Sommario
Come previsto, il 29/01/2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato le materie che alla maturità 2025 verranno valutate dai commissari esterni.
L’elenco, suddiviso per indirizzi di studio, è consultabile a questo link. Esso si riferisce alle discipline e non contiene i nomi dei commissari esterni (che verranno nominati soltanto in giugno).

Chi sono i commissari esterni?
Per i frequentanti, sono tre docenti che la classe non conosce perché non insegnano nella stessa scuola. Per legge, infatti, la commissione di maturità è composta da tre docenti “esterni” al consiglio di classe, da tre “interni” allo stesso e dal Presidente (anche lui/lei non in servizio nella stessa scuola).
Questa definizione si riferisce naturalmente ad una situazione scolastica, considerato che per i privatisti tutti i commissari sono esterni, ovvero non sono i propri docenti.
Tuttavia, anche per i privatisti la pubblicazione delle materie affidate ai commissari esterni riveste un certo interesse. Infatti, durante le prove di maturità, sia scritte che orali, ciascun commissario è competente in uno specifico ambito: ognuno interviene nel colloquio orale e/o corregge le prove scritte per la propria disciplina (o le proprie discipline).
Perché ha senso per un privatista conoscere le materie “esterne”?
Perché le discipline su cui verteranno le prove scritte ed il colloquio della maturità sono quelle “esterne”, più quelle “interne”.
Le materie affidate ai commissari “esterni” sono dunque il primo passo a partire dal quale si delineerà il quadro delle discipline coinvolte sia negli scritti che nel colloquio pluridisciplinare.
A partire dalle informazioni contenute nella relativa pagina ministeriale, i consigli di classe si riuniranno nelle prossime settimane (solitamente già entro la fine di febbraio) e nomineranno i commissari “interni” (quelli del consiglio di classe). Questo ultimo atto conclude la definizione delle materie d’esame.
Se sei privatista puoi già farti un’idea oggi su quali siano molte delle materie su cui sarai chiamato a rispondere alla maturità.
Se ti è già stata assegnata la scuola d’esame (come dovrebbe essere), teoricamente verso fine febbraio potresti chiedere al Dirigente scolastico di renderti edotta/o sulle materie affidate ai commissari “interni”. E questo in nome dell’inclusione e della parità di trattamento con gli studenti frequentanti, che di solito vengono tempestivamente informati in merito.
Le materie delle prove scritte
La prima prova è italiano per tutti e si svolgerà il 18 giugno 2025. Ai sensi del Decreto Legislativo 13 aprile 2017 N° 62, all’art. 17 c. 3, essa
accerta la padronanza della lingua italiana o della diversa lingua nella quale si svolge l’insegnamento, nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato. Essa consiste nella redazione di un elaborato con differenti tipologie testuali in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico. La prova può essere strutturata in più parti, anche per consentire la verifica di competenze diverse, in particolare della comprensione degli aspetti linguistici, espressivi e logico-argomentativi, oltre che della riflessione critica da parte del candidato.
Il 19 giugno 2025 ci sarà la seconda prova scritta, che è una delle discipline indicate dal Ministero alla pagina dedicata. Nel Decreto Legislativo 13 aprile 2017 N° 62, all’art. 17 c. 4, si legge:
La seconda prova, in forma scritta, grafica o scritto-grafica, pratica, compositivo/esecutiva musicale e coreutica, ha per oggetto una o piu’ discipline caratterizzanti il corso di studio ed e’ intesa ad accertare le conoscenze, le abilità e le competenze attese dal profilo educativo culturale e professionale della studentessa o dello studente dello specifico indirizzo.
Entrambe le prove verranno corrette e valutate prima dell’inizio dei colloqui. Le rispettive valutazioni saranno pubblicate alla data indicata dalla commissione.
E’ possibile esercitarsi sulle prove scritte degli anni scorsi, che si trovano a questo link, selezionando prima l’anno scolastico e poi l’indirizzo di studi.
Le materie del colloquio pluridisciplinare
Il colloquio di maturità è pluridisciplinare ed è gestito da tutti i commissari che fanno parte della commissione. Esso pertanto non coinvolge tutte le materie previste dal percorso di studi, bensì quelle che i commissari sono titolati ad insegnare.
A titolo di esempio: nella commissione sarà senz’altro previsto il commissario di italiano. Negli indirizzi in cui il docente di italiano insegna anche storia e in cui la storia è materia di insegnamento al quinto anno, il commissario potrà introdurre argomenti di storia nel colloquio.
Lo stesso vale per, diciamo, diritto ed economia. Supponiamo che la seconda prova scritta sia di diritto, nel colloquio potrebbero essere presenti anche tematiche di economia, ma solo se si inverano le due condizioni:
- che il docente sia abilitato ad insegnarla
- che l’economia sia prevista nel percorso di studi e nella classe quinta.
