brillava nel cielo armonioso abbiamo potuto godere, da un’altra prospettiva, una facciata stupenda della Basilica.

Cupola (Taila, II media)

Firenze

Dopo siamo andati a visitare la Cupola di Brunelleschi: prima di salire gli accompagnatori ci avevano avvisato che, per raggiungere la cima della Cupola, ci sarebbero stati 463 gradini da percorrere. Purtroppo alcuni di noi soffrono di vertigini e di claustrofobia, e quindi abbiamo fatto un po’ fatica a salire fino in cima.
Io non ho problemi a trovarmi in posti molto alti, anzi provo molto piacere, l’unico problema erano le pareti che circondavano le scale, che essendo molto strette non mi facevano respirare.
Arrivati in cima ci siamo precipitati (tranne i compagni che soffrivano di vertigini) sulle ringhiere che definivano lo spazio percorribile, a fare un centinaio di foto.

Tornando in piazza io e un mio amico ci siamo messi a contare tutti gli scalini, sono precisamente 424. Arrivati in piazza abbiamo fatto un cerchio dove ho esposto la mia ricerca.
Quella che vediamo sopra di noi è la Cupola progettata da Filippo Brunelleschi a Firenze, uno dei più grandi architetti del Rinascimento. La sua costruzione iniziò nel 1420 e si concluse nel 1436.

All’epoca era considerata un’impresa impossibile, perché nessuno sapeva come coprire uno spazio così grande senza usare enormi impalcature di legno.
Brunelleschi però trovò una soluzione rivoluzionaria. Progettò una cupola formata da due calotte (Due cupole sovrapposte che si sostengono): una interna, più spessa e portante, e una esterna, più leggera e decorativa. In questo modo la struttura risultava più stabile e meno pesante .Un’altra invenzione fondamentale è la disposizione dei mattoni a spina di pesce, che permetteva alla cupola di sostenersi da sola durante la costruzione, senza bisogno di impalcature interne. Grazie a queste innovazioni, la cupola non crollò mai ed è ancora oggi la più grande cupola in muratura del mondo.

Palazzo della Signoria (Chiara, I media)

Il Palazzo della Signoria, ora sede del Comune di Firenze, è stato costruito tra la fine del XIII° secolo e l’inizio del XIV°, è stato trasformato da severa fortezza medievale a sontuosa reggia rinascimentale, unendo così le due differenti epoche.

E’ stato eretto sulle rovine della famiglia ghibellina degli Umberti; la sua torre, inoltre, accoglie una piccola prigione detta Alberghetto dove è stato rinchiuso il Savonarola, un frate domenicano che predicava contro il Papa. Ora, fuori dalle porte del palazzo, ci sono alcune statue, oltre a quelle della Loggia, tra cui la copia del David di Michelangelo.
Le sue stanze sono impregnate di sfarzosità e sontuosità del Rinascimento, ospitavano il salone dei Cinquecento, decorato dal Vasari, e appartamenti (stanze) adornate e attentamente conservate.

Loggia (Giulio Cesare, II media)

Venerdì pomeriggio, dopo aver visitato esternamente il Palazzo della Signoria, ci siamo diretti verso la Loggia della Signoria, non tanto distante
dal Palazzo. Costruita tra il 1376 e il 1382, viene anche chiamata Loggia dei Lanzi perchè pare che lì si accamparono i lanzichenecchi nel 1527 di
passaggio verso Roma. Il Corpo di Guardia del Granduca Cosimo I, che alloggiava sotto la Loggia, era in parte composto da lanzichenecchi. Un’altra
interpretazione ritiene che il nome derivi dalle lance (lanze) quali armi usate dalla Guardia del Granduca.
È detta pure Loggia dei Priori oppure Loggia dell’Orcagna, per una sua errata attribuzione ad Andrea di Cione, soprannominato Orcagna, mentre la
realizzazione dell’opera è stata documentata come degli architetti Benci e Simone Talenti.
Ora la Loggia si presenta come un museo di opere rinascimentali all’aperto concessa al pubblico.

Il monumento che abbiamo potuto visitare a Firenze ci è piaciuto molto, anche se a causa del tempo limitato non lo abbiamo potuto approfondire. Mi ha fatto riflettere sul fatto che, tempo fa, ci fossero artisti in grado di ideare, progettare e costruire opere così affascinanti e durature negli anni.
Una cosa che mi ha colpito è stata la statua di Perseo che teneva nella mano la testa della defunta Medusa da lui uccisa.

Ponte vecchio (Daniele, III media)

Il Ponte Vecchio è il ponte più famoso e antico di Firenze, costruito nel 1345 e ancora oggi uno dei luoghi più iconici della città. È un ponte ad arco in pietra forte, lungo circa 95 metri e largo 20. Ha resistito anche alla grande alluvione del 1966.
L’attraversamento e la visita del Ponte Vecchio sono completamente gratuiti.
Essendo un ponte pubblico, è aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza necessità di biglietti.
Noi l’abbiamo visto sia il primo che il secondo giorno, andando a prendere il gelato. A me personalmente è piaciuto, però me lo aspettavo più restaurato: c’era tutto l’intonaco scolorito e a pezzi. Secondo me è comunque un ponte eccezionale perché ci sono molti negozi e la vista dell’Arno è fantastica.

