Un nuovo percorso, fatto da solo

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La testimonianza di Brian fa parte di una serie di racconti di ragazzi in istruzione parentale che ci illustrano come si possa proseguire lo studio alle superiori senza tutor, o insegnanti, o scuole parentali… Esperienze di apprendimento autoguidato con il piacere del mutuo aiuto tra amici homeschoolers. Brian ripercorre qui con noi un anno di istruzione parentale emozionante e ricco di insegnamenti per la vita… Ci racconta di un nuovo percorso che ha fatto da solo.

Buona lettura!

 

Questa nuova esperienza “scolastica” in istruzione parentale non è stata “regolare” se si può dire. Il suo svolgimento ha avuto alti e bassi, momenti in cui studiavo di più, e momenti in cui non studiavo affatto.

Questo perchè la vita ti causa dei problemi che ti impediscono di vivere tranquillamente. Ma grazie a questo tipo di scuola, a questo tipo di studio, è come se non avessi perso nulla. Se avessi avuto un periodo no a scuola, avrei perso moltissimo. Avrei preso brutti voti che avrei dovuto recuperare il prima possibile e andare avanti col programma, studiando sempre qualcosa di nuovo, anche se quello precedente non lo avevo capito… E il voto ne era la conferma.

Quest’anno invece, in questo modo, non ho perso nulla: non ero minimamente stressato dallo studio, e ci ho messo solo un po’ più di tempo per assimilare quell’argomento.

Foto StockSnap da Pixabay

Ma ora provo a descrivervi un po’ come è stato il mio primo anno da homeschooler: un percorso tutto nuovo!

Tutto inizia ad Agosto…

Perchè conosco i miei “compagni”, se così si possono chiamare, con cui mi relaziono subito e con cui mi diverto in quel poco di estate che era rimasto, anche se non sapevo che sarebbe durata ancora un po’.

A Settembre…

Non ho voluto studiare: avevo un esame di inglese da dare e mi ero concentrato a studiare per quello, insieme allo studio per la patente; così ho studiato poco e niente e mi accorgerò più tardi di questo piccolo errore.

Ad Ottobre..

Inizio a studiare per conto mio, ma in modo del tutto rilassato: avevo una sorta di programma che avevo ricevuto dalla mia vecchia scuola e ho iniziato da lì. Mancava la voglia inizialmente, bisogna ammetterlo, ma il mio livello di maturità e la promessa che avevo fatto a me stesso e a mia madre sono stati il movente per iniziare al meglio, recuperando il mese di settembre.

Nel frattempo, anche il legame col gruppo cresce: ci sentivamo tutti i giorni e decidemmo di fare delle chiamate serali, perchè nessuno di noi era costretto a dover studiare e stare sui libri diciamo dopo le 20 di sera. Anzi, io alle 18 mi imponevo di smettere!

A Novembre…

Si continua a studiare, ma finalmente troviamo una scuola dove dare gli esami finali e, di conseguenza, un programma da seguire. Non ero messo malissimo, ma pensavo che gli esami fossero a Giugno inoltrato, diciamo. Ma alla fine ci hanno comunicato che potevano essere dal 15 di Maggio in poi. Panico! Inizio a preparare un piano di studi, un orario sviluppato in mattina e pomeriggio, senza essere stressato, unendo tutto anche il mio nuovo sport.

Per cui la mia routine era cambiata: avevo i pomeriggi liberi, così ho avuto anche occasione di dedicarmi alla musica, una mia passione che non ho mai praticato a pieno a causa di scuola e sport.

Potevo anche uscire con gli amici in settimana, cosa che prima non facevo.

Invece col gruppo organizziamo uscite nel weekend, dato che non studiava nessuno il sabato e la domenica. Così iniziamo a legare sempre di più, diventando un gruppo completo e unito, sul quale contare.

