La nuova educazione civica e il progetto didattico-educativo

Home » Essere Homeschooler » Homeschooling in pratica » La nuova educazione civica e il progetto didattico-educativo
educazione civica

Entro il 30 aprile le famiglie in homeschooling sono tenute a presentare il progetto didattico-educativo. Oltre ad essere un atto amministrativo (un allegato necessario alla domanda d’esame per chi richiede l’idoneità ad una classe del primo ciclo di istruzione), esso rappresenta anche un’occasione unica per comunicare con la scuola, nonché per consentire ai docenti più aperti e coscienziosi di predisporre delle prove il più possibile personalizzate.
Il tema è già stato accennato in questi articoli ancora attuali, oltre che in questi video: in formato ridotto, in formato esteso.
La pubblicazione delle nuove Linee guida di Educazione civica ci consente di riprendere l’argomento, anche per evidenziare il ruolo di mediatore culturale che il genitore riveste in questo passaggio amministrativo, in quanto anello di congiunzione fra la/il giovane homeschooler e l’istituzione scolastica.

Comunicare. Cosa?

Il senso di un progetto didattico-educativo è quello di presentare il proprio percorso familiare di apprendimento/educazione, declinandolo sulla base delle caratteristiche del(la) propria/o figlia/o. Le Indicazioni nazionali vigenti per il primo ciclo pongono infatti queste ultime (tutte le caratteristiche della persona che apprende) al centro dell’azione educativa1.

E’ questo il documento in cui precisare, ad esempio, che nostra/o figlia/o in questa fase della sua crescita non manifesta interesse per la lettura/scrittura ma è piuttosto curiosa/o di aspetti appartenenti alla sfera logico-matematica: si appassiona ai lego, alla robotica, ai calcoli.
Oppure che è un grande lettore ed ama scrivere, ma non si interessa, per ora, di matematica.
E vale la pena di evidenziare la scelta pedagogica familiare di impostare l’azione educativa a partire da queste caratteristiche della giovane persona in apprendimento, evitando forzature e imposizioni, nel rispetto dei “tempi didattici lunghi” di cui alle Indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione2.

Il progetto didattico-educativo è anche il luogo in cui segnalare, eventualmente, se nostra/o figlia/o è avvezzo, ad esempio, ad essere interrogato o a fare test valutativi e, se lo è, sarà opportuno precisare quali tipi di test e di interrogazioni.
Se invece abbiamo a che fare con un(a) ragazzina/o che non è abituata/o ad una verifica/valutazione di tipo scolastico, è necessario precisarlo e magari spiegare se, ad esempio, in famiglia si dà più spazio all’autovalutazione o ad altre modalità e suggerire elementi utili alla formulazione di prove confacenti e dare indicazioni organiche al percorso svolto.

Perché comunicare queste informazioni?

Perché il progetto didattico-educativo per legge (D.M. 218 del 11/11/2025, art. 3 c. 10) è il documento che i docenti devono tenere a riferimento per la predisposizione delle prove dell’esame di idoneità.

Il progetto didattico-educativo è l’opportunità che la legge italiana riconosce ai genitori per fornire alla scuola le informazioni utili e necessarie alla formulazione di prove coerenti con il processo di apprendimento e con il percorso personalizzato del(la) fanciulla/o.
Solo una redazione accorta e completa di questo documento da parte della famiglia può consentire un esame personalizzato e rispettoso del percorso di apprendimento individuale, non standardizzato come a scuola.

La norma vigente attribuisce al progetto didattico-educativo lo stesso valore vincolante per lo svolgimento delle prove che ha il PDP per le/i giovani DSA o BES o con disabilità: il mancato rispetto di questi documenti può essere motivo di non-validità dell’esame.

Gli allegati

Se nostra/o figlia/o ha una disabilità o possiede una certificazione di disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia, ad esempio), è necessario presentare la documentazione e richiedere un PDP (piano didattico personalizzato) specifico per l’esame, oppure che vengano concordati ufficialmente e sottoscritti le metodologie, gli strumenti compensativi/dispensativi i tempi e le modalità di somministrazione delle prove.
Lo stesso se ha altri tipi di bisogni educativi speciali (disprassia, ad esempio).

