
Quando l’esame di maturità, lungi da essere un momento di crescita personale, diventa un percorso ad ostacoli, sia sul piano ammnistrativo che su quello cognitivo e relazionale, è richiesta determinazione, preparazione, costanza.
Per fortuna non tutte le esperienze sono così.
Dalla testimonianza che segue, scritta da una mamma veneta, emerge quanto il ragazzo, oltretutto certificato DSA, si sia meritato il diploma di maturità, e i genitori quello di pazienza.
Il nome del protagonista è stato scelto a caso.
Sommario
L’assegnazione della sede d’esame
Dopo aver inoltrato la domanda d’esame con modulo cartaceo (per problemi con l’uso dello SPID) , siamo rimasti in attesa di risposta per un mese circa.
Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo 2024 riceviamo una richiesta di chiarimento dall’ufficio scolastico regionale tramite PEC. Ci manifestano la loro difficoltà a comprendere il motivo per cui non abbiamo presentato la domanda sulla piattaforma.
Risolto il malinteso, ci assegnano il nome dell’istituto statale sede d’esame (nella provincia di Vicenza).
Constatiamo che l’istituto assegnatoci è noto per il suo atteggiamento poco amichevole nei confronti dei privatisti.
Avendo fortunatamente tenuto nota di nomi, cognomi e numeri di telefono dei responsabili per le domande di maturità all’ interno dell’ufficio scolastico regionale, ho chiamato armandomi di costanza e pazienza. Dopo tre tentativi andati male per loro assenze, finalmente parlo con la persona giusta. Le chiedo il motivo per cui ci hanno assegnato a quell’istituto e non sa rispondermi.
Allora le indico l’istituto che vorremmo, dicendo che molto probabilmente ci sarà un trasferimento proprio in quelle zone e saremmo agevolati. Detto ciò, controlla e mi conferma che si può fare.
Poi mi dice di attendere alcuni giorni per contattare l’istituto, in modo che questo abbia il tempo di ricevere la comunicazione.
I programmi e le date dell’esame preliminare
Il 13 marzo ci contatta l’istituto statale sede d’esame. Oltre ai programmi, richiedono parecchi altri documenti. Dopo aver saputo che Claudio ha la certificazione DSA, mi dicono che devo andare di persona a portar loro l’originale.
Ci comunicano che entro il 22 marzo dobbiamo presentare tutti i programmi svolti per agevolare il lavoro dei docenti che possono, eventualmente, integrarli per gli esami di ammissione alla maturità. Ci dicono anche che nel frattempo possiamo fare riferimento ai programmi dell’anno precedente, indicandoci il link.
Questo perché intendono svolgere gli esami di ammissione nella prima settimana di maggio.
Per poter fare gli esami con tranquillità, Claudio ha mantenuto tutti gli anni come scadenza ultima per finire e inoltrare i propri programmi il 30 aprile, per poter avere il tempo di ripassarsi tutto. Ovvio che questo comporta uno sforzo notevole, visto che, normalmente, gli alunni frequentanti terminano i loro programmi a giugno.
Il fatto di dover anticipare tutto di un altro mese ha comportato ulteriori difficoltà a livello pratico, economico e psicologico, viste le sue problematiche (DSA e carenza di memoria di lavoro).
Le richieste di integrazioni dei programmi d’esame
Una volta consegnati i programmi in segreteria, in linea con le Indicazioni nazionali, (pur avendo delle differenze fisiologiche, dovute alla scelta di libri di testo diversi rispetto al liceo sede d’esame) cominciano ad arrivare integrazioni di ogni tipo.
Questo nonostante avessimo constatato di aver fatto anche più argomenti rispetto a loro, confrontando i nostri programmi con i programmi dell’anno precedente dell’istituto stesso. Queste integrazioni sono state richieste con la condizione di doverle svolgere in nemmeno un mese di tempo. Mese in cui Claudio ha dovuto terminare parallelamente i suoi programmi, integrarli ulteriormente e nel frattempo ripassare tutto il programma fatto per tutte le materie. Naturalmente, nel frattempo doveva andare avanti e indietro per fare visionare i suoi lavori per discipline pittoriche e plastiche. Ha investito inoltre altro tempo prezioso per fare i bozzetti in argilla, recandosi nel laboratorio dello scultore che lo ha seguito nel suo percorso.