A Dicembre…

Si studia ancora un pochino, e poi iniziano le vacanze di Natale e mi rendo anche conto di quanto avevo fatto e di quanto ancora avessi da fare. C’era ancora molto lavoro da completare, così ho iniziato a prendere un argomento e a terminarlo, entro la mattina o il pomeriggio, cercando su youtube vari insegnanti che mi davano una grandissima mano.

A Gennaio… il percorso continua con impegno

Si riprende a studiare: dopo le “vacanze” ci si mette seriamente, di giorno si studia e si suona, poi si va ad allenamento, e infine si arriva alla sera con le chiamate di gruppo, che ormai andavano avanti da un po’. Comprese le chiamate del lunedì sera, dove ragazzi e genitori si riunivano per fare attività di gruppo. E a proposito di attività di gruppo, non ho parlato dei gruppi di studio. Solo a Gennaio erano ormai delimitati e completi, ma da Novembre, alcuni genitori hanno dato la loro disponibilità per aiutare i ragazzi con una materia che conoscevano bene. Per esempio, io e mia madre eravamo i punti di riferimento per la matematica, altri genitori per italiano e altri per inglese e arte. E quest’anno io lo sarò di Latino, per chi lo farà.

Arriviamo a Febbraio…

Un periodo molto difficile: ero malato e non riuscivo a studiare tantissimo, sono stato fermo una settimana nello studio. Studiavo quello che riuscivo e basta, ma dovevo riprendermi in fretta, ormai avevo programmato tutti i vari argomenti con scadenze mensili, dovendo terminare tutto entro aprile, per poter mandare il programma fatto. Il supporto da parte degli amici non mancava mai, e chi mi tirava su di morale erano proprio loro; appena sono stato meglio siamo tornati ad uscire insieme.

A Marzo…

Poi le cose cambiarono: la tensione dell’esame si avvicinava e lo studio era sempre maggiore (questo è il famoso errore di Settembre) che però ho gestito al meglio. Gli esami si avvicinavano e le uscite diminuivano progressivamente; in più si stavano riattivando anche le compagnie personali, al di fuori della scuola. Le chiamate si riducono un po’, non sono tutte le sere, ma quasi, e il supporto da parte di tutti rimane sempre.

Ad Aprile…

Si sente la pressione dell’esame: iniziare a fare delle prove di verifica, iniziare a parlare di tesina, scegliere l’argomento da portare a quel dannato esame orale, che sapevamo essere quello più importante. La scuola ci ha avvisato che contano principalmente gli orali delle varie materie, così ho iniziato a scrivere delle tesine dettagliate del mio argomento, ovvero Leonardo da Vinci, del quale mi era ormai appassionato.

Avevo visto una serie tv dedicata a lui e il suo alone di mistero lo aveva reso molto intrigante ai miei occhi, comprese tutte le sue scoperte. Ci ha dimostrato che basta la forza di volontà per diventare grandi, e soprattutto, serve essere curiosi. Se non lo fosse mai stato, non avremmo saputo tanto presto certi fatti scientifici. Lui è conosciuto per la sua arte, certo, ma ha dedotto fatti che sarebbero stati resi ufficiali anche tre secoli dopo la sua morte. Come la classica domanda: “Perchè il cielo è blu?”.

Arriva Maggio…

Il mese tanto atteso. Non vedevo l’ora ormai di levarmi il peso dell’esame, anche se l’ansia mi portava a dire di volerlo fare più avanti. Ma per fortuna era alla fine del mese, intorno al 25, così ho avuto tutto il tempo per tranquillizzarmi, per finire di studiare le mie tesine e il ripasso generale di tutto l’anno per poi andare a “spaccare tutto” agli esami.

Le chiamate serali ormai erano sparite, ogni tanto se ne faceva qualcuna, ma da dopo la gita di Aprile, eravamo tutti concentrati al massimo. Non ho parlato della gita, è vero! Ci eravamo organizzati per una cosa che principalmente interessava a me, ma mi ha fatto piacere che altri miei amici e compagni siano venuti con me, mi ha fatto davvero piacere e siamo stati benissimo tutti assieme.

