“Esami sì esami no” è una delle prime iniziative che LAIF ha messo in cantiere appena entrata nella fase operativa. Il suo carattere va oltre la titolazione, rappresentando infatti una visitazione circostanziata della natura dell’istruzione famigliare e conseguentemente della qualità del rapporto che la stessa instaura con le istituzioni.

Il lavoro si è svolto in tre fasi che si sono dipanate da febbraio 2018 sino ad oggi (agosto 2018):
1) raccolta dei contributi espressi dai soci sul sito dell’associazione (alle pagine Quali percorsi / Quale verifica / Quali criticità) e, in maniera più sintetica, sulla pagina Fb da parte dei non associati;
2) elaborazione dei dati, integrazione delle tematiche e redazione di contributi specifici ad opera di un gruppo di lavoro formato da Angelica Taromboli, Giulia Pecis Cavagna, Andrea Milesi e Sergio Leali;
3) redazione di una sintesi da parte di Andrea Milesi, di un abstract da parte di Sergio Leali con successiva revisione di Giulia Pecis Cavagna;

Questi mesi di elaborazione hanno coinciso con la fase finale dell’anno scolastico 2017-2018. In questo periodo la materia legata direttamente al tema dell’esame annuale, così come è scritto nella legge “la buona scuola”, ha vissuto una prima stagione di applicazione reale e per noi si impone la necessità di tener conto di quanto è registrabile e su questo prendere una posizione, anche e proprio alla luce di quanto prodotto in “esami sì esami no” nel suo complesso.

Il dato fondamentale è che, anche in questo anno scolastico, come nei precedenti, vi è stata una varietà di situazioni che si collocano nell’ampio intervallo tra l’esame svolto sul curricolo scolastico e il non svolgimento di esame, in accordo con il Dirigente. In ogni caso vi sono state convergenze di fattori particolari, ma anche questo porta appunto a poter sostenere che non vi è stata legittimamente una univocità e generalità di lettura della legge, sia da parte dei dirigenti che delle famiglie, sia in un senso che nell’altro.

Ciò costituisce un presupposto dal quale prendere le necessarie decisioni strategiche rispetto all’azione di LAIF. Ovvero ci troviamo in uno scenario in cui i giochi non sono tutti fatti sulla obbligatorietà dell’esame scolastico annuale; si può, e per LAIF si deve, discutere, altrimenti ne va della ragion d’essere dell’Associazione.

Si pone quindi il quesito semplice ma determinante nella sua essenzialità: dove indirizzare il nostro sostegno?
Alla lettura che minimizza il riconoscimento della natura e dignità dell’istruzione famigliare (esame scolastico obbligatorio), o a quella che ne valorizza la specificità e la ricchezza (libertà/facoltà di scelta di far sostenere l’esame oppure no)?
Da quanto è stato espresso dai soci e anche dai non associati, pare chiaro che LAIF è chiamata ad un impegno teso a tradurre in pratica la seconda opzione: si deve garantire la libertà di scelta alle famiglie, chi vuole fare l’esame deve poterlo fare, ma chi non lo desidera, deve poter fare istruzione famigliare senza obbligo di esame scolastico.
Per ulteriore chiarezza : il presente consiglio direttivo intende muovere le sue azioni dal fatto che la legislazione vigente consente di attuare una lettura che individua la propria chiave nella libertà/facoltà e responsabilità di scelta da parte delle famiglie e delle istituzioni, anche in merito al tema della verifica del dovere di istruzione.

Ciò consente in maggior coerenza di dar sostanza all’articolo 4 dello statuto di LAIF in particolar modo ai punti: secondo, terzo e quarto del capoverso obiettivi e finalità.

 

Il testo dell’abstract è stato adottato ed è in attesa di approvazione finale.
Lo trovate spezzettato nei diversi argomenti nel menù principale, sotto le seguenti voci:

L’istruzione famigliare

…cosè?

…perché?

…come si attua?

…com’è regolata?

…come può essere verificata?

Eventuali osservazioni o suggerimenti possono essere inviati alla segreteria dell’Associazione all’indirizzo:  info@laifitalia.it.