Per dare un’idea più precisa della mole di lavoro, facciamo alcuni esempi delle integrazioni richieste.
Discipline plastiche
Per discipline plastiche inizialmente hanno richiesto 5 lavori di scultura su 5 avanguardie del 900 che dovevano comprendere: schizzi, progetto finale in scala, bozzetto in argilla e relazione, poi ritrattati a 3, dal professore stesso, ma ancora più complessi perché ha voluto che ognuno di essi fosse una rielaborazione di più avanguardie messe assieme.
Nonché altri studi sulla figura umana intera. Lavori che comportano un sacco di tempo che in quel momento Claudio non poteva avere.
Il programma presentato per discipline pittoriche, siccome molto ricco, è stato messo in dubbio, per cui abbiamo redatto un fascicolo contenente tutte le foto che ne comprovassero lo svolgimento e che abbiamo consegnato assieme ad un portfolio digitale con video.
Lascio ogni giudizio ai lettori.
Discipline pittoriche
Per discipline pittoriche la professoressa ha voluto integrare con studi sulla figura umana perché, secondo lei, mancava in toto una materia di studio che si fa al liceo: laboratorio della figurazione. Materia per la quale Claudio ogni anno ha svolto gli esami di idoneità.
Inglese
Nonostante avessimo confrontato il nostro programma con quello di un altro liceo scientifico della nostra provincia e constatato di aver fatto anche di più, per Inglese ci hanno chiesto di aggiungere l’intero periodo del Romanticismo, con autori e testi da ripassare (cose che mio figlio aveva fatto lo scorso anno e per le quali aveva già superato l’esame).
Storia dell’arte
Per storia dell’arte Claudio ha dovuto preparare due ulteriori movimenti artistici, con autori e opere e ben 5 nodi tematici da sviluppare, mettendo in relazione autori e opere di diversi periodi e movimenti artistici.
Filosofia, educazione civica, italiano, storia e scienze motorie
Per filosofia abbiamo dovuto integrare i nostri programmi con altri autori, opere e letture (per le quali abbiamo dovuto acquistare i testi in dotazione al liceo al 4° e 5° anno).
Per educazione civica, italiano, storia e scienze motorie, fortunatamente, sono stati accettati i nostri programmi, anche se diversi.
Sottolineo che tra marzo e aprile Claudio è stato molto male per quanto riguarda la salute, ma nonostante questo ha affrontato tutto con fermezza.
L’esame preliminare
L’ultima settimana di aprile ci viene comunicato che gli esami si sarebbero svolti dal 2 al 13 Maggio. Esso era costituito dalle seguenti prove, da svolgere in momenti diversi:
- prove scritte di italiano, matematica, storia dell’arte, inglese (che un giorno prima ci comunica che la prova sarebbe stata, non la solita comprensione del testo, ma una prova su tutta la letteratura inglese dell’anno),
- prove di laboratorio: di plastiche, pittoriche, laboratorio di figurazione plastica e laboratorio di figurazione pittorica (ogni giorno un laboratorio),
- prova pratica e teorica di scienze motorie,
- l’orale su tutte le materie.
Il quiproquo sulla certificazione DSA
Mi preme sottolineare che, presentata la certificazione in corso di validità, ci è stata contestata per alcuni errori presenti (fatti dall’ULSS di riferimento e dai suoi stessi medici specialisti), quasi a sottintendere che fosse in qualche modo falsa. Errori che erano evidentemente dovuti a sviste nella stesura della certificazione. Nonostante abbiamo esposto questo alla responsabile in segreteria, abbiamo dovuto recarci all’ULSS di riferimento per chiedere se fosse possibile, non tanto rifare la certificazione (cosa impossibile viste le liste d’attesa e i tempi stretti), ma almeno correggerla. Fortunatamente abbiamo trovato un medico gentile che ha capito subito il problema e ci ha aiutato.
Gli esiti dell’esame preliminare
Nonostante tutti questi imprevisti, Claudio supera brillantemente gli esami e risulta ammesso alla maturità con un bel punteggio in crediti. Esami iniziati il 2 maggio e finiti il 13.
