Esami di idoneità: i risultati del sondaggio LAIF

Home » Essere Homeschooler » Homeschooling in pratica » Esami di idoneità: i risultati del sondaggio LAIF

Sommario

    Una volta conclusi gli esami sia per il primo che per il secondo ciclo, LAIF ha lanciato un sondaggio conoscitivo sull’andamento di questo momento di accertamento del dovere di istruzione.
    Ai candidati alla prova d’esame abbiamo chiesto sia come si sono svolti gli aspetti amministrativi, com’è stata l’interazione scuola-famiglia (quindi anche con i genitori), sia anche come si sono sentiti alla conclusione delle prove.
    Il questionario era anonimo ed è stato accessibile a tutte le famiglie italiane in istruzione parentale per due mesi a partire dal 24 ottobre 2024. Esso comprendeva due sezioni:

    • l’idoneità sia nel primo che nel secondo ciclo
    • l’esame di terza media (esame conclusivo del primo ciclo di istruzione).

    Sono pervenuti in tutto 126 questionari compilati, provenienti da otto regioni. Di seguito riportiamo i risultati per ciascuna domanda contenuta in ognuna delle due sezioni del sondaggio.

    Sono pervenute in tutto 110 risposte al sondaggio LAIF sugli esami d’idoneità 2024.

    Età dei candidati

    Per scelta, questo sondaggio comprende sia il primo ciclo che il secondo (scuole superiori).
    I risultati pervenuti confermano che la grande maggioranza dei partecipanti ha sostenuto l’idoneità alla primaria e solo la minoranza alle superiori.

    Dai questionari pervenuti risulta che i candidati alla prova d’esame d’idoneità in età compresa fra i 6 e gli 11 sono una percentuale pari al 64,55%.

    Il 18,18% dei candidati all’esame d’idoneità ha fra i 12 ed i 14 anni.

    Mentre il 17,27% dei candidati ha un’età compresa tra i 15 e 18 anni.

    candidati

    Regione di residenza dei candidati

    E’ necessario precisare che la domanda del questionario verte sulla regione di residenza. Di conseguenza, la regione dove si è svolto l’esame potrebbe essere diversa.

    La regione più rappresentata è il Veneto, con 36 candidati su 110, pari al 32,73% del totale.

    Segue la Lombardia, con 17 candidati, il 15,45%. Mentre il Piemonte presenta 8 candidati con una percentuale del 7,27%.
    Con 7 candidati, la Sardegna e la Sicilia hanno una percentuale del 6,36%. A brevissima distanza l’Emilia Romagna e la Campania con 6 candidati, pari al 5,45%.
    Segue la Calabria con una percentuale del 4,45% pari a 5 candidati. Mentre la Liguria presenta 4 candidati con una percentuale del 3,64%.

    Con 3 segue il Trentino Alto Adige pari al 2,73%. Mentre la Puglia, il Friuli Venezia Giulia e Abruzzo e la Toscana presentano 2 candidati con una percentuale dell’1,82%. Le meno rappresentate sono il Lazio, le Marche, l’Umbria con un solo candidato e una percentuale dello 0,91%.

    Tipo di scuola d’esame

    Dai questionari pervenuti risulta che, per sostenere la prova d’esame, la scelta di 63 candidati (il 57,27%) è stata una scuola paritaria. Mentre nemmeno il 43% avrebbe scelto una scuola statale.
    La scuola paritaria scelta per sostenere l’esame d’idoneità potrebbe non essere quella del territorio residenza.

    Il 24,55%, pari a 27 candidati alla prova d’esame, ha scelto una scuola statale del territorio di residenza.

    Mentre 20 candidati, il 18,18%, hanno scelto una scuola statale fuori dal territorio di residenza.

    candidati

    Dai questionari pervenuti risulta che tutte le scuole hanno accolto le domande d’esame.

    Il progetto didattico-educativo (o la programmazione)

    Nonostante la Costituzione riconosca ai/alle giovani in obbligo di istruzione il diritto a seguire percorsi di apprendimento personali, con approcci anche informali e non-formali, nonostante la legge (D.M. 218 del 11/11/2025, art. 3 commi 1 e 10) fornisca agli homeschooler uno strumento-chiave per esplicitare i propri percorsi e approcci, rendendo tale strumento vincolante per la formulazione dell’esame, e nonostante questo rappresenti chiaramente un’occasione per offrire ai propri figli un esame rispettoso e valorizzante il loro percorso, sono ancora molte le famiglie che non riescono a sfruttare appieno le potenzialità di questo strumento: quasi il 32% avrebbe infatti presentato alla scuola un “programma scolastico” e quasi il 21% avrebbe integrato il proprio percorso con gli obiettivi della scuola d’esame.

