Domanda di esame di maturità e dematerializzazione

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Pubblichiamo la testimonianza di una mamma di Vicenza su un inutile aggravio burocratico a carico delle famiglie e dei privatisti che richiedono l’esame di maturità in Italia oggi.
Com’è noto, la domanda d’esame si presenta entro il 30 novembre di ogni anno all’Ufficio scolastico Regionale di residenza, tramite modulo online, cui si accede mediante SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (carta d’identità elettronica). Per l’identificazione del richiedente, inoltre, è solitamente richiesta una app.
Evidentemente, questa procedura implica che la/il richiedente si sia dotata/o dei device, della connessione internet e delle app necessarie all’accesso alla piattaforma e all’espletamento della procedura. Questo aspetto non è scontato, dal momento che implica sia la possibilità che la volontà del richiedente di procurarsi tale dotazione.

E’ chiaro che tutto questo cozza con i principi di democraticità, accessibilità, gratuità e inclusione della scuola pubblica, oltre ad essere in contraddizione con le iniziative di educazione digitale e di sensibilizzazione ai rischi della digitalizzazione, che la scuola stessa giustamente intraprende.
La cosa sorprendente (e preoccupante) è che il Ministero non abbia previsto una modalità alternativa per la presentazione della domanda di maturità, nonostante quanto sopra e benché il possesso dello SPID e l’uso di app non siano obbligo di legge.

La testimonianza

Vi racconto la mia esperienza riguardante la richiesta dell’uso dello SPID o della CIE per fare la domanda per l’esame di maturità da privatista.

Le regole sulla domanda di esame di maturità

Premetto che la/il privatista non può rivolgersi a nessuna segreteria scolastica per presentare tale istanza, perché per disposizione del Ministero si deve fare solo tramite piattaforma online, a cui si accede solo con SPID o CIE (carta d’identità elettronica).
Nella domanda la/il privatista deve indicare 3 Istituti scolastici di preferenza. Ma chi deciderà la sede d’esame sarà il Ministero dell’istruzione, in base alle disponibilità di posti nelle scuole.
La finestra temporale per fare questa domanda è dal 2 al 30 novembre.

Il tentativo di presentare domanda senza SPID

Dopo essermi recata all’Ufficio scolastico di Vicenza e aver detto che non ho i mezzi idonei e che sono contraria alla digitalizzazione, mi viene consigliato di contattare direttamente l’Ufficio scolastico regionale.
Cercando sul sito del Ministero trovo, sotto le istruzioni su come fare la domanda, un modulo cartaceo. Lo stampo e lo compilo. Pago la tassa scolastica con bollettino postale e decido di usare il passaporto.
Mando tutto il 28 novembre via PEC.

Il giorno dopo mi scrivono di “chiamare” l’ufficio per chiarimenti.
Chiamo e parlo con il responsabile per le domande di maturità che mi dice che non possono accettare quel modulo (me lo dice a voce; faccio notare che via PEC non mi è mai stato comunicato nulla di simile, proprio per il valore legale della PEC), e che devo accedere con SPID. Rispondo che sono contraria e che comunque è tardi per fare lo SPID* e rischio di non riuscire a fare la domanda (la scadenza per presentare la domanda è il 30 novembre, il giorno successivo).
Faccio presente che le disposizioni del MIUR devono essere conformi a leggi di rango superiore e che, se mi viene tolto un diritto sancito in costituzione, ne risponde di persona il diretto responsabile (art. 28 della Costituzione).
Lui resta impassibile e mi risponde che mi dà una proroga sulla scadenza fino al 31 gennaio** e di chiamarlo non appena ho fatto lo SPID.
Gli chiedo come intendono fare se la piattaforma per qualsiasi motivo non dovesse funzionare. E lui mi dice che non è possibile: la piattaforma deve funzionare.***
Quindi chiudo la chiamata abbastanza sconfortata.

Il tentativo di fare lo SPID senza smartphone/app

Nel frattempo raccolgo più informazioni possibile e vengo a sapere che lo SPID si può fare anche su un vecchio cellulare, senza scaricare app sullo smartphone.
Quindi mi reco alle poste del comune dove abito e mi dicono che non possono farlo su vecchio Nokia e di andare a comprare uno smartphone (sorvolo sull’atteggiamento fastidiosamente canzonatorio).

Mi danno un’informazione importante e cioè che lo SPID si può revocare.