Il “documento del 15 maggio”
Il 15 maggio ci arriva il “Documento” (66 pagine) che contiene tutto ciò che gli alunni frequentanti hanno svolto in classe (con i loro libri di testo in dotazione).
N.d.r. Il “documento del 15 maggio” è un atto prodotto dal consiglio di classe per ciascuna classe quinta, in vista della maturità. Esso contiene tutti gli elementi necessari a “presentare” la classe alla commissione d’esame: programmi, informazioni sulla continuità didattica, ecc. E’ chiaramente un documento riferito esclusivamente a quella determinata classe. Non si coglie il nesso con il privatista, anche per il fatto che a presentarlo è un organo della scuola, il consiglio di classe, estraneo al percorso del privatista.
Da tale documento la commissione trae il materiale (foto, articolo, simbolo, ecc…), dal quale il candidato deve partire per esporre e collegare le varie materie durante il colloquio orale. Chiediamo se tale documento sia valido anche per gli esterni (visti gli esami appena superati e relative integrazioni pensavamo di essere a posto !!) e ci viene risposto di sì.
Faccio un’osservazione: per quale motivo una commissione d’esame non può attenersi ai programmi svolti dal candidato esterno, visionati integrati e poi verificati con esami scritti e orali? Visto che anche, passando da un liceo all’altro con libri di testo e professori diversi, non essendoci programmi ministeriali da osservare, ma linee guida generali, i contenuti svolti sono diversi? Se la commissione passa da un liceo artistico ad un altro della stessa provincia, trova contenuti diversi e ad essi si adegua. Perché nel caso di uno studente privatista questo non può avvenire, in base a quale fonte del diritto? Non è fortemente discriminatorio?
La nostra strategia per l’esame orale
Tornando al documento, dopo averlo analizzato in ogni sua minima parte, abbiamo constatato che in un mese scarso (inizio esami 19 giugno) era impensabile riuscire a studiare tutto ciò che i professori avevano svolto in classe durante un anno. E, aggiungo, che è anche fuori da ogni logica e buonsenso.
Claudio decide di concentrarsi sui ben 8 nodi tematici, sui quali risulta che la commissione dovrebbe basarsi (cosa ribadita dalla preside nella riunione preliminare e scritta su una delle slide mostrate in riunione stessa) e fa ULTERIORI integrazioni. Claudio studia anche tutta la parte di educazione Civica fatta dalla classe durante l’anno, nonché completa 4 documenti digitali in PowerPoint relativi a portfoli, pittoriche, plastiche, Pcto e Capolavoro.
La piattaforma Unica e il Capolavoro
Nel frattempo continuiamo ad accedere alla piattaforma del Ministero per completare l’inserimento del curriculum e consumiamo accessi SPID con SMS. Dopo parecchi tentativi, ci accorgiamo che il codice fiscale con cui Claudio è stato inserito nel sistema è errato; per questo motivo l’accesso con il codice fiscale corretto non era possibile.
Subito dopo aver risolto questo inghippo, scopriamo che la piattaforma è in ristrutturazione. Questo ci impedisce di caricare il Capolavoro.
La preparazione all’esame di maturità
Claudio arriva agli esami sfiancato, ma, essendo sempre stato un buon osservatore, è cosciente di chi e cosa si troverà ad affrontare. Si prepara fino all’ultimo assieme ai professori che lo hanno seguito in questi anni, i quali ci confermano le sue capacità di fare collegamenti e di saper esporre correttamente.
Ci dicono inoltre che l’esame orale della maturità non è più un esame che va a verificare la preparazione sulle materie (quella è già stata verificata con l’esame preliminare) ma è una verifica delle capacità di fare collegamenti, esporre, fare riferimento tra le materie tenendo il focus sui nodi tematici ….
Le prove scritte
Gli scritti si svolgono regolarmente e producono un punteggio che, complessivamente, è superiore al credito minimo per avere la promozione.
In altre parole, Claudio si presentava al colloquio orale con tutte le carte in regola, non solo per essere promosso, ma anche per ottenere una valutazione molto buona, considerando anche come erano andati gli esami degli anni precedenti.
