L’esame di maturità: indicazioni per i privatisti

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esame

L’occasione della recente emanazione dell’ordinanza N° 5 del 22 marzo 2024 sull’ “Esame di stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2023/2024” ci offre l’opportunità per fare il punto sull’esame di maturità.

Sommario

    La piattaforma “Unica” e il “capolavoro”

    Sono le novità di quest’anno.

    “Unica” è il nome della piattaforma attivata dal Ministero per la costituzione del curriculum di ciascuno studente. Una sorta di e-portfolio personale che raccoglie la carriera dello studente e nel quale confluiscono tutte le informazioni sul percorso di studi, sulle certificazioni eventualmente conseguite e sulle attività extrascolastiche. Il curriculum è costituito da più sezioni, alcune di competenza della segreteria (della scuola d’esame) ed altre di competenza del singolo studente.

    Su un’apposita sezione della piattaforma si può caricare, tra l’altro, anche il cosiddetto “Capolavoro”: un prodotto personale che rappresenta un’esperienza di rilievo e segna una tappa significativa nel processo di crescita e di sviluppo delle competenze dello studente. Oppure che in qualche modo rappresenti la sua storia e riassuma le caratteristiche del suo percorso.
    Può avere la forma di un elaborato, un progetto, un’attività ad esempio sportiva. Non sono considerati “capolavori” le tesine, i riassunti, le relazioni o le semplici narrazioni di lavori svolti. Non è sufficiente raccontare un’esperienza. 
    Esiste un video su YouTube predisposto dal Ministero per la presentazione del “Capolavoro”.

    Il “Capolavoro” potrà rientrare nel colloquio d’esame.
    Il curriculum dello studente verrà allegato al diploma e potrà essere tenuto in considerazione da parte della commissione d’esame.

    Tutti i candidati all’esame di maturità possono accedere al portale e caricare i documenti e/o inserire le informazioni richieste. E’ previsto che ciò avvenga prima dell’esame preliminare. Solo dopo il superamento del preliminare, il loro curriculum verrà consolidato dalle segreterie.

    A questa pagina del sito del Ministero si possono scaricare le linee guida relative e si può ricevere assistenza alla compilazione delle sezioni di propria competenza su “Unica”.

    L’ordinanza ministeriale sulla maturità

    Questa ordinanza in gran parte richiama le norme già note e contiene indicazioni utili per chi si appresta a sostenere l’esame di maturità, compresi i privatisti, definiti candidati esterni.

    La riportiamo qui sotto e di seguito focalizziamo i punti più significativi.

    Il calendario per tutti

    Mese di maggio: esame preliminare sul programma della classe quinta (ed eventualmente, per chi ne fosse sprovvisto, anche l’esame di idoneità agli anni precedenti).
    19 giugno 2024 alle ore 8:30: prima prova scritta predisposta a livello nazionale. I candidati potranno scegliere fra sette tracce diverse.
    20 giugno 2024: seconda prova scritta predisposta dai docenti della commissione cui il candidato è assegnato; i docenti predispongono tre tracce e il giorno della prova si procederà al sorteggio.
    La disciplina oggetto di prova è stata stabilita dal Ministero, tra quelle caratterizzanti il percorso di studi. E’ disponibile un apposito motore di ricerca sul sito del Ministero per conoscere le discipline oggetto della seconda prova e quelle affidate ai commissari esterni. Quest’ultimo dato è utile per prevedere l’impostazione del colloquio. Le scuole d’esame dovrebbero già conoscere quali discipline sono affidate ai commissari interni.

    Conclusa la correzione degli elaborati e la pubblicazione dei risultati delle prove scritte, comincerà il colloquio pluridisciplinare, che sarà costituito da più momenti: l’analisi di materiale proposto dalla commissione, l’educazione civica, eventualmente una relazione personale sulla propria esperienza di PCTO (per chi l’ha fatto).

