Leggevo ultimamente una frase in un articolo che mi ha colpito: “se decidessimo di insegnare ai bambini dai 6 mesi a camminare, parlare,… con dei metodi, degli educatori,… nel giro di una generazione tutti penserebbero che non è più possibile imparare da soli.”

Sarebbe pura follia!!! Probabilmente è quello che è successo anche per la scuola tradizionale, dai 6 anni in su…

Avendo la fortuna di poter osservare la nostra ultima piccolina che ora ha 18 mesi, mi sorprende ogni giorno la quantità di cose che impara da sola, imitando, osservando, ripetendo,…

Quello che ho notato soprattutto è la moltitudine di tentativi, fallimenti, “sbagli” (esperienze!) che si fanno da piccoli prima di raggiungere un obiettivo!! Un’altra cosa di rilievo è la tenacia dimostrata dalla maggioranza e la loro originalità!

Pensando a quando iniziano a muoversi, prima di arrivare al camminare: avete mai osservato quante fasi intermedie ci sono e di quanti tipi, perché OGNUNO E’ DIVERSO!? Chi inizia a rotolare, chi striscia, chi gattona e chi no, chi preferisce stare seduto e si muove poco, chi non è mai riuscito a stare fermo un secondo già da piccolo,… e si potrebbe continuare all’infinito!

Se nessuno ci mette il becco, ogni piccolino impara con i suoi tempi, le proprie modalità e… raggiunge il suo obiettivo (e anche qui potremmo dilungarci: non tutti abbiamo gli stessi obiettivi)!

Siccome il tema delle difficoltà di apprendimento (con tutte le etichette e psicosi che comporta attualmente nella nostra società) mi sta particolarmente a cuore, sto cercando di capirlo meglio guardandolo da vari punti di vista. Avendo la fortuna di praticare da 3 anni l’Istruzione Parentale (Homeschooling) con i nostri figli più grandi di (11 e 9 anni), si è aperto per me un mondo per quanto riguarda l’apprendimento! Pian piano, sto uscendo dagli schemi che mi sono stati insegnati, che ho accettato in passato di fare miei e così, tutto diventa molto più articolato, più complesso da capire (non avendo regole e certezze), ma affascinante quando si torna ad avere più fiducia nella natura, nei bambini.

Così, continuando nell’osservazione della nostra piccolina, notavo come sta imparando pian piano a parlare. La sua modalità, attualmente, è cercare di ripetere le parole e quasi sistematicamente solo il finale. Al momento, capisce bene quello che gli viene detto sia in Italiano che in Francese, senza aver fatto niente di particolare se non parlargli. La cosa più affascinante è la soddisfazione nei suoi occhi quando riesce ad imitare i suoni, a ripetere a modo suo una parolina e penso… Cosa succederebbe se ogni volta che sbaglia, qualcuno fosse lì a giudicare e insistere per far ripetere la parola esatta? Probabilmente, perderebbe il suo entusiasmo, si arrabbierebbe, forse se la prenderebbe e potrebbe bloccarsi…

Per fortuna, non c’è nessuno che le sta facendo dei test di idoneità o di certificazione, altrimenti sono convinta che lei e la maggioranza dei neonati sarebbero già etichettati! Ci sono bambini che privilegiano il movimento in primis, per arrampicarsi, vedere il mondo dall’alto, per correre dietro ai fratelli più grandi e cercare di seguire i loro ritmi,… c’è chi preferisce il linguaggio come priorità,… e tutto viene da sé.

Quando inizi ad avere più bambini in casa, tuoi e anche piccoli e grandi compagni di gioco, ti rendi conto della moltitudine di tempistiche, temperamenti, caratteri e puoi sorprenderti di quanto magnifica sia la natura nella sua diversità!!

Ed ecco che così diventa assurdo pensare che un bambino, perché è dello stesso anno di nascita dei suoi coetanei, sia per forza in un “range statistico” e se non lo è, questo sia un problema!

Ultimamente, ho sempre più conferme, testimonianze nelle quali bambini lasciati liberi di seguire i propri ritmi, ma soprattutto i propri interessi, con fiducia, pazienza e rispetto da parte di chi gli sta vicino, riescono a superare alcune loro difficoltà e a diventare autonomi nelle loro attività, che sia di lettura, scrittura, far di conto, per esempio… spesso nel mirino dei confronti e delle valutazioni.

La società ci porta ad aver fretta, a dover entrare in “scatole” per alcuni troppo strette,… ma sappiate che non è una regola. Alternative ce ne sono sicuramente, però per ognuno la soluzione è diversa e spesso è solo il bambino che potrà trovare la propria strada, la propria motivazione ed è questo che fa paura: non avere binari da seguire, confronti con i quali rassicurarsi, specialisti ai quali chiedere consiglio,… La ricetta è una sola: FIDUCIA NEI NOSTRI FIGLI.

Non tutti faranno questa esperienza, però credo sia importante sapere che ci sono altre strade, sfidanti, ma ci sono… al di fuori della comfort zone e oltre le etichette!

Questo è un punto di vista e… ce ne sono molti altri!

Buone esperienze a tutti!

Morena Franzin

Articolo già pubblicato a questo link sul blog “Montagne azzurre” e sulla pagina facebook “Homeschooling Belluno“.

Letture sul tema:
“Lettera a un bambino che ha paura della matematica”, Camillo Bortolato
“Non è colpa dei bambini”, Daniele Novara

Fiducia nei bambini

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