Nell’articolo di Corrado Zunino (edizione online di Repubblica del 17 settembre 2021) si asserisce che i ragazzini che non vanno a scuola sono triplicati rispetto all’anno 2018-2019.

L’articolo, per certi versi interessante, fornisce una quantificazione del fenomeno.

Dal 2018-2019, ultimo anno scolastico prepandemico, al 2020-2021, la stagione appena lasciata alle spalle e vissuta tutta sotto la pressione del virus, gli homeschooler sono passati da 5.126 a 15.361.

I dati sono del ministero dell’Istruzione, resi pubblici da AdnKronos …
… nel 2019-2020 gli allievi in homeschooling erano ancora soltanto 6.212: la forte crescita è arrivata quando si è compreso che il coronavirus non sarebbe stata un’infezione passeggera.

Naturalmente, l’articolo segnala delle differenze sensibili fra i diversi cicli di istruzione.
L’istruzione parentale conoscerebbe la sua massima diffusione nella scuola primaria. Alle superiori, invece, l’homeschooling non sarebbe così diffusa. Forse perché dopo una certa età si diventa “privatisti”.

Studiano a casa soprattutto i bambini delle scuole elementari: nelle due stagioni prese in considerazione sono passati da 2.243 a 10.046.
Alle medie gli homeschooler nel 2020-2021 sono diventati 4.368, più che raddoppiati rispetto ai 2.058 del 2018.
Nelle secondarie superiori la scelta delle famiglie in questa direzione è decisamente più contenuta: erano 825, sono saliti a 1.030 e, quindi, riscesi a 947.

La nostra percezione è che i numeri possano essere ancora più elevati, soprattutto alle superiori.

Certamente esistono delle differenze anche regionali, non contemplate nel testo.

Nel contesto dell’articolo sull’homeschooling viene ripreso lo spazio dedicato a questo tema lo scorso anno.

Il fatto che i ragazzini istruiti fuori dalla scuola siano triplicati in così breve tempo indubbiamente rende conto di un malessere nel sistema dell’educazione ed una volontà di trovare delle soluzioni alternative. Tuttavia al tempo stesso apre a problematiche nuove, sia sul piano amministrativo che su quello culturale.

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La Repubblica: triplicati gli homeschooler

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