Caratteristiche e modalità di conduzione del colloquio
Ai sensi dell’art. 17 Decreto Legislativo 13 aprile 2017 N° 62,
- Il colloquio ha la finalità di accertare il conseguimento del profilo culturale, educativo e professionale della studentessa o dello studente. A tal fine la commissione, tenendo conto anche di quanto previsto dall’articolo 1, comma 30, della legge 13 luglio 2015, n. 107, propone al candidato di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti, problemi per verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale anche utilizzando la lingua straniera.
Nell’ambito del colloquio il candidato espone, mediante una breve relazione e/o un elaborato multimediale, l’esperienza di alternanza scuola-lavoro svolta nel percorso di studi. Per i candidati esterni la relazione o l’elaborato hanno ad oggetto l’attività di cui all’articolo 14, comma 3, ultimo periodo.- Il colloquio accerta altresì le conoscenze e competenze maturate dal candidato nell’ambito delle attivita’ relative a «Cittadinanza e Costituzione», fermo quanto previsto all’articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169 e recepiti nel documento del consiglio di classe di cui al comma 1.
In altre parole, il colloquio non è pensato come un’interrogazione per materie, bensì un insieme di relazione (o esposizione sul PCTO), analisi di documenti, conversazione, tutti pluridisciplinari, orchestrati in modo tale da consentire al candidato di dimostrare, non soltanto le conoscenze acquisite (già valutate, per i candidati interni, nel corso dell’anno e, per i privatisti, durante l’esame preliminare), quanto piuttosto la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale anche utilizzando la lingua straniera. Pertanto verranno privilegiati argomenti trasversali alle varie materie.
Riguardo all’ultima citazione, ricordiamo solo per inciso che:
- l’alternanza scuola-lavoro oggi si chiama PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento)
- il succitato articolo 14, comma 3, ultimo periodo si riferisce alle attività assimilabili all’alternanza scuola-lavoro, secondo criteri definiti con decreto del Ministro
- la “Cittadinanza e Costituzione” oggi si chiama Educazione civica, di cui segnaliamo le nuove linee guida.
Il colloquio, che di solito dura 50-60 minuti, prenderà le mosse dall’analisi di un materiale scelto dalla commissione (immagine, documento, poesia, progetto, problema, simbolo, articolo di giornale o altro). Il materiale ha lo scopo di stimolare la discussione sui concetti chiave delle diverse materie e sulle loro interconnessioni.
Successivamente la/il candidata/o esporrà la propria relazione, o elaborato multimediale, sul PCTO (durata, caratteristiche della struttura ospitante, attività, compiti e tutoraggio, obiettivi previsti e obiettivi raggiunti, contributi del PCTO alla crescita personale e/o professionale, eventuali criticità, valutazione complessiva).
Infine sarà la volta dell’educazione civica, impostata sotto forma di domande.
La valutazione del colloquio
Durante il colloquio, i candidati (e le candidate) dovranno dimostrare:
- conoscenza dei contenuti e dei metodi delle singole discipline,
- buone competenze sia nella lingua d’esame che anche a livello multilinguistico
- capacità di applicare le conoscenze acquisite in modo critico e personale, anche in lingua straniera
- abilità nel riflettere criticamente ed argomentare non solo sulle conoscenze acquisite ma anche sulle esperienze svolte nei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO), presentandole attraverso una breve relazione o un prodotto multimediale
- consapevolezza delle tematiche di educazione civica (vai alle nuove linee guida), capacità di analisi e comprensione della realtà.
Il colloquio pluridisciplinare viene valutato secondo la griglia di valutazione riportata nell’Allegato A (massimo 20 punti):
Ulteriori adempimenti in vista dell’esame di maturità
Ricordiamo in questa sede, rimandando ai rispettivi link:
- l’utilizzo della piattaforma Unica
- l’opportunità di caricarvi il Capolavoro
- il CLIL.
Come si calcola il voto di maturità
Il voto di maturità è il risultato della somma dei punteggi derivanti da:
- i crediti formativi attribuiti dal consiglio di classe alla conclusione di ciascun anno del triennio, sulla base della media finale dei voti. Possono andare da un minimo di 22 a un massimo di 40 punti
- le due prove scritte e il colloquio pluridisciplinare: da 0 a 20 punti per ciascuna prova (massimo 60 punti in tutto).
La commissione ha inoltre la facoltà di attribuire da 1 a 5 punti di bonus a studenti che hanno sostenuto prove particolarmente brillanti. Ciò può accadere solo alle seguenti condizioni, che devono verificarsi entrambe:
- aver totalizzato almeno 50 punti totali alle prove scritte e all’orale
- essere stati ammessi all’esame di Stato con almeno 30 punti di credito formativo.
Per quanto riguarda la lode, questa richiede delle condizioni tali da essere veramente rara. Gli studenti candidati alla lode devono infatti:
- essere stati ammessi agli esami con 40 punti di credito (ovvero aver avuto la media del 9 in ciascuno dei tre ultimi anni)
- aver totalizzato 40 punti alle prove scritte (il massimo in ciascuna prova)
- aver ottenuto 20 punti all’orale senza usufruire del bonus.
Credits: Foto di kp yamu Jayanath da Pixabay