Dopo la conclusione di tutti gli esami 2024 (primo e secondo ciclo e di terza media), abbiamo predisposto un sondaggio conoscitivo anonimo su questo tema. Il questionario era suddiviso in due sezioni:
- l’idoneità sia nel primo che nel secondo ciclo; risultati sono pubblicati a questo link
- l’esame di terza media (esame conclusivo del primo ciclo di istruzione); i risultati si trovano di seguito.
Sono pervenuti in tutto 126 questionari compilati, provenienti da otto regioni d’Italia.
Sommario
Di seguito riportiamo le risposte sull’esame di terza media. Abbiamo ricevuto 16 questionari. Le informazioni sugli esami di idoneità si trovano a questo link.
Età dei candidati all’esame di terza media
Alla domanda si poteva rispondere scegliendo fra tre opzioni:
- 6-11 anni
- 12-14 anni
- 15-18 anni.
La maggiore concentrazione (81,25%) è stata rilevata negli anni canonici della scuola media, fra i 12 ed i 14 anni.
L’età dei candidati fra i 6 e gli 11 anni è stata rilevata in due situazioni, pari al 12,5%, dei casi.
Invece ha dichiarato un’età superiore alla media un candidato su 16, pari al 6,25% dei partecipanti.

Regione di residenza
Precisiamo che la domanda del questionario verte sulla regione di residenza. Di conseguenza, la regione dove è stato sostenuto l’esame potrebbe non essere quella di residenza.
La metà dei partecipanti al sondaggio è distribuita fra il Piemonte e il Veneto, in parti uguali, pari al 25% con 4 candidati per ciascuna regione.
In posizione intermedia i residenti di Lazio e Lombardia con 2 situazioni ciascuna, pari al 12,5% .
Seguono l’Emilia-Romagna, la Sicilia, la Puglia e la Campania con 1 candidato, il 6,25% ciascuna.

Scuola scelta per l’esame di terza media
Confermata la prevalenza delle scuole private (paritarie) o statali ma esterne al territorio di residenza.
Per come era formulato il questionario, la scuola paritaria scelta per sostenere l’esame di terza media potrebbe non essere quella del territorio residenza.
Dai questionari pervenuti risulta che, per sostenere la prova d’esame di terza media, la scelta di 12 candidati (pari al 75%) è stata una scuola paritaria.
Il 18,75%, ovvero 12 partecipanti, ha scelto una scuola statale fuori dal territorio di residenza.
Solo in un questionario (6,25 %) è stato dichiarato di aver scelto una scuola statale del territorio di residenza.

Tutte le scuole hanno accolto le domande pervenute.
Comunicazione di accoglimento della domanda d’esame
Sulla comunicazione da parte della scuola dell’accoglimento della domanda d’esame è necessario precisare che:
- di per sé, nella scuola pubblica, essa è superflua perché tutte le scuole statali sono tenute ad offrire questo servizio e ad accogliere le/i giovani in istruzione parentale che desiderano sostenere l’esame, sia esso di terza media o di idoneità;
- da parte di una scuola privata (paritaria) è di fondamentale importanza che avvenga e che sia comunicato tempestivamente alla famiglia; infatti, in caso di rifiuto, quest’ultima deve potersi organizzare per tempo.
E infatti, l’unica scuola che non ha comunicato l’accoglimento alla famiglia è stata una scuola statale fuori dal territorio di residenza.
Il 75% delle scuole ha comunicato l’accoglimento delle domande dei 12 candidati alla prova d’esame entro il 20 marzo.
Il 12,5 %, pari a 2 candidati, ha ricevuto la conferma dell’accoglimento entro il 30 aprile.
In un caso, pari al 6,25%, la scuola d’esame l’ha comunicato dopo il 20 marzo.

Presentazione del programma per l’esame di terza media
Il 93,75 % delle scuole alla quale è stata inviata la domanda d’esame ha preso atto del programma presentato dalla famiglia.
Invece in un caso (il 6,25 %), la scuola ha richiesto integrazioni del programma presentato.

Comunicazione del calendario delle prove d’esame
Per motivi organizzativi, è opportuno che le date delle prove d’esame vengano comunicate con tempestività alla famiglia.
La scuola scelta per la prova d’esame ha comunicato il calendario delle prove a 9 candidati pari al 64,29% tre settimane prima della data di esame.
Per 5 partecipanti, pari al 35,71%, la comunicazione della scuola è arrivata invece soltanto 1-2 settimane prima dell’inizio dell’esame.

Conduzione delle prove
“La valutazione e’ coerente … con la personalizzazione dei percorsi e con le Indicazioni Nazionali per il curricolo e le Linee guida di cui ai decreti del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87, n. 88 e n. 89…” (Decreto Legislativo 62 del 13 aprile 2017, art. 1 c. 2)
La “libertà di insegnamento” è sancita dalla Costituzione (art. 33).
Pertanto le prove d’esame devono essere predisposte dalla commissione tenendo conto dei reali percorsi di apprendimento delle/dei giovani e non per “individui standard” (Indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione).
Dai questionari pervenuti risulta che, durante la conduzione delle prove, la scuola d’esame ha tenuto conto del programma nel 62,5%.
Nel 25% non si è affatto tenuto conto del programma.
Mentre il 12,5% dei candidati non ha saputo dire se sia stato o meno seguito il programma presentato.