L’esame è stato un brivido unico

I due scritti, matematica e italiano, sono andati bene e , dato il grande impegno nello studio, sono volati quasi! Gli orali sono stati anche divertenti… A parte qualche professore che era molto serio e voleva solamente finire, con altri invece si scherzava pure, si smorzava la pressione che c’era. Ma la materia che mi metteva più ansia me la sono tolta subito. Sono stato velocissimo, il primo a finire tra tutti quelli che erano insieme a me. Mi ricordo ancora l’orale di inglese: la professoressa era simpaticissima e ho dialogato volentieri con lei. Alcuni voti già li sapevo perché i prof li segnavano sul momento e quindi li leggevo.

Sono contento del mio risultato

Un anno di sforzi, fatti da solo, per arrivare alla fine ed essere libero, per passare un’estate libero da compiti e nessuna pressione per l’arrivo di Settembre, tranne per il fatto che bisogna tornare a studiare dopo tre mesi di pausa. Ma è una cosa naturale: nel momento giusto il tuo corpo inizierà a mettersi a studiare seriamente.

Non bisogna stressarsi fin da subito, ma bisogna vedere lo studio per quello che è veramente, ovvero imparare cose nuove per il piacere di impararle, non perchè ti obbligano e te lo mettono semplicemente lì davanti. Per esempio, a me storia dell’arte me l’hanno fatta odiare, non mi piaceva. Studiandola per conto mio mi è anche rimasta in testa e imparare la storia di certi artisti è stato proprio emozionante.

Quindi per riassumere questo anno scolastico completamente nuovo e imprevedibile… beh che dire…è stato meraviglioso, rivoluzionario!

Mi è piaciuto veramente tanto perchè ho riscoperto il piacere di studiare per sè stessi e non per qualcuno e di imparare non per un voto
ma per la propria conoscenza.

Apprendere col sorriso

Sono cose che la scuola ormai ha perso: lì interessano solo i voti e finire un programma, senza nessun interesse per come stiamo noi.

Spero la scuola possa tornare ad essere quella di prima, con delle persone con un cuore e un’anima… Che abbiano la voglia di insegnare per il piacere farlo, non perchè devono. E, soprattutto, che sappiano di avere davanti dei ragazzi in crescita, che hanno un’autostima da curare e delle insicurezze che possono abbatterli in ogni modo. Spero che il messaggio possa essere recepito da molti professori, perchè l’ultimo anno che sono stato a scuola, mi sentivo una macchina, non un ragazzo che aveva 16 anni. Non andavo a scuola di mia spontanea volontà, neanche per vedere i miei compagni. Non vivevo la vita che volevo, ero bloccato, ed ogni mattina mi alzavo perchè ero obbligato ad andare ad ascoltare per sei ore gente che mi doveva mettere in testa delle cose forzatamente.

Quindi, cari professori, imparate a far incuriosire i ragazzi sulla vostra materia! Trovate un modo innovativo per insegnare, fatelo facendoci ridere! Anche, perchè siamo ragazzi e la prima cosa che bisogna vedere dai ragazzi è proprio il loro sorriso, dato che questi anni di mancato divertimento non ci verranno mai ridati indietro.

Brian, 17 anni

 

Per chi lo desidera, ecco altre testimonianze del gruppo di ragazzi, amici di Brian:

Credere che un’altra scuola sia possibile

Il me del passato

Fabry dopo un anno in istruzione parentale

Chi volesse approfondire il tema dell’istruzione parentale alle superiori trova numerose informazioni nelle nostre FAQ specifiche

e nella Registrazione di una serata dedicata al tema dell’homeschooling alle superiori

1 commento su “Un nuovo percorso, fatto da solo”

  1. Bellissimo Brian!! Sorridi forte per tutti gli anni di mancato divertimento!! scrive la tua storia come desideri! Nulla si è perso davvero, perché puoi ancora sorridere!!

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