Egitto, mercoledì 19 febbraio 2020.

 

La nostra famiglia è partita per un viaggio speciale.  Vi raccontiamo tutto in una serie di 9 articoli, in cui ognuno di noi trascrive le proprie avventure, le impressioni e le riflessioni.  Ci presentiamo:  siamo mamma Phoebe e papà Marco, i tre bambini Beniamino, Teodoro e Donatello e il nonno Elio.
Se non avete ancora letto il resto del nostro racconto, ecco dove trovarlo:  prima parte  e  seconda parte.
In questa terza tappa visitiamo Edfu e Kom ombo e infine arriviamo ad Aswan, la provincia più a sud dell’Egitto.
Siete pronti?  Si parte!!

 

 

 

Ci siamo svegliati alle 6.30 del mattino, la  nave era ancorata sulla riva della città di Edfu, insieme a moltissime altre navi.  Siamo nell’Egitto del sud.  Dopo aver fatto una abbondante e gustosa colazione, siamo usciti in strada e con dei calessi abbiamo percorso le strade di Edfu.  In questi quartieri pieni di carri e di guidatori vocianti, abbiamo potuto osservare e ammirare da più vicino quello che ci stava attorno:  la gente, i loro vestiti, i panettieri, i fruttivendoli… era tutto così diverso dallo stile di vita a cui siamo abituati ed è stato molto interessante.

Stavamo andando al tempio di Edfu, il centro turistico della città, il tempio che fra tutti in Egitto è il più visitato da parte degli egiziani stessi, soprattutto gli egiziani del sud.

 

 

 

Il tempio di Edfu è stato costruito per ordine di Tolomeo III ed è quindi un tempio di epoca Tolemaica.  Questo significa che la costruzione avvenne dopo il 400 a. C.
Le differenze che conosciamo fra i templi faraonici e quelli tolemaici sono due:
–  le donne nei templi tolemaici vengono raffigurate con il seno fuori, mentre nei templi faraonici sono raffigurate più vestite;
–  i capitelli delle colonne nei templi faraonici sono a papiro, a fiore di loto o a piuma di struzzo, mentre nei templi tolemaici i capitelli sono corinzi.

Il tempio di Edfu  è dedicato alla triade di Edfu, composta da Horus (il dio della luce e della saggezza), Hator (dea della musica e dell’amore) e il loro figlio Ihi (un falchetto).

In questo tempio abbiamo visto delle stanze e alle loro aperture c’erano delle reti per impedire l’ingresso dei piccioni, che rovinano i disegni del tempio.  Da una stanza partiva una scala lunga, che serviva in passato ai sacerdoti per raggiungere le loro camere al piano superiore.  Dall’altro lato c’era un’altra scala che serviva ai sacerdoti per tornare giù al tempio.
In fondo al tempio c’è la barca sacra di Horus, conservata in modo strabiliante fino ai giorni nostri.  Davanti alla facciata del tempio ci sono due statue che raffigurano Horus, con la doppia corona dell’alto e basso Egitto.

 

Dopo aver fatto questa visita, siamo tornati alla  motonave, che è partita verso sud.

Il viaggio era rilassante, dopo tutte le emozioni e scoperte della mattina, ma le visite non sono ancora finite.

Andremo nel tempio dei coccodrilli…

 

 

 

 

 

 

Eccoci arrivati a Kom ombo!

Anche questo è un tempio tolemaico, che si distingue per il suo colonnato in facciata, molto caratteristico.  È un’altra perla dell’Egitto.

Il tempio è dedicato a Sobek, il dio coccodrillo, un dio cattivo, fratello di Horus.
Una leggenda dice che una volta aveva ucciso suo fratello e aveva ingannato i contadini, insegnando loro come coltivare la terra, ma con cattive intenzioni.  Come risultato cresceva oro nei campi e i contadini avevano molta fame.  Per fortuna passò di lì la dea Maat (la dea della giustizia, raffigurata a destra) che rimise in vita Horus e ristabilì l’ordine in quel paese.

In questo tempio si trova anche un calendario inciso su un muro, con scritto cosa si mangiava ogni giorno.

 

 

A fianco del tempio di Kom ombo si trova un museo in cui ci sono dei coccodrilli imbalsamati.
Alcuni coccodrilli sono mummificati, mentre gli altri sono solamente imbalsamati.

Il museo non è tanto grande, ha una stanza sola.  In questo modo, se hai paura dei coccodrilli, puoi uscire subito dal museo!

 

 

 

 

Dopo essere tornati alla motonave, il viaggio è ripreso verso Aswan, mentre il sole tramontava.  Alla fine di questa lunga giornata ci riposiamo ben benino cullati dal rollare della nave.  Domani ci aspetta un’altra bella giornata ricca di avventure e scoperte interessanti.

E ora la parola ai viaggiatori.

 

Elio:  È stato interessante a Edfu vedere il traffico con i cavalli, ma senza auto.  Il tempio di Edfu è molto bello perché è ancora ben conservato.
Bere il thé alle 16.30 è stato bello in quella parte di terrazza alla prua della nave e Donatello mi ha fatto ridere, perché iniziava una frase davanti a me e la finiva 20 metri più in là.

Beniamino:  All’ora di pranzo siamo saliti sul ponte sole della nave e abbiamo mangiato lì.  C’era un vento fortissimo e quasi ci volavano le cose fuori dal piatto!  La visita al tempio di Kom ombo era bella tanto quanto quella al museo dei coccodrilli imbalsamati.

Teodoro:  Mi è piaciuto molto il tempio di Edfu, mi è piaciuto molto vedere i disegni sui muri.  I disegni e i rilievi all’esterno non erano colorati, ma quelli all’interno lo erano.  Abbiamo visto due treni che passavano vicino al Nilo, erano treni passeggeri.

Donatello:  Ho fatto un po’ di corse e ho fatto amicizia con una bambina piccola.

Marco:  La città di Edfu non mi è piaciuta, c’era troppa frenesia, e mi ha mostrato un anima non bella del turismo.  Anche al mercato i venditori erano troppo ansiosi.
A Kom ombo invece si respirava un’atmosfera più rilassata ed abbiamo fatto una bella passeggiata lungo il fiume per raggiungere il tempio.  Anche il tempio di Kom ombo mi è piaciuto più di quello di Edfu:  era più ricco di dettagli e particolarità, come gli aneddoti sulle pratiche mediche degli egizi.  In generale comunque i templi tolemaici mi piacciono meno di quelli faraonici, si vede che imitavano lo stile più antico!
La navigazione è stata davvero piacevole e le rive del Nilo mi hanno trasmesso pace.

Phoebe:  È stata una giornata ventosa e avventurosa, cosa che contrasta con il relax generale della vacanza.  È stato triste rendermi conto che ora non c’è più la piena annuale del Nilo e il limo che ne derivava.  I dolcetti che mangiamo qui sono molto buoni.

Ci vediamo fra qualche giorno per la prossima tappa del nostro viaggio!

 

Se non avete ancora letto il resto del nostro racconto, ecco a voi dove trovarlo:  prima parte  e   seconda parte

 

Per leggere altre storie di viaggi, seguite il link:  https://www.laifitalia.it/category/news/racconti-di-viaggio/
Egitto, 19 febbraio 2020

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