Maturità 2026 – le novità e le materie

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Avviso importante al lettore

Fra gli ultimi mesi del 2025 e la fine di gennaio 2026 il MIM ha pubblicato diverse novità sugli esami in generale e in particolare su quello di maturità. Stiamo aggiornando il sito di conseguenza, ma la cosa richiede tempo. Pertanto vi chiediamo l’accortezza di:

  • verificare sempre la data di pubblicazione degli articoli sulla normativa che scegliete di leggere
  • usare con prudenza gli articoli sulla normativa anteriori al novembre 2025 perché potrebbero contenere informazioni superate.

Questo articolo e tutti quelli successivi al novembre 2025 sono aggiornati con la recente normativa.

maturità 2026

Sommario

    Le novità relative all’esame di maturità 2026

    La prima novità, anche se non la più significativa, è che adesso non si chiama più “esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione”, bensì “esame di maturità”. Lo stabilisce il d.l. 127/2025, convertito dalla l.164/2025, il quale introduce diverse modifiche al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62 (che resta in vigore).

    Nuova è anche la riduzione da 5 a 3 dei punti dell’eventuale bonus maturità.

    Un’altra novità è che l’esame di maturità è valido solo se sostenuto in tutte le sue parti, compreso il colloquio di maturità.

    Rimangono invariati alcuni aspetti. Le prove INVALSI e l’esame preliminare restano requisiti ineludibili per accedere all’esame di maturità.
    Il punteggio che può essere assegnato a ciascuna prova è di 20 punti massimo.

    Il colloquio di maturità

    Il colloquio verte sulle materie che insegnano i quattro docenti che compongono la commissione e sull’educazione civica.
    Quindi:

    • niente più presentazione-discussione di un documento scelto dalla commissione a partire dal quale fare collegamenti interdisciplinari
    • niente più commissione composta da tre docenti interni e tre esterni più il presidente, ma una commissione numericamente ridotta, costituita da due interni e due esterni, oltre al presidente
    • il ruolo del Curriculum della studentessa o dello studente predisposto sulla piattaforma Unica; questo Curriculum assume valenza giuridica nello svolgimento dell’esame: la commissione deve tenerne conto
    • ai fini della valutazione avranno rilevanza anche esperienze e certificazioni extrascolastiche, come ad esempio:
      • attività di volontariato
      • esperienze lavorative
      • certificazioni linguistiche
      • percorsi di eccellenza

    Rimangono invariati:

    • la parte relativa all’educazione civica, secondo le Linee guida del 2024
    • l’esposizione, attraverso una relazione o un elaborato multimediale, dell’esperienza nell’ambito della formazione scuola-lavoro (FSL, ex PCTO); per i candidati esterni, questa relazione o elaborato multimediale avrà per oggetto le “attività assimilabili all’alternanza scuola-lavoro” (art. 14 comma 3 D. Lgs. 62/2017, confermato dal decreto 127/2025):

    La commissione d’esame tiene, altresì, conto delle competenze maturate nell’insegnamento trasversale dell’educazione civica, come definite nel curricolo d’istituto e documentate dalle attività indicate nel documento del consiglio di classe. Nell’ambito del colloquio il candidato espone, mediante una breve relazione e/o un elaborato multimediale, l’esperienza di formazione scuola-lavoro svolta nel
    percorso di studi. Per i candidati esterni la relazione o l’elaborato hanno ad oggetto l’attività di cui all’articolo 14, comma 3, ultimo periodo, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62.

    Il colloquio concorre alla valutazione delle conoscenze, delle abilita’ e delle competenze del candidato, nonche’ del grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilita’ raggiunto al termine del percorso di studio, anche tenuto conto dell’impegno dimostrato nell’ambito scolastico e in altre attivita’ coerenti con il percorso di studio, nonche’ del grado di responsabilita’ o dell’impegno evidenziati in azioni particolarmente meritevoli, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona. La commissione d’esame tiene, altresi’, conto delle competenze maturate nell’insegnamento trasversale dell’educazione civica, come definite nel curricolo d’istituto e documentate dalle attivita’ indicate nel documento del consiglio di classe.

    Lo svolgimento del colloquio di maturità 2026

    Ai sensi dell’art. 22 dell’Ordinanza Ministeriale N° 54 del 26/03/2026, il colloquio di maturità non potrà essere una successione di domande sconnesse fra loro. Dovrà essere organizzato in modo da consentire alla commissione di cogliere il profilo complessivo dello studente (PECUP).