    Il progetto didattico-educativo (o la programmazione, se alle superiori) era personalizzato, tenendo conto degli aspetti educativi del proprio percorso di istruzione parentale, per 52 candidati alla prova d’esame su 110 (pari al 47,27%).

    Mentre per 35 candidati, (31,82%), il progetto didattico-educativo aderiva al programma svolto di una scuola.

    Il 20,91% (23 candidati alla prova d’esame) ha integrato il proprio progetto didattico-educativo personalizzato con alcuni obiettivi individuati dalla scuola d’esame.

    candidati

    Comunicazione dell’accoglimento della domanda d’esame

    Dal nostro sondaggio risulta che oltre il 77% delle scuole ha tenuto, in questa fase, un atteggiamento rispettoso e corretto nei confronti delle famiglie in istruzione parentale, comunicando in tempi consoni l’accoglimento della domanda d’esame.
    Gli altri istituti avrebbero invece o trascurato del tutto di darne comunicazione, o l’avrebbero fatto ad una data in cui, in caso di diniego, le famiglie non avrebbero più potuto far domanda ad un’altra scuola, oppure avrebbero atteso la sollecitazione esplicita delle famiglie per farlo.

    Il 77,27% delle scuole ha infatti comunicato entro il 30 aprile l’accoglimento delle rispettive domande ai candidati alla prova d’esame.

    Il 10,91 % delle scuole invece non ha dato nessuna comunicazione ai 12 candidati.

    In 8 casi, pari al 7,27%, l’ha comunicato dopo il 30 aprile.

    Mentre il 4,55% delle scuole, 5 casi, ha dato comunicazione ai candidati solo dopo esplicita richiesta da parte di questi.

    candidati

    Accoglimento del progetto didattico-educativo o della programmazione da parte della scuola

    Oltre l’80% delle scuole avrebbe mostrato preparazione e rispetto nei confronti dell’istruzione parentale e delle famiglie che la praticano, accogliendo il progetto didattico-educativo (o la programmazione) senza chiederne la modifica.

    Negli altri casi, le famiglie si sono viste costrette ad apportare integrazioni alla propria progettazione o a presentare un nuovo documento.
    La cosa preoccupante è che ciò si è verificato anche nelle scuole paritarie e nella scuola primaria, benché la legge non preveda che il progetto didattico-educativo possa essere messo in discussione dalla scuola d’esame. Il D.M. 218 del 11/11/2025 (art. 3 c. 1 per il primo ciclo e art. 6 c. 1 per il secondo ciclo) prevede infatti che la scuola d’esame debba limitarsi a verificare la congruenza del documento presentato dalla famiglia con le Indicazioni nazionali, non la sua adesione al programma svolto nelle classi della scuola.

    L’ 80,91 % delle scuole d’esame ha preso atto del progetto didattico-educativo presentato dal candidato, o della programmazione personalizzata: 89 situazioni su 110.

    In 19 casi, il 17,27 %, la scuola ha richiesto integrazioni. Questo è successo sia in tutti i gradi di istruzione:

    • alla primaria con 9 casi su 71 in età di primaria; 1 alla paritaria
    • alle media, un solo caso fra i candidati di questa età, successo alla paritaria
    • alle superiori (7 casi su 19 candidati di quell’età; 4 casi alla paritaria).

    candidati

    Mentre in 2 casi, l’1,82%, la scuola ha rigettato il progetto didattico-educativo: si tratta di due situazioni alla primaria, entrambe in una scuola statale.

    Motivazioni delle scuole

    Tra le motivazioni addotte dagli Istituti scolastici per il rifiuto o la richiesta di integrazione del progetto didattico-educativo o della programmazione leggiamo:

    • Abbiamo dovuto seguire il loro programma (superiori, paritaria)
    • La discussione del progetto e’ stata all’inizio anno. La scuola ci ha fornito il programma di massima a cui dovevamo attenerci. Le personalizzazioni sono state un di più. Gli esami per alcune materie contenevano argomenti non nel programma fornito e depositato. (superiori in una scuola paritaria)
    • Nessuna motivazione (superiori, scuola statale del territorio di residenza, due casi).

    Dal nostro sondaggio risulta inoltre che in 4 casi su 110 (3,6%) il Dirigente scolastico abbia commentato il progetto didattico-educativo o la programmazione. Ciò sarebbe successo in due situazioni alla primaria, una volta alle medie ed una alle superiori.

    Comunicazione del calendario prove ai candidati

    Dai questionari pervenuti risulta ancora un volta che le scuole si sono comportate in modo rispettoso soltanto in poco più della metà dei casi.