    I candidati privatisti

    Requisiti di ammissione all’esame di maturità

    I requisiti per poter sostenere l’esame di maturità da candidati esterni restano invariati:

    • compiere almeno 19 anni nell’anno solare in cui si svolge l’esame e poter dimostrare di aver assolto al dovere di istruzione
    • avere sostenuto l’esame di terza media da almeno tanti anni quanto dura il corso superiore (in generale, cinque)
    • oppure essersi ritirati dalla frequenza dell’ultimo anno di corso entro il 15 marzo 2024.

    I candidati esterni devono aver presentato domanda all’ufficio scolastico regionale territorialmente competente entro il 30 novembre 2023.

    Ordinanza – Articolo 4
    (Candidati esterni)

    L’ammissione dei candidati esterni è subordinata al superamento in presenza degli esami preliminari di cui all’art. 14, comma 2, del d. lgs. 62/2017, disciplinati all’articolo 5.

    Ai sensi dell’articolo 14, comma 1, del d. lgs. 62/2017, sono ammessi all’esame di Stato, in qualità di candidati esterni, coloro che:
    a) compiono il diciannovesimo anno di età entro l’anno solare in cui si svolge l’esame e dimostrano di aver adempiuto all’obbligo di istruzione;
    b) sono in possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado da un numero di anni almeno pari a quello della durata del corso prescelto, indipendentemente dall’età;
    c) sono in possesso di titolo conseguito al termine di un corso di studio di istruzione secondaria di secondo grado di durata almeno quadriennale del previgente ordinamento ovvero del vigente ordinamento o sono in possesso del diploma professionale di tecnico di cui all’art. 15 del d. lgs. 226/2005;
    d) hanno cessato la frequenza dell’ultimo anno di corso prima del 15 marzo 2024.

    Gli studenti delle classi antecedenti l’ultima che soddisfano i requisiti di cui al comma 2, lettere a) o b), e intendono partecipare all’esame di Stato in qualità di candidati esterni, devono aver cessato la frequenza prima del 15 marzo 2024.

    L’ammissione dei candidati esterni all’esame di Stato è disposta anche in mancanza del requisito di cui all’articolo 14, comma 3, ultimo periodo, del d. lgs. 62/2017, in relazione alle attività assimilabili ai PCTO, come ridenominati dall’articolo 1, comma 784, della legge 30 dicembre 2018, n. 145.

    I candidati esterni sostengono l’esame di Stato sui percorsi del vigente ordinamento. Non è prevista l’ammissione dei candidati esterni all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione:
    a) nell’ambito dei corsi quadriennali, nei percorsi di istruzione di secondo livello per adulti e negli indirizzi di cui all’art. 3, comma 2, del d.P.R. 15 marzo 2010, n. 89, non ancora regolamentati;
    b) nelle sezioni funzionanti presso istituti statali e paritari presso i quali sono attuati i percorsi di cui ai decreti EsaBac ed EsaBac techno;
    c) nelle Province autonome di Trento e Bolzano, con riferimento all’esame di Stato collegato al corso annuale previsto dall’art. 15, comma 6, del d. lgs. 226/2005, e recepito dalle Intese stipulate tra il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e le predette Province autonome, a eccezione di coloro che, dopo aver frequentato il corso annuale, siano già stati ammessi all’esame di Stato, ma non lo abbiano superato. L’ammissione di tali candidati è in ogni caso subordinata al superamento dell’esame preliminare.

    Non è consentito ripetere l’esame di Stato già sostenuto con esito positivo per la stessa tipologia o indirizzo, articolazione, opzione. Negli istituti professionali del vigente ordinamento, ai candidati già in possesso di un diploma del previgente ordinamento è consentito svolgere l’esame di Stato nello stesso indirizzo solo nel caso in cui il percorso del vigente ordinamento si differenzi dall’articolazione od opzione di cui posseggono già il diploma con riferimento al quadro orario degli insegnamenti impartiti e/o al codice ATECO e/o al codice NUP di cui alla “Nomenclatura e classificazione delle Unità Professionali (NUP)” che caratterizzano il percorso.