E’ fondamentale poi vegliare a che il PDP, o comunque quanto concordato, venga rispettato durante le prove d’esame da parte di tutti i docenti e dalla commissione nel suo insieme. In caso contrario, è lecito intervenire per rivendicare i diritti del(la) giovane.

Chi può redigere il progetto didattico-educativo?

Chi, se non la famiglia?

Questo è il tipico documento che, pur essendo un atto amministrativo, non richiede per la stesura né tecnici dell’istruzione né specialisti di educazione o di particolari discipline.

Il percorso di educazione ed istruzione in homeschooling possiede un elevato grado di personalizzazione, si modella a partire dalle caratteristiche della persona che apprende3, si ritaglia sulla sua interazione con l’ambito famigliare e sociale, è calato in dinamiche uniche. Tutte queste informazioni tendenzialmente rimangono sconosciute ad un eventuale tutor o precettore o a un qualsiasi estensore del progetto didattico-educativo altro dai genitori.

Nessuno può essere più esperto dei genitori stessi riguardo alle loro scelte educative e agli aspetti evolutivi delle loro figlie e dei loro figli.

E’ necessario scriverlo in “scuolese”?

A giudicare dalle leggi vigenti, no. Ma non sarebbe neanche logico che fosse richiesto un linguaggio specifico per la stesura di un documento del genere.

Le norme italiane auspicano ed incoraggiano a più riprese il dialogo scuola-famiglia e riconoscono ai genitori, non solo libertà/responsabilità e autonomia nelle scelte educative, ma anche l’autorevolezza per attuare il proprio progetto educativo e didattico familiare per i figli e le figlie.

Rinunciare allo “scuolese” significa anche scegliere, ad esempio, di non suddividere gli apprendimenti per materie, ma cercare di render conto della complessità dei percorsi che avvengono in simbiosi con il mondo reale. Al posto di quella suddivisione convenzionale del sapere che sono le discipline scolastiche4, si possono utilizzare le competenze-chiave per l’apprendimento permanente oppure i vari focus di apprendimento del(la) bambina/o. Questo aiuta chi legge a comprendere la diversità e molteplicità di approcci, di orizzonti culturali e di paradigmi che caratterizzano l’homeschooling. Ciò le/gli potrà offrire l’occasione di scoprire aspetti magari sconosciuti e che forse potrà apprezzare per la prima volta (magari a vantaggio della propria didattica).

Utilizzare un linguaggio naturale e un’organizzazione degli apprendimenti diversa da quella scolastica trasmette l’idea di una buona preparazione teorico-pratica, di una certa consapevolezza, di coerenza con le scelte educative operate e di una non trascurabile sicurezza di sé.

Resta inteso, naturalmente, che il progetto didattico-educativo deve essere scritto in modo chiaro e conciso, benché semplice, fornendo ai docenti che lo leggono le informazioni necessarie alla predisposizione delle prove e alla conduzione dell’esame.

L’educazione civica

Gli apprendimenti di Educazione civica “hanno lo scopo di fornire agli allievi strumenti per sviluppare conoscenze, abilità e competenze per essere persone e cittadini autonomi e responsabili, rispettosi di sé, degli altri e del bene comune.”5 Essi hanno l’obiettivo di “di sviluppare autentiche competenze civiche, capacità di partecipazione, cittadinanza attiva, rispetto delle regole condivise e del bene comune, attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e delle risorse, pensiero critico e capacità di preservare salute, benessere e sicurezza nel mondo fisico e in quello virtuale.6

Per la scuola si tratta di una “materia trasversale”: se ne studia un po’ in ciascuna materia, secondo modalità e tempistiche coordinate all’interno del consiglio di classe.
Questa trasversalità va incontro agli approcci più diffusi in homeschooling, soprattutto quelli informali e non formali, che vanno nella direzione del superamento di una visione del sapere per materie, dell’interdisciplinarità o sovradisciplinarità.

Inoltre, i percorsi di homeschooling più in simbiosi con l’ambiente sociale quotidiano sono necessariamente intrisi di educazione civica: del rapporto con le istituzioni, dell’esperienza della reale attuazione della costituzione, del rispetto sia delle regole che dell’altro, del diverso, degli altri esseri e degli ecosistemi, della tutela dell’ambiente e così via.

