Sabato 27 ottobre si è tenuto l’incontro su “Famiglia, istruzione e nuove pratiche educative”, a San Giorgio in Salici, presso “Il Cerchio” Atelier di espressione di Barbara Arduini.

Alla presenza di un folto gruppo di genitori, tutti estremamente motivati, si sono affrontate tematiche di grande interesse e attualità.

 

Barbara Arduini ha parlato di ecologia dell’infanzia,  un movimento francofono fondato da Andrè Stern, che si propone il rispetto della natura del bambino. Il tipo di educazione di cui oggi c’è estrema necessità è un’educazione creatrice che tenga conto delle disposizioni naturali del bambino.

“Tutti noi veniamo al mondo con il miglior dispositivo di apprendimento che sia mai stato inventato: per imparare non c’è niente di meglio che giocare. Imparare non è un mestiere: imparare è l’effetto secondario del gioco, l’apprendimento è quel che resta del gioco. Per il bambino imparare e giocare sono sinonimi. Siamo noi adulti che nella nostra organizzazione del mondo abbiamo separato le due cose. Non solo le abbiamo separate, ma le abbiamo posizionate agli estremi opposti sulla scala della serietà: il gioco non è per niente serio e l’apprendimento è serissimo. In questo modo abbiamo completamente degradato il gioco. Il gioco è relegato a quando ci avanza tempo. Ma è proprio il gioco invece la cosa più seria dell’infanzia.” (Dall’intervista ad Andrè Stern nel film Figli della libertà)

Il gioco è, innanzitutto e soprattutto, un’espressione di libertà. È ciò che si “vuole” fare in opposizione a ciò che si “deve” fare (Peter Gray – Lasciateli giocare).

L’ecologia dell’infanzia ci pone dinnanzi alla responsabilità di avere atteggiamenti educativi che rimettano al centro i bisogni del bambino e da parte nostra la grande fiducia nelle sue potenzialità, come sottolinea anche Hillman con la ‹‹teoria della ghianda››, l’idea, cioè, che ciascuna persona sia portatrice di un’unicità che chiede di essere vissuta e che è già presente prima di poter essere vissuta.” (James Hillman, 1996) Il bambino fin dalla nascita porta con sé, in embrione, tutto ciò che gli serve per svilupparsi. O come racconta bene Sir Ken Robinson nel suo libro The Element, il riconosciuto guru mondiale nel campo dell’educazione e dello sviluppo delle capacità individuali, Ken Robinson, può trovare sé stesso e il proprio “Elemento, il punto in cui le cose che amiamo fare e quelle per cui siamo portati si ritrovano insieme” (Ken Robinson, 2009).

Per sostenere lo sviluppo di un’ecologia dell’infanzia c’è bisogno di tempo. E c’è bisogno di ricomporre l’essere umano … l’essere umano è fatto di relazioni e per le relazioni c’è bisogno di tempo, c’è un bisogno assoluto di ritornare alla terra.
Nella Bibbia Adam è l’uomo Adamah è la terra … questa connessione spero ci faccia riflettere.
Una coscienza ecologica ci chiede di essere i custodi della terra, della vita, dell’essere umano.

 

Elisa Rocchi ha sottolineato la necessità di un impegno concreto per raggiungere una maggiore  conciliazione dei tempi famiglia – lavoro, per accendere una scintilla di speranza … perché si possano davvero auspicare dei ritmi lavorativi diversi, più rallentati.

Tutte le conquiste a livello sociale, sono state infatti precedute dalla creazione di una consapevolezza. Pensiamo ai doverosi progressi fatti nel campo dei diritti dei disabili. In generale, serve sempre un gruppo apri pista, qualcuno che crei la percezione che una cosa non è giusta … e che si può iniziare a cambiarla o per lo meno migliorarla.

Perché non costruiamo una rete per il diffondersi di una nuova consapevolezza? Quella dell’esistenza di mamme/papà che vorrebbero lavorare, ma con modi e tempi diversi da quelli normalmente proposti.

Perché la rassegnazione diventi consapevolezza e la consapevolezza si trasformi in progresso, in una conquista sociale per genitori che lavorano, ma scelgono anche di vivere la famiglia, con modi e tempi diversi, anche per quelle famiglie che preferiscono seguire un percorso diverso per personalizzare l’istruzione dei figli.

 

Nunzia Vezzola ha stimolato la riflessione sui meccanismi di apprendimento delle lingue: ci si è soffermati in particolare sulle modalità di funzionamento del cervello durante le varie fasi dell’acquisizione di una lingua.

Dal confronto interno al gruppo è emersa l’importanza della motivazione, del bisogno di comunicare in quella lingua, nonché la necessità di un ambiente stimolante in cui immergersi per tempi possibilmente lunghi. Si è anche evidenziato quanto questo processo richieda una tempistica variabile da persona a persona, ma comunque non rapida.

La riflessione svolta insieme ai genitori presenti ha portato alla conclusione che le attività che svolgono un ruolo primario e fondante nell’apprendimento naturale delle lingue sono l’ascolto, il gioco, la ripetizione. Seguono la conversazione, la lettura e solo dopo la scrittura.

Un ruolo imprescindibile è riservato alle competenze intuitive, soprattutto per l’acquisizione delle strutture linguistiche.

L’intervento si è concluso con la sua testimonianza di insegnante e di mamma di ragazzi homeschooler.

 

Sergio Leali ha riferito sugli incontri di LAIF con gli Uffici scolastici regionali e provinciali, sia in Lombardia che in Veneto: ci sono grandi spazi di dialogo, poiché da parte delle istituzioni scolastiche c’è molta disponibilità e la volontà di conoscere a fondo il fenomeno homeschooling.

Già si intravedono i primi spiragli per la messa in discussione dell’obbligo di esame scolastico annuale. In merito, LAIF ha avanzato le proprie proposte, frutto di studio e di elaborazione all’interno dell’Associazione: l’interesse è stato notevole. Verona ha richiesto ulteriore materiale, per poterlo sottoporre all’Ufficio scolastico regionale del Veneto. A Monza Brianza è nata una progettualità interessante.

Si è entrati nella fase del superamento di un atteggiamento arroccato rispetto all’esame scolastico annuale: ci sono spazi di mediazione. Ma ciò richiede che gli homeschooler siano convinti che l’esame non è la soluzione ultima e definitiva. Infatti, ai vari Provveditorati non è giunta notizia dei disagi e delle inquietudini delle famiglie in istruzione parentale in questi ultimi tempi.

Visto l’interesse di molti astanti verso l’homeschooling, Sergio ha anche dedicato ampio spazio alla presentazione de L’Associazione Istruzione Famigliare,  ad un’accurata introduzione all’homeschooling nelle sue tipologie principali: l’apprendimento naturale, l’istruzione con curricolo personale, la scuola a casa.

Ha anche presentato alcune delle motivazioni che spingono molti genitori a scegliere l’istruzione parentale e i fondamenti normativi della stessa.

Famiglia, istruzione e nuove pratiche educative

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