Presenza dei genitori alle prove
La presenza di almeno un genitore all’esame di un(a) giovane non frequentante può avere un effetto rassicurante perché le/i bambine/i che non vanno a scuola
- non conoscono le persone con cui si interfacciano durante l’esame, né gli ambienti dell’edificio (ad esempio non sanno dov’è il bagno rispetto all’aula in cui si trovano) e nemmeno conoscono l’altro personale con cui giocoforza dovranno interagire. Questo potrebbe intimorirli e renderli insicuri. Sarebbe necessaria una forma di “inserimento” ad hoc, ma per questo di solito non ci sono né il tempo né le energie.
- spesso non hanno familiarità con le dinamiche scolastiche, come ad esempio la valutazione, l’interrogazione, la verifica; il loro modo di imparare, pur estremamente efficace, spesso esula da queste dinamiche e quindi il fatto di sentirsi esposti ad un’interazione giudicante rischia di metterli/e a disagio;
- non sono avvezzi al linguaggio specifico usato dai docenti: questi ultimi hanno in comune con i propri alunni, non solo un anno di attività che passa attraverso la parola, ma anche un libro di testo come riferimento comune. Non è il caso di chi non ha frequentato le lezioni.
La presenza di una figura di riferimento ha spesso la funzione di garantire una continuità fra il momento dell’esame e il lavoro svolto fuori dalla scuola, di rassicurare i/le giovani sotto esame in un ambiente a loro sconosciuto, di fare da ponte fra i docenti e le ragazze o i ragazzi.
In Italia, tutti gli esami sono pubblici, soprattutto gli esami di stato: nessuna legge proibisce la presenza, discreta, dei genitori. Pertanto, non essendo vietata, essa è da considerarsi lecita.
Tuttavia, non sono poche le scuole che creano difficoltà su questo punto.
Durante la prova d’esame, in tre quarti dei casi, un genitore ha potuto presenziare alle prove orali.
Invece il restante 25% non ha potuto assistere all’esame dei propri figli.

Consegna esito dell’esame e aggiornamento Anagrafe Nazionale
La circolare di riferimento per il 2024 prevedeva che fosse compito della scuola d’esame aggiornare direttamente l’Anagrafe Nazionale Studenti sul portale SIDI.
Ciononostante, spesso i comportamenti delle dirigenze si discostano da questa regola:
- le scuole d’esame non aggiornano il SIDI con l’esito dell’esame
- le scuole del territorio di residenza pensano di doverlo fare loro e chiedono alle famiglie di consegnar loro l’attestazione dell’esito dell’esame al fine di poter procedere.
Questi comportamenti non solo non sono previsti dalla norma, ma soprattutto comportano:
- un aggravio a carico delle famiglie che quindi devono andare a ritirare l’attestato presso una scuola e poi devono consegnarlo ad un’altra, il tutto rispettando delle tempistiche stabilite unilateralmente,
- un rafforzamento arbitrario della supervisione da parte della scuola del territorio, che si arroga diritti/doveri che non le competono.
Sappiamo che la prassi poi rischia di diventare legge; e questo è un problema, soprattutto quando è una prassi restrittiva e limitativa delle libertà.
Purtroppo, dobbiamo registrare la tendenza delle famiglie a lasciarsi “guidare” dalle scuole.
Ha consegnato l’esito della prova d’esame alla scuola competente per residenza (quella a cui è stata consegnata la dichiarazione di istruzione parentale) il 43,75% dei partecipanti al sondaggio.
Solo il 31,25% non ha consegnato l’esito d’esame alla scuola di residenza.
Il 25% dei partecipanti non sa chi ha aggiornato l’ANS.

Aggiornamento Anagrafe Nazionale Studenti da parte della scuola di residenza
L’ANS è stata aggiornata dalla scuola di residenza per 7 dei candidati intervistati (v. domanda precedente).
A loro abbiamo chiesto se la richiesta da parte della segreteria sia stata perentoria o se invece sia stata mostrata una certa flessibilità nelle tempistiche e modalità, ad esempio.
La risposta non è rassicurante.
La scuola del territorio nel 57,14% è stata perentoria.
Invece solo nel 42,86% la scuola è stata flessibile.

Impressioni dei candidati dopo l’esame di terza media
Abbiamo chiesto ai partecipanti al sondaggio le loro impressioni sull’esame.
Ben 15 su 16 si sono sentiti accolti e rispettati, il loro lavoro è stato valorizzato nel 93,75% .
Mentre il 6,25%, solo un candidato, è deluso da come si è svolta la prova d’esame e dal risultato.

Per approfondire
Vedi anche a questo link le criticità segnalate dai candidati (sia per gli esami di idoneità che per la terza media).
Dai un’occhiata anche alle motivazioni delle segreterie a supporto della loro richiesta di essere informati sull’esito degli esami.
Credits: elaborazione dati e grafici di Alessia Covello, PCTO 2024-2025