Il colloquio
Ebbene il colloquio orale si è svolto in modo un po’ singolare.
Claudio non si è sentito nelle condizioni idonee per poter esporre liberamente gli argomenti e fare tutti i collegamenti tra le materie come avrebbe voluto.
Nel ricevere il documento di partenza (una foto, “Forme nella continuità dello spazio” di Boccioni, opera d’arte del Futurismo), ha cominciato la sua esposizione con sicurezza. Tuttavia, si è sentito incalzare dalle domande che gli venivano rivolte sia dai commissari che dal presidente. Si è sentito interrotto continuamente e ha avuto la sensazione forte che la commissione lo portasse lontano dal nodo tematico con domande su argomenti che nulla avevano a che fare con il materiale presentato.
Quindi ha dovuto cercare disperatamente di riprendere il filo conduttore affinché il colloquio risultasse coerente.
Per la materia di storia gli è stato chiesto di esporre il Secondo Dopoguerra: gli è parso evidente che le domande c’entrassero poco con il documento di partenza e che alla fin fine gli facessero fare confusione. La cartellina delle mappe concettuali (cui aveva diritto in quanto DSA) era stata messa in disordine. Quando l’ha aperta se l’è ritrovata sottosopra. Questo ha aumentato il suo disagio durante il colloquio. Nonostante ciò, ha esposto correttamente quanto richiesto.
Gli interventi frequenti del presidente e dei commissari non lo hanno messo nelle condizioni di poter dimostrare le proprie conoscenze e competenze. Non gli è stato dato modo di esporre la parte di educazione civica, che risulta essere stata comunque valutata (in base a cosa, se non è stata esposta?). Il PCTO (fatto e consegnato in Power Point come richiestoci) è stato esposto solo in minima parte .
Nonostante tutto, Claudio è uscito con una valutazione discreta, anche se non corrispondente al suo livello di preparazione.
L’accesso agli atti
Successivamente abbiamo presentato la richiesta agli atti per verificare la correttezza dello svolgimento delle formalità e delle prove.
Anche qui abbiamo dovuto inoltrare la richiesta due volte. Ci hanno risposto che avremmo ricevuto i documenti dopo il pagamento di una marca da bollo senza, però, dirci COME avremmo dovuto pagare o consegnare la stessa. Abbiamo dovuto contattare altre segreterie per capire che avrebbero dovuto inviarci un modulo con QR code.
Comunicata loro la richiesta di questo modulo, ci hanno mandato i documenti dicendoci che abbiamo fatto “perdere ” molto tempo al personale (secondo la legge 241/90 le PA hanno degli obblighi verso i cittadini, quindi nessuna perdita di tempo; è un nostro diritto). Nei documenti pervenuti è stato scritto a penna dalla preside che non abbiamo pagato, ma che le copie degli atti amministrativi ci sono state consegnate comunque.
Nell’allegato leggiamo che confidano nella consegna della marca da bollo a mano o via raccomandata, viste le numerose visite che avremmo fatto presso la segreteria, come a sottintendere altro. Ricevuta l’informazione sul come far avere loro questa marca da bollo, abbiamo subito provveduto a spedirla con raccomandata A/R, di cui abbiamo tracciato e controllato dal sito delle poste l’avvenuta ricezione da parte della segreteria stessa.
Ad oggi (ferragosto 2024), controllati tutti i documenti, risulta mancante la parte relativa al colloquio orale di Claudio e risultano non osservate le indicazioni della certificazione DSA per quanto riguarda la valutazione della prima prova scritta.
Considerazioni conclusive
Vorrei sottolineare che noi privatisti non siamo delinquenti. Stiamo esercitando un nostro diritto che è sancito dalla legge. Chi ci ostacola, invece, sta violando la costituzione e un nostro diritto!
Ci chiediamo come mai tutto questo livore.
Da parte nostra siamo sereni, rispettiamo le nostre scadenze, presentiamo sempre correttamente la nostra documentazione, svolgiamo ogni anno gli esami, quindi ci chiediamo qual è il motivo per cui dobbiamo essere trattati in questo modo?
Una mamma veneta
Credits: Foto di Alexandra_Koch da Pixabay