    La scuola prescelta avrebbe fornito il calendario delle prove almeno tre settimane prima della data d’esame solo in 58 situazioni (pari al 52,73%).

    Nel 40% dei casi (a 44 candidati) la comunicazione della scuola è arrivata solo 1-2 settimane prima.

    Per 8 candidati (7,27%) il calendario delle prove è stato consegnato solo su richiesta.

    candidati

    Svolgimento delle prove d’esame

    La legge sull’autonomia scolastica (D.P.R. 8 marzo 1999 n° 275), didattica (art. 4) e organizzativa (art. 5), consente agli Istituti di adottare iniziative tali da regolare tempi e svolgimento delle varie attività nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli studenti e delle studentesse.
    A chi fa gli esami di idoneità a giovani homeschooler questo D.P.R. fornisce il supporto normativo (il supporto pedagogico non manca) a sostegno di una personalizzazione anche delle prove.

    Dal nostro sondaggio risulta che questa è ben lungi dall’essere la regola, forse perché i genitori non osano farne richiesta, o per altri motivi che non conosciamo.

    Dai questionari pervenuti risulta infatti che 75 candidati su 110 (68,18%), hanno svolto l’esame con una prova standard e che la percentuale aumenta con l’età:

    • in età di primaria primaria sono 46 sui 71 partecipanti totali che hanno dichiarato questa fascia di età (il 64,79% alla primaria ha svolto un esame standard)
    • in età di scuola media sono 14, su 20 ovvero il 70% dei partecipanti in questa fascia di età,
    • in età di superiori sono 15, sui 19 totali della stessa età, pari al 78,94%.

    Solo il 31,82% (vale a dire 35 candidati) ha svolto una prova formulata in modo personalizzato.

    Dei partecipanti che hanno svolto prove standard, 28 hanno dichiarato di aver presentato un progetto didattico educativo (o una programmazione) personalizzato.

    Conduzione delle prove d’esame

    Il D.M. 218 del 11/11/2025 prevede anche la sua funzione rispetto all’esame. E la descrive all’art. 3 comma 10 con queste parole:

    Le prove d’esame sono predisposte dalla commissione tenendo a riferimento il progetto didattico-educativo di cui al comma 1 nonché, nel caso di alunni con disabilità o disturbi specifici di apprendimento, il piano educativo individualizzato o il piano didattico personalizzato, laddove presente.

    Ciononostante, dal nostro sondaggio risulta che il 17,27% degli Istituti scolastici ha tenuto un atteggiamento divergente dalla norma in vigore e non ha tenuto conto del progetto didattico-educativo nella formulazione delle prove.

    Per la conduzione delle prove, la commissione d’esame ha tenuto conto del progetto didattico-educativo, o della programmazione, per 73 candidati, pari 66,37%.

    Nel 17,27% con 19 candidati non se ne è tenuto conto.

    Mentre il 16,36% con 16 candidati non si esprime su questo punto.

    candidati

    Presenza dei genitori dei candidati durante le prove d’esame

    Durante la prova d’esame di 76 candidati pari al 69,1% è stato possibile per i genitori presenziare alle prove orali.

    Invece in 27 situazioni, il 24,54%, i genitori non hanno potuto assistere all’esame dei propri figli.

    In 7 casi, nonostante il divieto iniziale della scuola a far presenziare i genitori, dopo trattativa, questi hanno potuto assistere all’esame.

    candidati

    Impressioni post-esame dei candidati

    Sulla scia delle Indicazioni nazionali del 2012 (Capitolo “Valutazione”), il D. Lgs. 62/2017 così definisce la valutazione (artt. 1 e 2):

    1. La valutazione ha per oggetto il processo formativo e i risultati di apprendimento delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione e formazione, ha finalita’ formativa ed educativa e concorre al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo degli stessi, documenta lo sviluppo dell’identita’ personale e promuove la autovalutazione di ciascuno in relazione alle acquisizioni di conoscenze, abilita’ e competenze. 4
    2. La valutazione e’ coerente con l’offerta formativa delle istituzioni scolastiche, con la personalizzazione dei percorsi e con le Indicazioni Nazionali per il curricolo e le Linee guida di cui ai decreti del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87, n. 88 e n. 89; e’ effettuata dai docenti nell’esercizio della propria autonomia professionale, in conformita’ con i criteri e le modalita’ definiti dal collegio dei docenti e inseriti nel piano triennale dell’offerta formativa.

    Per questo motivo abbiamo inserito nel questionario una domanda di autovalutazione da parte dei candidati.
    Ne risulta che quasi un quinto delle/dei giovani che hanno sostenuto gli esami di idoneità nel 2024 non ne è stata/o soddisfatto, o addirittura ne è uscita/o delusa/o.
    Si sono sentiti valorizzati per il loro lavoro solo poco più della metà delle/dei giovani homeschooler. Il 24,55% ossia 27 candidati, si sono sentiti accolti durante la prova d’esame, ma non valorizzati.