Nei giorni successivi recupero le condizioni d’uso dello SPID dal sito di poste italiane e leggo che, invece, si può fare su cellulare vecchio e che può funzionare anche con un semplice SMS (anche se il numero degli accessi semestrali con SMS è limitato, non so perché).
Allora riprovo con le poste del paese vicino. Lì un impiegato molto scortese mi dice che devo registrarmi sul sito delle poste.
Se voglio, posso pagare in contanti, altrimenti devo pagare con bancomat. Al che decido per la prima via, per evitare di fare confluire dentro lo SPID anche i dati del bancomat.

Faccio notare che, per attivare lo SPID con SMS, ho dovuto chiamare l’assistenza al numero verde che mi hanno dato alle poste. Ho voluto evitare di interloquire con l’IA ed ho chiesto espressamente di parlare con un essere umano. Una volta stabilito il collegamento con quest’ultimo,, ho dovuto spiegargli che non abbiamo né smartphone, né tablet. Solo allora, sconfortato, ci ha guidato nell’attivazione degli SMS.

Il codice fiscale

Quindi mi reco alle poste di un altro paese, con vecchio Nokia, passaporto e codice fiscale (stampato e fatto plastificare, come il vecchio tesserino verde dell’agenzia delle entrate).
L’impiegata mi chiede i documenti, le presento il codice fiscale verde e mi dice che quello che ho non è valido perché me lo sono stampato io. Le rispondo che il codice fiscale è valido a vita, poco importa dove io lo abbia stampato, perché se voglio lo posso anche dire a voce.
Lei, a sorpresa, mi dice che non hanno la possibilità di digitarlo ma che il Ministero dell’interno ha dato loro un aggeggio per scansionare solo la tessera sanitaria. Quindi, le dico, scansionate il microchip della tessera? E lei allarga le braccia come per dire “Così è!”.

Ritorno di nuovo con la tessera, passaporto e vecchio Nokia e questa volta riescono a farlo (naturalmente a me viene il rigetto, ma il costo sostenuto per l’anno scolastico da privatista è troppo elevato per decidere di saltare l’esame).

L’accesso alla piattaforma con SMS

Una volta fatto, chiamo il responsabile all’Ufficio regionale e lui mi dà istruzioni su come entrare nella piattaforma (siamo al 30 gennaio, ho un solo ultimo giorno per poter fare la domanda).

Una volta dentro, vedo che non esiste la possibilità di accedere con codice inviato tramite SMS.
Lo dico al funzionario, che resta basito. Incredulo, mi chiede di mandargli la foto del mio schermo per sincerarsi dell’effettiva assenza del tasto per l’invio di SMS.
Mi dice di richiamarlo nel pomeriggio e che avrebbe nel frattempo letto nel manuale come risolvere questa cosa.

A quel punto, non avendo mai ricevuto rifiuto scritto via PEC alla domanda cartacea inviata il 28 novembre, gli ho girato la frittata chiedendogli “Non ci toccherà mica saltare l’esame, vero?”
Risposta sua, abbastanza agitato: “No, signora, un modo lo troviamo: forziamo il sistema.”

La mattina del 31 gennaio lo richiamo: mi dice che questa volta avrei trovato il tasto per accedere con SMS.

Proviamo con ben due motori di ricerca diversi, ma nello schermo del mio PC quel tasto non c’è.
Al che, sfinito, mi dice che mi manda il loro modello cartaceo da compilare e rimandargli via PEC e che avrebbe inserito la domanda così.

Mando tutto, sottolineando che attendo il nome dell’istituto per gli adempimenti delle scadenze previste per legge.

Concludo questa testimonianza dicendo che ho consumato due mesi di vita, quando con un modulo cartaceo, in neanche mezza mattinata avrei potuto presentare la mia domanda all’Ufficio scolastico di Vicenza.
Ho voluto condividere questa esperienza perché secondo me gli effetti di un uso indiscriminato della tecnologia sono degni di un’attenta riflessione, soprattutto quando snaturano le relazioni ed i processi, creano aggravi ai cittadini (sia in termini di costi che di procedure), e ancor più se coinvolgono le nuove generazioni.

Note

* L’ottenimento dello SPID non è immediato: ha dei tempi tecnici di alcuni giorni.

** La possibilità di presentare domanda di esame di maturità da privatista entro il 31 gennaio è prevista solo in alcuni casi, documentati.

*** La piattaforma ha spesso problemi di accesso o si blocca.
Mentre su altri siti si viene informati di disagi eventuali legati alla ristrutturazione del sito, su questo portale ci si accorge del malfunzionamento solo dopo essere entrati. La conseguenza è che chi ha lo SPID con SMS finisce così per sprecare delle possibilità di accesso, già molto limitate.
Il risultato è una disparità di trattamento fra chi ha l’accesso con app/smartphone e chi ha quello con SMS.

Credits: Foto di Mmh30 da Pixabay

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