Tutti i bambini e ragazzi devono vivere in un ambiente ricco di stimoli; quelli che fanno homeschooling in modo particolare.

Cosa vuol dire questo, concretamente?

Non lasciamoci ingannare dal termine “ambiente”: non è soltanto la stanza giochi o lo studio, né l’abitazione e neanche solo un luogo fisico. Naturalmente, anch’essi dovranno essere tali da sostenere l’apprendimento del piccolo, ma non solo.

“Di cosa dobbiamo tener conto se vogliamo consentire ai nostri figli di crescere in un ambiente stimolante?

 

  1. La relazione

Sappiamo che l’apprendimento non può prescindere da una relazione: si impara per amore!
Quindi la relazione sarà l’elemento fondante della ricchezza dell’ambiente di cui il bambino ha bisogno.
Dovremo quindi sviluppare la disponibilità all’ascolto attivo e non giudicante, l’accoglienza, la capacità di sostenere e incoraggiare al di là del singolo risultato momentaneo.

E’ importante che si evitino i commenti su ciò il bambino fa, o non fa, o su come fa le cose. Meglio evitare di parlare ad altri del bambino in sua presenza come se lui non ci fosse, non sottolineare i suoi sbagli, i tentativi falliti o le insicurezze che mostra.

Il bambino deve sentire che può affrontare il rischio di fare dei tentativi, anche di sbagliare, di esperimentare e di esplorare per soddisfare la sua curiosità senza stress, senza che qualche adulto abbia delle aspettative sui suoi risultati e successi, senza dover assecondare i progetti altrui.
Se il ragazzino si sente rispettato nelle sue peculiarità e aspirazioni, accolto per come è, impara anche a rispettare gli altri, i diversi; impara a fare altrettanto, sviluppa le proprie competenze sociali e mette meglio a frutto i propri talenti.

 

  1. Lo sviluppo linguistico

Nelle raccomandazioni del Parlamento europeo e del Consiglio  due degli otto pilastri fondamentali per lo sviluppo equilibrato della persona sono rappresentati dalle competenze linguistiche.

Un’ulteriore conferma che un ambiente ricco sul piano linguistico svolge un ruolo determinante sullo sviluppo del giovane in apprendimento: le lingue sono infatti il veicolo delle conoscenze e delle esperienze.

Qui non c’è scuola che tenga: è risaputo infatti che a 3 anni un bambino usa quasi esclusivamente il linguaggio dei propri genitori. Perciò quest’ultimo deve essere curato e vario fin dalla primissima infanzia.

In concreto, ciò significa che in famiglia si parla bene una o più lingue (ed eventualmente anche un dialetto locale), tutte ricche sul piano strutturale e lessicale, accurate nella forma e nell’articolazione del pensiero.

 

  1. La dimensione sociale 

Un ulteriore elemento che contribuisce a creare un ambiente ricco è quello della dimensione sociale: una grande rete di interazioni nella quale il ragazzino deve avere la possibilità di stabilire relazioni stimolanti con persone di età, condizioni e provenienze diverse, con interessi di vario tipo.

Dal canto loro queste persone devono mostrarsi disposte a condividere le proprie competenze, nell’intento di valorizzare i talenti del giovane: gruppi sportivi, di volontariato, religiosi, associazioni culturali, a seconda delle convinzioni e delle abitudini della famiglia. La banda cittadina, gli scout, il g.a.s., la croce rossa, la biblioteca comunale possono tutti rendere più ricco  l’ambiente in cui il ragazzo vive.

Il villaggio che serve per educare un bambino è molto vasto e valica potenzialmente tutti i confini, grazie anche ai mezzi telematici.
In questo ambito si potrebbe inserire, ad esempio, l’approccio alle lingue diverse da quelle materne.

 

  1. Un ambiente ricco sul piano culturale

Un ambiente ricco lo è anche sul piano culturale.

Ciò significa che il ragazzino deve avere più occasioni per frequentare centri di cultura, come musei o biblioteche.

Meglio ancora se la famiglia si fa carico di aprire al giovane delle finestre sulla complessità della realtà, sulle sue varie sfaccettature, lo spessore storico, la dimensione interculturale.
E’ bene non dimenticare mai di parlare al bambino della vita e dei problemi quotidiani, di argomentare le proprie scelte, mostrando i pro e i contro, per abituare il ragazzino ad una interazione motivata e democratica.

A partire dagli 8 anni più o meno, può essere utile un abbonamento ad una rivista di scienza/natura/storia/geografia per ragazzi, che gli fornisca alcuni stimoli per avvicinare tematiche attuali e articolate.

 

  1. I luoghi fisici 

Naturalmente, un ambiente stimolante per la crescita di un homeschooler è fatto anche dai luoghi fisici che questo frequenta: la casa, il giardino, il parco, il bosco, il luogo delle vacanze, ecc.
Tutti questi luoghi devono dare al fanciullo la possibilità di trovare stimoli di varia natura, pur  lasciandogli lo spazio (fisico, mentale, temporale) per un’elaborazione ed un’interpretazione personale degli stessi.

In casa ci saranno, ad esempio, materiali di tipo e natura diversi, non necessariamente giocattoli appositamente costruiti, ma oggetti quotidiani, messi a disposizione del ragazzino.
Non mancheranno stoffe, vecchi cappelli, utensili, cuscini, pentole, mestoli, ad esempio.
Ci saranno naturalmente anche libri, strumenti musicali e musica da ascoltare, colori, ecc. E potrà esserci anche qualcuno che se ne serve occasionalmente; anche questo fa parte di un “ambiente stimolante”, perché l’ambiente è fatto anche dalle persone.

Ma attenzione ad evitare la saturazione: il ragazzino deve avere a disposizione anche degli spazi vuoti, dei luoghi da interpretare, modificare, riempire a suo piacimento.

Il giardino e il parco offriranno al ragazzino la possibilità di muoversi in libertà ed in sicurezza contemporaneamente, magari interagendo con altri, dove non gli sia negato l’accesso ai lavori dei grandi, per quanto la sua età gli consente.

Il giardino, come il parco e il bosco, potranno stimolare e consentire di sviluppare la psicomotricità, attraverso la camminata, la corsa, la bicicletta ed il movimento libero e spontaneo sui terreni di varia natura e sugli alberi.

La famiglia ha un ruolo centrale nella creazione di un ambiente ricco

I genitori si attivano infatti su più fronti per garantire che il bambino sia immerso in una realtà che gli offra costantemente degli spunti di crescita personale, relazionale, culturale (linguistica, motoria, logica, artistica e musicale, ecc.).

La famiglia dovrà inoltre scegliere come gestire gli schermi in generale, sia la tv che i dispositivi elettronici vari ed i videogiochi.

I genitori, in questo, dovranno tener conto di numerosi fattori:

  • personali del bambino: le sue caratteristiche, i suoi interessi e le aspirazioni che ha
  • sociali: le caratteristiche famigliari e quelle della comunità in cui il ragazzino vive
  • civici, in particolare tenendo presenti i traguardi delle Indicazioni nazionali per il curricolo e le raccomandazioni del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione del 2006, aggiornate nel 2018.

 

Nunzia Vezzola,
docente di scuola media superiore, mamma homeschooler e curatrice della rubrica Io faccio homeschooling del blog del bambino naturale, de Il leone verde edizioni.

Alcuni contenuti di questo articolo sono stati già anticipati in Come creare un ambiente stimolante.

Crescere in un ambiente ricco

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