    Fortunatamente, più della metà dei partecipanti si è sentata valorizzata durante l’esame e oltre un quarto si è sentita almeno accolta.

    Non si ritengono del tutto soddisfatti 14 candidati su 110, il 12,72%.

    Mentre il 5,46%, ben 6 candidati, hanno espresso un sentimento di delusione per come si è svolta la prova d’esame e/o per il risultato.

    Durante gli esami spesso non si tiene realmente conto dei progetti didattico-educativi o delle programmazioni depositati. Non viene contestualizzato, né spiegato, il giudizio dato e, nonostante la gentilezza, i professori/maestri sono talvolta disinteressati, distaccati e senza empatia. E poi finiscono per valutare spesso su programmi scolastici, diversi dai percorsi di apprendimento svolti. E le valutazioni ricevute solo raramente vengono spiegate.

    Criticità segnalate dai candidati

    Attraverso il sondaggio abbiamo registrato le seguenti segnalazione di criticità nello svolgimento dell’esame o nella sua conduzione:

    Consegna esito dell’esame alla scuola competente per residenza (se diversa da quella d’esame)

    Il D.M. 218 del 11/11/2025 riconosce alle famiglie la libertà e il diritto di scegliere la scuola dell’esame di idoneità fra tutte le scuole statali e paritarie della penisola, isole comprese.
    La nota ministeriale che annualmente regola queste procedure stabilisce che gli esiti degli esami debbano essere registrati nell’Anagrafe Nazionale degli Studenti da parte della scuola d’esame.

    Non esiste alcun obbligo normativo, per le famiglie, di informare la scuola competente per residenza sull’esito dell’esame di idoneità, né tantomeno di consegnare a questa la certificazione relativa. La questione riveste anche un carattere di riservatezza non trascurabile.
    Ciononostante, molte scuole richiedono alle famiglie residenti nella loro circoscrizione il certificato con l’esito dell’esame.

    Ha consegnato l’esito della prova d’esame alla scuola competente per residenza (quella a cui è stata inviata la dichiarazione di istruzione parentale) 28 candidati su 110, pari a poco più di un quarto.

    Al contrario 35 candidati, pari al 31,82% non ha consegnato l’esito d’esame.

    Il 42,73%, pari a 47 candidati non sa chi ha aggiornato l’ANS.

    candidati

    Atteggiamento della scuola di residenza per l’aggiornamento dell’Anagrafe Nazionale Studenti

    Nonostante la normativa non offra alcun supporto alla loro richiesta, l’77,3% delle scuole del territorio è stata perentoria nella propria richiesta di ricevere il certificato attestante l’esito dell’esame di idoneità. Alcune scuole adducono scadenze, altre parlano di impossibilità ad aggiornare l’ANS. In molti casi, però, si registra già l’instaurarsi di una prassi di iper-controllo sull’istruzione parentale, con la complicità, a volte ingenua e inconsapevole, delle famiglie stesse.

    In 25 casi, il 22,7%, la scuola è stata flessibile.

    Motivazioni delle segreterie

    Ecco cosa riportano i questionari pervenuti riguardo alle motivazioni delle segreterie delle scuole rispetto alla loro richiesta dell’esito dell’esame di idoneità. Pare proprio che la pressione reale da parte delle istituzioni sia di molto inferiore ai condizionamenti psicologici cui le famiglie si sentono sottoposte per vari motivi. Tanto è vero che molte famiglie ammettono di consegnare l’esito dell’esame spontaneamente, per un’abitudine consolidata, divenuta prassi. Altre pare non abbiano chiarito con la scuola che si tratta di una richiesta indebita, assecondandola e quasi confermandone la liceità.


    Credits: elaborazione dati e grafici di Alessia Covello, PCTO 2024-2025

    2 commenti su “Esami di idoneità: i risultati del sondaggio LAIF”

    1. Grazie per questo attento lavoro di analisi.
      Come collettività si potrebbe lavorare su alcune criticità (tante) e riproporre il questionario fra qualche mese , sperando in ancora più partecipazione.
      Anche per me resta aperta la domanda : “come faccio a sapere se è sta to aggiornato l’ANS e se mio figlio risulta in istruzione parentale?”
      Sono convinta che l’unione fa la forza e che risposte decise e solidali (nonchè sostenute dalla norma di legge) siano molto efficaci per contrastare atteggiamenti ostili delle scuole vigilanti.

      Rispondi

    Lascia un commento