Il Giardino di Bobili (Teresa, III media)

Alle spalle di Palazzo Pitti si estende per circa 30 ettari il Giardino di Boboli.
La superficie è divisa in modo regolare e i giardini hanno nel complesso una forma vagamente a triangolo allungato, con forti pendenze. Ci è subito parso immenso, e le numerose vie affiancate da alberi maestosi e aiuole colme di fiori ci hanno decisamente colpito. Abbiamo fatto tappa in quasi tutti i monumenti, dalla Fontana del Nettuno all’Obelisco Egizio posto al centro dell’anfiteatro, dietro Palazzo Pitti, escludendo però i musei, che, purtroppo, non abbiamo neppure intravisto.
A partire dai percorsi centrali poi si sviluppano una serie infinita di terrazze e viali a dir poco scenografici, in un’esauribile fonte di ambienti curiosi e prospettici.
Oltre all’architettura, il Giardino di Boboli è una riserva botanica antica e straordinaria che ospita:

  • Collezioni storiche di agrumi
  • Il giardino delle camelie
  • Molti labirinti e boscaglie accuratamente potati, affiancate da ninfee selvatiche e rose datate.

Inoltre, esso è popolato da diverse statue monumentali, molto antiche e di grandi dimensioni, che siamo riusciti a vedere, entrando pienamente nell’epoca rinascimentale.

Campanile di Giotto (Gabriele, II media)

Le tre cose che ci hanno colpiti di più sono state la sua altezza e maestosità, il fatto che per finirlo ci siano voluti tre architetti, ma la cosa che ci è piaciuta più di tutte sono state le facciate in marmo di molti colori.
Le sue fondamenta furono scavate attorno al 1298. Nel 1334 Giotto di Bondone subentrò nell’incarico di capomastro. Vasari, nella Vita di Giotto, riferisce del suo arrivo «l’anno 1334 a dì 9 di luglio, al campanile di S. Maria del Fiore», quando iniziò a occuparsi subito della costruzione del primo piano del campanile.

La posizione insolita del campanile, allineato con la facciata, riflette la volontà di conferirgli una grande importanza e maestosità. Giotto fornì un progetto originale del campanile, con una terminazione a piramide leggermente schiacciata. Tuttora l’altezza del campanile visitabile al pubblico è di 85 metri e il numero degli scalini per salire sulla sommità è 398 originali a cui si devono aggiungere 15 che fanno parte della prima rampa di accesso.
Vi consiglio di andarlo a vedere e spero che piaccia anche a voi come è piaciuto a me.

Battistero di San Giovanni (Gioia, II media)

Firenze

Dopo la visita al Museo del Duomo, siamo andati al Battistero, che si considera una costruzione di maestri romani dopo le devastazioni degli ostrogoti. Nell ‘300, con la nuova cronica di Giovanni Villani, si trova per la prima volta la tradizione che il battistero fosse frutto della riconversione a uso cristiano di un tempio romano dedicato a Marte. Si pensa che sia stata la mano di un solo architetto a progettarlo. Ha una forma ottagonale, che si riferisce all’ ottavo giorno, ovvero il giorno del battesimo.

Quando siamo entrati, i miei occhi si sono illuminati: vedere un piccolo pezzo del mosaico più grande del mondo realizzato in soli cinque anni, mi ha stupito molto, era per lo più oro, eccetto qualche pezzo ramato o via di lì. Ma sono restata delusa da una cosa: il mosaico principale era coperto da teli di nylon, forse perchè gli operai lo stavano pulendo, ci sono rimasta alquanto male. Ma ci sono state altre cose molto belle e affascinanti, come la Porta del Paradiso, anche se era una copia. Ammirare le placcature in “oro”, come ho citato prima, mi ha affascinato particolarmente.

Uffizi (Francesco, I media)

Venerdì 20 febbraio siamo andati a visitare gli Uffizi a Firenze, era una bella giornata di sole con una brezza leggera.
La Galleria degli Ufizi a Firenze, fondata nel 1560 da Cosimo I De’ Medici e progettata da Giorgio Vasari, è uno dei musei più celebri al mondo che ospita tra le più grandi collezioni di Botticelli, Raffaello, Leonardo, Giotto e Michelangelo.
Alcuni dei capolavori imperdibili che si possono trovare:

  1. Sandro botticelli: la nascita di venere e la primavera
  2. Leonardo da Vinci: l’annunciazione e l’adorazione dei magi
  3. Michelangelo: il tondo doni
  4. Raffaello: la Madonna del Gardelino
  5. Caravaggio: lo scudo con la testa di medusa e il bacco
  6. Tiziano: la Venere di Urbino

Oggi la galleria fa parte del complesso delle gallerie degli Uffizi che include anche
palazzo Pitti ed il giardino dei Boboli.

Galleria del Vasari (Vittorio, I media)

In centro a Firenze, vicino a Palazzo Pitti e a Palazzo Vecchio, si trova la famosa Galleria del Vasari. Detta anche corridoio Vasariano, è un passaggio sopraelevato di circa 750 metri progettato da Giorgio Vasari nel 1565.
Il Corridoio Vasariano è stato costruito per il Matrimonio di Francesco de’ Medici con Giovanna d’Austria.
Questa struttura permetteva di garantire sicurezza e discrezione ai Medici, per esempio potevano transitare in sicurezza sopra le strade e il Fiume Arno.
Il percorso offre una vista unica sulla città attraverso piccole finestre, storicamente usate dai Medici per osservare le strade senza essere visti.
Il Corridoio Vasariano è un percorso che inizia dagli Uffizi, attraversa ponte Vecchio (circondando la torre dei Manelli) e passa per Santa Felicità e termina nel giardino dei Boboli.
Purtroppo non abbiamo potuto visitare la Galleria del Vasari perché non avevamo abbastanza tempo.

Conclusione sulla gita a Firenze

Concludendo possiamo dire che questa mitica gita ci è stata di insegnamento sia a livello culturale che personale, abbiamo imparato a essere flessibili, più responsabili, adeguarci al meteo, essere prudenti e gestire i soldi … grazie a questa esperienza il nostro gruppo è diventato più unito e ribelle.

Credits: Foto del Gruppo famiglie in istruzione parentale dell’associazione Il Custode

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