    Rispetto al passato, le novità riguardano soprattutto il PCTO e le prove INVALSI.

    PCTO

    Il 28 febbraio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto Milleproroghe 2024, ossia il decreto-legge 30 dicembre 2023, n. 215, coordinato con la legge di conversione 23 febbraio 2024, n. 18 che conferma che lo svolgimento delle ore di PCTO non sarà requisito di accesso all’esame di maturità. I percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento saranno comunque argomento da affrontare nella prova orale.
    E’ prevista una variazione alla scansione delle parti del colloquio per chi non ha fatto il PCTO.

    Prove INVALSI

    Le Prove INVALSI saranno un requisito d’esame per la Maturità del 2024. La partecipazione a tali prove è quindi obbligatoria ai sensi del D.Lgs. 62/17.
    L’esito entrerà a far parte del curriculum su “Unica”, ma non fa media, né influisce sul voto finale.

    Esame preliminare

    I candidati esterni dovranno superare l’”esame preliminare volto ad accertare la loro preparazione sulle discipline previste dal piano di studi ...”, cioè l’esame conclusivo della classe quinta.
    Nel caso in cui questi studenti non avessero una delle idoneità agli anni precedenti, dovranno sostenere anche gli esami relativi.

    Ordinanza – Articolo 5
    (Esame preliminare dei candidati esterni)

    2. Gli esami preliminari consistono in prove scritte, grafiche, scritto-grafiche, compositivo/esecutive musicali e coreutiche, pratiche e orali, idonee ad accertare la preparazione dei candidati nelle discipline oggetto di verifica. Il candidato che sostiene esami preliminari relativi a più anni svolge prove idonee ad accertare la sua preparazione in relazione alla programmazione relativa a ciascun anno di corso; la valutazione delle prove è distinta per ciascun anno.

    8. L’esame preliminare è sostenuto di norma nel mese di maggio e, comunque, non oltre il termine delle lezioni, davanti al consiglio della classe collegata alla commissione alla quale il candidato esterno è stato assegnato.

    9. Il dirigente/coordinatore, sentito il collegio dei docenti, stabilisce il calendario di svolgimento dell’esame preliminare. Ferma restando la responsabilità collegiale, il consiglio di classe può svolgere l’esame preliminare operando per sottocommissioni composte da almeno tre componenti, compreso quello che la presiede.

    10. Il candidato è ammesso all’esame di Stato se consegue un punteggio minimo di sei decimi in ciascuna delle discipline per le quali sostiene la prova.

    11. L’esito positivo dell’esame preliminare, anche in caso di mancato superamento dell’esame di Stato
    ovvero di mancata presentazione all’esame di Stato, vale come idoneità all’ultima classe del percorso di istruzione secondaria di secondo grado cui l’esame si riferisce.

    Nel caso di un cambio di indirizzo di studi, i ragazzi sono tenuti a sostenere gli esami integrativi, cioè gli esami nelle materie previste dal nuovo piano di studi ma non presenti in quello precedente.

    Credito scolastico per l’accesso all’esame di maturità

    Si tratta di quei punti di credito derivanti dagli esiti degli esami di idoneità alla classe quarta e alla quinta, cui si aggiunge l’esame preliminare.

    Art. 11 comma 8

    Per i candidati esterni sono previsti e disciplinati i seguenti casi particolari:

    a) per i candidati esterni che siano stati ammessi o dichiarati idonei all’ultima classe a seguito di esami di maturità o di Stato, il credito scolastico è attribuito dal consiglio di classe davanti al quale sostengono l’esame preliminare:
    i. sulla base dei risultati delle prove preliminari per la classe quinta;
    ii. nella misura di punti otto per la classe quarta, qualora il candidato non sia in possesso di promozione o idoneità alla classe quarta;
    iii. nella misura di punti sette per la classe terza, qualora il candidato non sia in possesso di promozione o idoneità alla classe terza.

    b) per i candidati esterni in possesso di promozione o idoneità alla classe quinta del corso di studi, il credito scolastico relativo alle classi terza e quarta è il credito già maturato nei precedenti anni.