    Pare di capire che il colloquio di maturità debba svolgersi in questa sequenza:

    1. una breve riflessione del candidato sulla propria esperienza personale e di istruzione, in riferimento anche al curriculum della studentessa o dello studente presente sulla piattaforma Unica; questa prima parte del colloquio non potrà limitarsi ad una semplice presentazione autobiografica, ma il candidato dovrà mostrare alcune competenze fondamentali: la consapevolezza del proprio percorso, la capacità di collegamento fra studio, esperienze e progettualità futura (compresa la capacità di autovalutazione e di orientamento). Lo studente deve dimostrare di saper selezionare gli elementi più significativi della propria esperienza formativa e di saperli interpretare anche alla luce dei propri progetti.
    2. domande e approfondimenti sulle discipline oggetto del colloquio di maturità con un taglio interdisciplinare; durante questa parte del colloquio ci si aspetta che il candidato metta in luce l’acquisizione dei contenuti e metodi propri di ciascuna disciplina e della capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite per argomentare in maniera critica e personale, ovvero con un occhio ai possibili collegamenti, ampliamenti e alla costruzione di una riflessione organica sui temi affrontati.
    3. una breve relazione o un lavoro multimediale in cui il candidato presenta, analizza criticamente il proprio percorso di formazione scuola-lavoro (FSL, ex PCTO), correlandolo al percorso di studi seguito e al Profilo Educativo, Culturale e Professionale (PECUP), che è il documento didattico che definisce le competenze, abilità e conoscenze attese dagli studenti al termine del secondo ciclo di istruzione (scuole superiori)
    4. la verifica delle competenze di educazione civica, tenendo a riferimento la legge 20 agosto 2019, n. 92 e le linee guida di cui al decreto ministeriale 7 settembre 2024, n. 183.
    5. la discussione delle prove scritte.

    All’articolo 2 comma 2 del decreto ministeriale N° 13 del 2026 leggiamo infatti:

    Il colloquio ha inizio con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce delle informazioni contenute nel Curriculum della studentessa e dello studente.
    Il colloquio prosegue con la proposta di domande e approfondimenti sulle quattro discipline di cui all’art. 1, co.1, lettera b), al fine di evidenziare il grado di responsabilità e maturità raggiunto dal candidato in ordine all’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline e alla capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite per argomentare in maniera critica e personale. Nel corso del colloquio il candidato analizza criticamente e correla al percorso di studi seguito e al PECUP, mediante una breve relazione o un lavoro multimediale, le esperienze svolte nell’ambito delle attività di formazione scuola-lavoro, con riferimento al complesso del percorso effettuato. Inoltre, il colloquio verifica le competenze di educazione civica, di cui alla legge 20 agosto 2019, n. 92 e alle linee guida di cui al decreto ministeriale 7 settembre 2024, n. 183, come definite nel curricolo d’istituto e previste dalle attività declinate dal documento del consiglio di classe. Infine, nell’ambito del colloquio, viene effettuata la discussione degli elaborati relativi alle prove scritte.

    E’ esplicitamente riservato uno spazio al CLIL, ovvero all’insegnamento di una materia non linguistica in lingua straniera, sebbene questa possibilità sia condizionata dalla presenza di un docente CLIL della materia e della lingua corrispondente all’interno della commissione.
    Al comma 4 dell’art. 2 del D.M. 13/26 si legge infatti che:

    1. Nell’ambito del colloquio possono essere accertate le conoscenze e le competenze della disciplina non linguistica (DNL) veicolata in lingua straniera attraverso la metodologia CLIL, qualora il docente della disciplina coinvolta faccia parte della commissione di esame in qualità di commissario interno.

    I candidati esterni che volessero sostenere una parte del colloquio in lingua straniera dovranno quindi assicurarsi che esista la coincidenza fra la materia e la lingua eventualmente prescelta per il CLIL e il docente presente in commissione.
    Alla fine di gennaio in avanti, ovvero quando sono rese pubbliche le commissioni è possibile capire qual è la situazione dei commissari interni. Per quelli esterni purtroppo bisogna aspettare verso la fine di maggio.

    Infine, il comma 8 dell’art. 2 del decreto 13/2026 contiene le seguenti indicazioni:

    La commissione cura l’equilibrata articolazione e durata delle fasi del colloquio e il coinvolgimento delle diverse discipline, valorizzandone soprattutto i nuclei tematici fondamentali e la dimensione pluridisciplinare e interdisciplinare. Nella conduzione del colloquio, la commissione tiene conto del percorso didattico effettivamente svolto, in coerenza con il documento di ciascun consiglio di classe, al fine di considerare le metodologie adottate, i progetti e le esperienze realizzati, con riguardo anche alle iniziative di personalizzazione eventualmente intraprese nel percorso di studi, nel rispetto delle Indicazioni nazionali per i licei e delle Linee guida per gli istituti tecnici e professionali.

    Le materie della seconda prova scritta e del colloquio di maturità 2026

    Lo scorso 29 gennaio il MIM ha reso note, mediante il decreto ministeriale N° 13 del 2026, le materie oggetto della seconda prova scritta e quelle argomento del colloquio d’esame di maturità 2026.

    Non è possibile trascriverle tutte perché le materie d’esame dipendono dall’indirizzo di studi e sono veramente tante. Consigliamo quindi di cercarle direttamente al link https://visualizzamaterieesame.static.istruzione.it/. In generale, si nota la presenza quasi costante dell’Italiano e dell’Inglese (o della seconda lingua straniera in qualche caso) e delle materie di indirizzo.

    A partire da questo momento, quindi, gli studenti e le studentesse possono prepararsi in modo più efficace e mirato all’obiettivo di superare l’esame di maturità con una valutazione adeguata.

    Buon lavoro!!!

    In bocca al lupo!!!

    Credits: Foto di Mohamed Hassan da Pixabay

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