Rispetto a quelle precedenti, le Linee guida di educazione civica del 2024 sono organizzate intorno a tre nuclei tematici: Costituzione, sviluppo economico e sostenibilità, educazione digitale. Esse sono espressione di una virata liberista dell’educazione. Esse possono essere integrate con i principi costituzionali e/o quelli europei; i rispettivi obiettivi/traguardi sono comunque da perseguire in modo progressivo, in relazione all’età di chi apprende7.

Gli obiettivi/traguardi che esse stabiliscono sono il documento da tenere a riferimento per la stesura del progetto didattico-educativo. Nella maggior parte dei casi, non si tratta di intraprendere percorsi specifici, ma semplicemente di descrivere quelli che sono naturalmente in atto.

La scuola può chiedere un’integrazione al progetto didattico-educativo?

La scuola è tenuta a tener conto di tutti i progetti che le pervengono, anche se scritti in un linguaggio corrente e non organizzati per materie.
E’ suo dovere però verificare “l’acquisizione degli obiettivi in coerenza con le Indicazioni nazionali per il curricolo” (Decreto Ministeriale 5 dell’8 febbraio 2021, art. 3 comma 1). Il riferimento sono quindi le Indicazioni nazionali per il curricolo (2012/2018), non il programma di una determinata classe, nella quale la giovane persona non era presente.
La legge quindi non autorizza la scuola a richiedere nessun tipo di integrazione, né modifica del progetto didattico-educativo.

Nunzia Vezzola

Ai seguenti link trovi la registrazione delle tre serate LAIF sul progetto didattico-educativo e le nuove linee guida di educazione civica:

  • la prima serata, le basi normative e concettuali con un’introduzione alle nuove linee guida di educazione civica, 13 febbraio 2025: segui questo link
  • la seconda serata, con esempi pratici e testimonianze di progetto didattico-educativo, il 24 febbraio 2025; vai a questo link
  • la terza serata, il 12 marzo 2025, dedicata alle nuove linee guida di educazione civica; la trovi a questo link

Note sul progetto didattico-educativo:

1 Indicazioni nazionali per il curriculum del primo ciclo di istruzione, 2012, Centralità della persona: “Le finalità della scuola devono essere definite a partire dalla persona che apprende, con l’originalità del suo percorso individuale e le aperture offerte dalla rete di relazioni che la legano alla famiglia e agli ambiti sociali. La definizione e la realizzazione delle strategie educative e didattiche devono sempre tener conto della singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità, delle sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi di sviluppo e di formazione. Lo studente è posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi.

2 Indicazioni nazionali per il curriculum del primo ciclo di istruzione, 2012, Obiettivi di apprendimento: “Gli obiettivi sono organizzati in nuclei tematici e definiti in relazione a periodi didattici lunghi: l’intero triennio della scuola dell’infanzia, l’intero quinquennio della scuola primaria, l’intero triennio della scuola secondaria di primo grado.

3 Indicazioni nazionali per il curriculum del primo ciclo di istruzione, 2012, Centralità della persona, vedi alla nota 1.

4 Indicazioni nazionali per il curriculum del primo ciclo di istruzione 2012, Dalle Indicazioni al curricolo: “Le discipline, così come noi le conosciamo, sono state storicamente separate l’una dall’altra da confini convenzionali che non hanno alcun riscontro con l’unitarietà tipica dei processi di apprendimento. Ogni persona, a scuola come nella vita, impara infatti attingendo liberamente dalla sua esperienza, dalle conoscenze o dalle discipline, elaborandole con un’attività continua e autonoma.

Note per l’educazione civica

5 Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica 2024, La prospettiva trasversale dell’insegnamento dell’educazione civica

6 Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica 2024, Indicazioni metodologiche

7 Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica 2024, La prospettiva trasversale dell’insegnamento di educazione civica: “La trattazione interdisciplinare deve in ogni caso salvaguardare, con l’opportuna progressività connessa all’età degli allievi, la conoscenza della Costituzione, degli ordinamenti dello Stato e dell’Unione Europea, dell’organizzazione amministrativa decentrata e delle autonomie territoriali e locali.

Credits: Foto di Mikhail Nilov da pexels.com.

Lascia un commento