    Le prove d’esame

    Gli artt. 19 e 20 disciplinano le prove scritte, il 21 la loro correzione.

    L’art. 22 specifica le regole per il colloquio. I suoi commi 3, 4 e 5 dispongono lo svolgimento del colloquio:

    3. Il colloquio si svolge a partire dall’analisi, da parte del candidato, del materiale scelto dalla commissione/classe, attinente alle Indicazioni nazionali per i Licei e alle Linee guida per gli istituti tecnici e professionali. Il materiale è costituito da un testo, un documento, un’esperienza, un progetto, un problema, ed è predisposto e assegnato dalla commissione/classe ai sensi del comma 5.

    4. La commissione/classe cura l’equilibrata articolazione e durata delle fasi del colloquio e il coinvolgimento delle diverse discipline valorizzandone soprattutto i nuclei tematici fondamentali, evitando una rigida distinzione tra le stesse e sottolineando in particolare la dimensione del dialogo pluri e interdisciplinare. I commissari possono condurre l’esame in tutte le discipline per le quali hanno titolo secondo la normativa vigente, anche relativamente alla discussione degli elaborati relativi alle prove scritte, cui va riservato un apposito spazio nell’ambito dello svolgimento del colloquio.

    5. La commissione/classe provvede alla predisposizione e all’assegnazione dei materiali all’inizio di ogni giornata di colloquio, prima del loro avvio, per i relativi candidati. Il materiale è finalizzato a favorire la trattazione dei nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline e del loro rapporto interdisciplinare. Nella predisposizione dei materiali e nella assegnazione ai candidati la commissione/classe tiene conto del percorso didattico effettivamente svolto, in coerenza con il documento di ciascun consiglio di classe, al fine di considerare le metodologie adottate, i progetti e le esperienze realizzati, con riguardo anche alle iniziative di individualizzazione e personalizzazione eventualmente intraprese nel percorso di studi, nel rispetto delle Indicazioni nazionali e delle Linee guida.

    Il suo comma 6 dell’art. 22 precisa le regola del CLIL.

    Per quanto concerne le conoscenze e le competenze della disciplina non linguistica (DNL) veicolata in lingua straniera attraverso la metodologia CLIL, il colloquio può accertarle qualora il docente della disciplina coinvolta faccia parte della commissione/classe di esame quale commissario interno.

    Il comma 7 sottolinea la necessità di rispettare il dettato dell’art. 20 D. Lgs. 62/17 nei casi di candidati con disabilità.

    Il comma 8, lettera b) precisa gli aspetti relativi allo svolgimento del colloquio nei casi di studenti che non hanno svolto il PCTO:

    per i candidati che non hanno svolto i PCTO, il colloquio valorizza il patrimonio culturale della persona a partire dalla sua storia professionale e individuale, quale emerge dal patto formativo individuale, e favorisce una rilettura biografica del percorso anche nella prospettiva dell’apprendimento permanente.

    Consulta la griglia di valutazione del colloquio.

    L’ordinanza contiene anche disposizioni per gli alunni con disabilità (art. 24) o con certificazione DSA o BES (art. 25).

    L’articolo 26 disciplina i casi di assenza dei candidati alle prove d’esame, la sessione suppletiva e quella straordinaria.

    L’art. 29 contiene le regole relative alla pubblicazione dei risultati.

    L’art. 33 contiene disposizioni concernenti le regioni autonome.

    Consulta le domande e risposte frequenti sull’istruzione parentale alle superiori.

    Credits: Foto di F1 Digitals da Pixabay

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